Il Nobel per la Pace al primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali

Norvegia

Il riconoscimento andato lo scorso anno al congolese Denis Mukwege e all’irachena Nadia Murad non è stato assegnato alla giovane attivista Greta Thunberg

Il Nobel per la Pace al primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali
© The Norwegian Nobel Committee

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(Aggiornato alle 11.35) Il premio Nobel per la Pace, andato nel 2018 al congolese Denis Mukwege e all’irachena Nadia Murad per «i loro sforzi per porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra e nei conflitti armati», è stato assegnato quest’anno al premier etiope Abiy Ahmed Ali «per i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea».

«Il premio Nobel per la pace 2019 - ha poi precisato il Comitato in un tweet - intende anche riconoscere tutte le parti interessate che lavorano per la pace e la riconciliazione in Etiopia e nelle regioni dell’Africa orientale e nordorientale».

«In stretta collaborazione con Isaias Afwerki, il presidente dell’Eritrea, il premiato di quest’anno ha rapidamente elaborato i principi di un accordo di pace per porre fine alla lunga situazione di stallo ‘nessuna pace, nessuna guerra’ tra Etiopia ed Eritrea».

«In Etiopia - ricorda ancora il Comitato - anche se rimane molto lavoro da fare, Abiy Ahmed ha avviato importanti riforme per dare a molti cittadini la speranza per una vita migliore e un futuro più luminoso. Come primo ministro, Abiy Ahmed ha cercato di promuovere la riconciliazione, la solidarietà e la giustizia sociale».

Intanto, arriva anche la reazione dell’ufficio del primo ministro: «L’Etiopia è fiera in quanto Nazione».

Tra i 304 candidati, fra i favoriti figuravano anche la giovane attivista Greta Thunberg, diverse organizzazioni come UNHCR, l’Unione per le libertà civili in America (ACLU), la Coalizione internazionale per l’accesso alla terra o il Consiglio artico. Tra chi ha rivelato la sua nomina al Nobel ci sono anche varie figure che si sono contraddistinte per la lotta per la democrazia in Russia, come Svetlana Ga’nushkina, dell’organizzazione Memorial. Altri nomi che sono emersi sono quello di Edward Snowden, ex analista della CIA, di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, della cancelliera tedesca Angela Merkel o anche di papa Francesco.

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