LOCARNO 72

Il Pardo d’oro vola in Portogallo

La giuria del concorso internazionale premia il film «Vitalina Varela» di Pedro Costa

Il Pardo d’oro vola in Portogallo
Vitalina Varela e Pedro Costa, trionfatori di Locarno 72 (Foto Keystone)

Il Pardo d’oro vola in Portogallo

Vitalina Varela e Pedro Costa, trionfatori di Locarno 72 (Foto Keystone)

Il Pardo d’oro vola in Portogallo
Il brasiliano Regis Myrupu, premiato con il Pardo per il miglior attore. (Foto Keystone)

Il Pardo d’oro vola in Portogallo

Il brasiliano Regis Myrupu, premiato con il Pardo per il miglior attore. (Foto Keystone)

«Un film destinato ad entrare nel novero del patrimonio mondiale dell’umanità che abbiamo avuto la fortuna di vedere qui a Locarno. Un vero e proprio evento nella storia del cinema», così la regista francese Catherine Breillat (presidente della giuria ufficiale del 72. Festival di Locarno) ha definito Vitalina Varela, il lungometraggio del regista portoghese Pedro Costa che si aggiudicato il Pardo d’oro 2019. Un verdetto atteso e condiviso da molti addetti ai lavori, avvalorato dal premio per la migliore interpretazione andato alla protagonista (che dà il titolo al film). Una vicenda estremamente umana che dà spazio al mondo dei diseredati, di coloro che - nonostante tutti gli sforzi compiuti - sembrano non avere diritto, nel mondo di oggi, nemmeno a uno scampolo di felicità.

Il Premio speciale della giuria è invece andato al film sudcoreano Pa-Go di Park Jung-bum, mentre per la miglior regia è stato ricompensato il cineasta francese Damien Manivel per il suo Les enfants d’Isadora. Miglior attore, Regis Myrupu, splendido protagonista del lungometraggio brasiliano A Febre, diretto da Maya Da-Rin. La giuria ha inoltre assegnato due menzioni speciali: al film indonesiano The Science of Fiction e a quello italo-argentino Maternal.

Il concorso dei Cineasti del presente ha visto l’assegnazione del suo premio principale al film senegalese Baamum Nafi di Mamadou Dia, che si è aggiudicato anche il premio Swatch per la migliore opera prima. Il pubblico di Piazza Grande ha premiato Camille del francese Boris Lojkine, mentre il riconoscimento assegnato dai giornalisti della rivista Variety per il film di Piazza Grande che si merita un’importante distribuzione internazionale è andato a Instinct dell’olandese Halina Reijn. La giuria ecumenica ha premiato Maternal dell’argentina Maura Delpero, quella della FIPRESCI il film brasiliano A Febre, la Giuria dei giovani Bergmal dell’islandese Runar Runarsson. Alla 30. Settimana della critica, infine, ha trionfato il documentario The Euphoria of Being dell’ungherese Reka Szabo.

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