Il ritorno di Ceresio Estate

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Tra conferme e novità al via nel finesettimana la 45. edizione della rassegna luganese

Il ritorno di Ceresio Estate
La chiesa di Vico Morcote è una delle location di Ceresio Estate: il proporre concerti all’interno di edifici sacri favorisce, da un lato, una fruizione più raccolta e intima della musica e, dall’altro, l’opportunità per scoprire le bellezze architettoniche del territorio. © Pietro Viviani

Il ritorno di Ceresio Estate

La chiesa di Vico Morcote è una delle location di Ceresio Estate: il proporre concerti all’interno di edifici sacri favorisce, da un lato, una fruizione più raccolta e intima della musica e, dall’altro, l’opportunità per scoprire le bellezze architettoniche del territorio. © Pietro Viviani

«Rivediam le stelle!»: è con questo slogan dantesco che Ceresio Estate, la più longeva manifestazione musicale estiva luganese, si ripresenta per la quarantacinquesima volta e dopo un anno di forzata assenza. Una pausa servita anche a rinnovare la squadra, che da quest’anno ha quale timoniere Pietro Viviani, subentrato come responsabile della programmazione a Lucienne Rosset, che tuttavia continua a rimanere nel team promotore come consulente artistica. Un rinnovamento, spiega lo stesso Viviani, il cui intento è «portare un po’ di aria fresca in Comitato, coinvolgendo qualche persona più giovane che possa garantire al festival di andare avanti almeno per ... un’altra quarantina di anni».

Rinnovamento di solito significa anche cambiamento. Rispetto al passato cosa è mutato nell’edizione 2021 di Ceresio Estate?
«Non è Ceresio Estate ad essere cambiato, quanto il Ticino e gli eventi culturali che lo animano. Prima della forzata pausa a seguito della pandemia nel nostro cantone si era infatti creata una forte concentrazione di eventi durante l’estate. E questo ci aveva spinti a una riflessione su dove, in questo mutato panorama, Ceresio Estate dovesse andare. La conclusione a cui approdammo è che la cosa migliore da fare era ribadire la nostra identità, ciò che negli anni aveva decretato il successo della manifestazione. Ovvero l’essere un festival generalista, che non si concentra su un solo settore della musica cosiddetta “classica” (antica, ottocentesca o contemporanea...), ma il cui vasto orizzonte gli permette di spaziare tra i più disparati generi. E che propone le sue scelte - sempre dall’alto standard qualitativo - in contesti informali: non tanto nelle sale da concerto, bensì nelle chiese e nelle piazze che permettono una fruizione diversa, in un’atmosfera al tempo stesso più “intima” e più conviviale».

Location che magari condizionano anche le scelte artistiche...
«Senz’altro. Il fatto che molti dei nostri concerti si tengono nelle chiese ci impone di essere molto rispettosi. Anche da qui la scelta di proporre principalmente concerti acustici (senza amplificazione) con piccole formazioni cameristiche. Nell’organizzazione di ogni edizione è fondamentale la collaborazione e il buon accordo sia con le parrocchie, sia con i Comuni, sia con l’Ente Turistico del Luganese, senza il cui sostegno Ceresio Estate non potrebbe esistere».

Pietro Viviani, direttore artistico di Ceresio Estate.
Pietro Viviani, direttore artistico di Ceresio Estate.

Una della caratteristiche di Ceresio Estate è sempre stata una grande apertura verso i giovani. Sarà così anche quest’anno e nel futuro della rassegna?
«Sostenere i giovani musicisti è una delle costanti del festival. E qui il credito va dato al fiuto di Lucienne Rosset, che è una vera talent scout, ma per passione. Penso proprio che continueremo nella stessa direzione, anche perché - e questa è un’altra cosa che ha subito un’evoluzione nel corso dei decenni - il livello medio di preparazione tecnico-musicale dei giovani è sensibilmente aumentato, il che ci pone ora nel proverbiale “imbarazzo della scelta”».

Mi dice che se una volta era difficile trovare nuovi talenti oggi è difficile sceglierli?
«Forse, in un certo senso... Riceviamo molte sollecitazioni e proposte interessanti che, per forza di cose, ogni anno devono essere sottoposte a una cernita. Non è raro che passino due-tre anni dal primo contatto con un musicista a quando si può concretizzare una collaborazione e presentarlo al festival».

Guardando il programma di quest’anno, come lo definisce? Qual è il suo fil rouge?
«È difficile trovare al suo interno un fil-rouge, proprio perché Ceresio Estate è aperto a diversi generi musicali. Diciamo che nei suoi 15 appuntamenti ci sono tutti gli ingredienti tipici delle nostre stagioni: c’è il giusto mix tra musicisti emergenti e affermati, tra artisti locali e altri di notorietà internazionale... Ogni concerto ha, insomma, qualcosa di particolare da proporre. Il mio intento, quale responsabile della programmazione, sarà anche nelle prossime edizioni di continuare a “stuzzicare” il nostro pubblico, facendogli scoprire cose che non avrebbe mai pensato di ascoltare e sospettato di apprezzare».

L’ingresso ai concerti continua ad essere gratuito?
«Sì però, in applicazione alle disposizioni sanitarie che limitano la capienza dei luoghi che ci ospitano al 50%, per la prima volta siamo obbligati a richiedere una prenotazione. Questo finché non muteranno le regole attualmente in vigore. Ma sono sicuro che ciò non scoraggerà un pubblico che ci è sempre stato fedele e che, ne sono certo, non mancherà di far sentire il suo affetto».

Il lancio e la promozione di giovani talenti è sempre stata una delle caratteristiche principali della rassegna, sin dalla sua fondazione oltre 40 anni fa.
Il lancio e la promozione di giovani talenti è sempre stata una delle caratteristiche principali della rassegna, sin dalla sua fondazione oltre 40 anni fa.
Un avvio famigliare

Spetta al ... padrone di casa inaugurare l’edizione 2021 di Ceresio Estate. Domenica 13 giugno, alle 19.00, nel cortile del Centro scolastico di Montagnola (se cattivo tempo, nella Chiesa parrocchiale di Gentilino), sarà infatti il presidente di Ceresio Estate, Michele Patuzzi alla guida dell’orchestra d’archi I Musici di Parma a dare il «la» al ciclo di 15 concerti della rassegna che, dopo un lungo periplo tra i principali centri dell’area luganese, si concluderà a inizio settembre. Il concerto si aprirà con la celebre Holberg Suite di Edvard Grieg, dai ritmi danzanti e dalle sonorità avvolgenti, per esplodere in seguito nello sfavillante virtuosismo di Maristella Patuzzi (sorella di Michele e apprezzata violinista) alle prese con la Carmen Fantasy di Pablo de Sarasate, su temi tratti dall’omonima opera di Georges Bizet. Dopo un momento meditativo, con l’Elegia per archi di Edward Elgar, a concludere il programma sarà di nuovo il violino solista di Maristella Patuzzi, protagonista nelle Zigeunerweisen di Sarasate. L’entrata è gratuita. Si raccomanda la prenotazione online.

Michele e Maristella Patuzzi inaugureranno la stagione di Ceresio Estate.
Michele e Maristella Patuzzi inaugureranno la stagione di Ceresio Estate.

Questi gli altri appuntamenti di giugno e luglio:

Lunedì 21 giugno
Carabbia, Chiesa, ore 20.30
Quartetto Indaco (archi) e Davide Macaluso (celesta)

Sabato 3 luglio
Gandria, Chiesa, ore 19.00
Valerio Lisci (arpa)

Mercoledì 7 luglio
Caslano, Chiesa parrocchiale, ore 20.30
Parnassus Akademie (archi)

Domenica 11 luglio
Torricella, Chiesa (sagrato), ore 19.00
Placard Quintett (fiati)

Domenica 18 luglio
Agra, Corte di Bigogno, ore 19.00
Ring Around (musica rinascimentale)

Domenica 25 luglio
Morcote, Sala Maspoli, ore 20.30
Clas-Jas Quartet

Giovedì 29 luglio
Montagnola, Sala Boccadoro, ore 20.30
Trio Torrello

Programma completo e prenotazioni su www.ceresioestate.ch

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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