Il Pardo ruggisce nonostante il coronavirus

LOCARNO

Inaugurata ufficialmente la particolare edizione del Film Festival, a causa naturalmente dell’emergenza sanitaria - Presenti, fra gli altri, Isabelle Moret ed Hans Stöckli - Manuele Bertoli: «Il Cantone crede nella rassegna»

Il Pardo ruggisce nonostante il coronavirus
© CdT/Gabriele Putzu

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«Ricorderemo il mondo attraverso il cinema», diceva il compianto regista Bernardo Bertolucci, uno dei grandi maestri della settima arte. Di sicuro non ci scorderemo del 2020, quest’anno che non la vuole smettere di farci piangere, fra coronavirus e stragi. Particolare, proprio a causa dell’emergenza sanitaria, sarà anche l’edizione del Locarno Film Festival, che stasera ha tolto i veli con l’inaugurazione andata in scena al GranRex in città. Una cerimonia diversa da quelle a cui eravamo abituati, per rispettare le norme sanitarie imposte dalle autorità per debellare il nemico invisibile. Sono intervenuti il municipale Ronnie Moretti, il direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Manuele Bertoli e lui, il padrone di casa, il presidente Marco Solari. Presenti, fra gli altri, la presidentessa del Consiglio nazionale Isabelle Moret ed il presidente del Consiglio degli Stati Hans Stöckli nonché la direttrice dell’Ufficio federale della cultura Isabelle Chassot ed alcuni stretti collaboratori del consigliere federale Alain Berset.

Lo sguardo rivolto al futuro

Nonostante la crisi, il cinema è di casa a Locarno. E vi resterà anche domani, quando speriamo tutto sarà passato e potremo tornare ad emozionarci in piazza Grande ammirando una pellicola. Non è un caso, dunque, che il Pardo abbia scelto quale motto della 73. edizione (ibrida) «For the Future of Films». Il 2020 quale anno zero. La ripartenza. Non solo delle nostre vite, messe duramente alla prova dal virus, che ha scombussolato la nostra esistenza. Ma ripartenza pure del cinema. Occorre sostenere i giovani cineasti, arricchirsi attraverso nuovi progetti, fruire del prodotto artistico non solo «dal vivo» (nelle sale locarnesi) ma altresì in formato digitale, sul Web. Ecco, tutto questo è il Locarno Film Festival che ha tolto i veli stasera e ci accompagnerà fino al 15 agosto. E oltre, come detto.

Anche grazie – non va dimenticato – al sostegno cantonale: come è noto a fine maggio il Gran Consiglio ha dato luce verde al credito di 3,4 milioni di franchi (in precedenza era pari a 2,8) per il periodo compreso tra il 2021 ed il 2025. Un’iniezione di liquidità, ma soprattutto di fiducia per una delle manifestazioni faro alle nostre latitudini.

Il sostegno delle istituzioni

«Se il Cantone e la Confederazione credono nel Festival, ci crede anche la Città, così come crede nel Palacinema. Lo sguardo è orientato al futuro per quanto riguarda l’interazione digitale ed il sostegno al cinema svizzero e mondiale. L’augurio della Città è che l’edizione di quest’anno sappia animare nel migliore dei modi la scena culturale internazionale», ha affermato il municipale di Locarno Ronnie Moretti. Secondo Manuele Bertoli il cinema è «un’arte moderna, coinvolgente e fragile. Deve confrontarsi a delle sfide difficili. I festival dei film sono fondamentali perché ci ricordano che questa arte va fruita assieme, va vissuta insieme. Il Cantone ha voluto investire nella rassegna. Il Film Festival di Locarno è infatti la grande manifestazione culturale della Svizzera in terra ticinese e va dunque sostenuta».

La resilienza e la fiducia

«Che coraggio, caro presidente (Marco Solari, ndr.). Siete riusciti a presentare un festival moderno, sia online sia nelle sale. Dobbiamo infatti vincere le nostre paure legate alla pandemia e ricominciare ad andare al cinema. Con questa edizione si celebra la resilienza del Pardo», ha rilevato la prima cittadina della Svizzera Isabelle Moret. E lui, Marco Solari, ha preso la parola per ultimo, esprimendosi in italiano, francese e tedesco: «Sappiamo della fragilità del cinema e dei festival. In questi momenti difficili è imprescindibile avere l’appoggio politico, che quest’anno c’è stato. Il Parlamento ticinese ci ha dato fiducia, e ciò ci fa enormemente piacere. La mia squadra ci ha messo impegno, dedizione ed entusiasmo. Alla fine di questa edizione nessuno resterà deluso, ve l’assicuro. Ogni momento difficile dipende da come lo accetti. Pertanto guardiamo avanti con decisione, guardiamo al futuro».

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