Il «regalo» del virus: farci riscoprire l’importanza dell’ovvio

A colloquio con lo psichiatra Graziano Martignoni

Il valore esistenziale di un gesto compreso appieno quando a tutti è stato impedito

 Il «regalo» del virus: farci riscoprire l’importanza dell’ovvio
Lo psichiatra Graziano Martignoni

Il «regalo» del virus: farci riscoprire l’importanza dell’ovvio

Lo psichiatra Graziano Martignoni

Lo psichiatra ticinese Graziano Martignoni riparte dalla domanda iniziale: «Che cos’è un bacio? In primo luogo - dice - è un indicatore antropologico: dimmi come baci e ti dirò chi sei, si potrebbe sintetizzare. Il bacio partecipa pienamente all’area simbolica della vita, è un indicatore esistenziale. Dal bacio passano tante cose di cui abbiamo capito appieno l’importanza quando questo stesso bacio ci è stato impedito: la vicinanza agli altri, il riconoscimento reciproco, la fondamentale esperienza del toccarsi. La nostra, bisogna ricordarlo, è una società del contatto, non della distanza. Non siamo il Giappone: abbiamo bisogno di trovare l’altro a pochi passi da noi».

La nostra è una società del contatto, non della distanza. L’altro deve stare a pochi passi da noi (Graziano Martignoni, psichiatra)

Martignoni racconta due episodi, diversi tra loro ma ugualmente forti. Due storie vissute in prima persona. «Durante il primo lockdown, mia figlia veniva sino al cancello di casa con la mia nipotina per portare la spesa. Per spiegare il perché di quel distanziamento, alla bimba raccontavamo la storia di una febbre dalla quale dovevamo proteggerci. “Ma io vi voglio toccare”, diceva a un certo punto la piccola. Facendoci capire, in un istante, come sulla dura legge della pandemia si infrangessero i bisogni fondamentali legati allo stare vicini, al riconoscersi». L’altra storia risale allo scorso novembre. In una Lugano ventosa e autunnale, lo psicologo si trova a camminare di mattina presto sui viali del Parco Ciani. «A un certo punto, vedo due persone molto anziane che, su una panchina, si stringevano e si baciavano. Ho pensato che potessero essere in difficoltà, mi sono avvicinato per chiedere loro se avessero bisogno di aiuto. Così ho scoperto che entrambi vivevano in una casa di riposo dov’era proibito baciarsi. Avevano scelto di uscire e andare al parco, sfidando il freddo, per abbracciarsi».

Per recuperare il «valore antropologico ed esistenziale dei gesti bisogna capire che cosa siano veramente - conclude Martignoni - in fondo questo è stato un piccolo regalo del virus: farci riscoprire che le cose ovvie hanno una loro profondità e sono importanti».

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