Il ritorno del «prog»

musica

Corrente del rock tra le più amate negli anni Settanta, da una decina d’anni è tornata d’attualità in tutto il mondo, Svizzera italiana compresa, sulla spinta di un sempre più marcato bisogno da parte di un consistente segmento di pubblico di suoni meno plastificati e di composizioni più articolate

Il ritorno del «prog»
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Il ritorno del «prog»

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Molti, compreso chi vi scrive, la considerano l’unica vera corrente del pop-rock di matrice autenticamente europea in quanto capace di fondere il classicismo e il folk con suoni e ritmi contemporanei; Elio & Le Storie Tese ironicamente lo definiscono musica dal «ritmo sbilenco» per i frequentissimo ricorso a tempi inconsueti e dispari. È il rock progressivo, il «prog» per gli amici, genere ampiamente in voga in Europa e in Giappone negli anni Settanta e da un decennio tornato sulla cresta dell’onda essenzialmente per due motivi: l’idiosincrasia (leggi incompatibilità o ripugnanza esasperata) degli appassionati con i capelli bianchi nei confronti della musica di plastica contemporanea che li ha riportati dapprima a recuperare i dischi in vinile della loro gioventù (PFM, Banco, Crimson, Caravan,...

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