Il vero divo è Achille Lauro: il pagellone finale di Sanremo

sanremo 2020

La coppia Fiore-Ama regala una conduzione dinamica con il cazzeggio elevato ad arte - La peggiore è Elettra Lamborghini - I voti del 70. Festival del nostro inviato Mauro Rossi

Il vero divo è Achille Lauro: il pagellone finale di Sanremo
© Instagram

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I presentatori

La coppia Fiore-Ama ha regalato una conduzione dinamica, spontanea, poco ingessata, più radiofonica che televisiva con il cazzeggio elevato ad arte. Voto 6.

Le presentatrici

Non sempre le «eccellenze femminili» volute da Amadeus hanno fatto centro. In particolare quelle legate al mondo sportivo (Lady Ronaldo, Lady Valentino Rossi e la procace Diletta Leotta) al di là dell’aspetto fisico hanno evidenziato poco. Hanno anzi rimediato qualche figura barbina come la Leotta nello stucchevole monologo sulla nonna. Fortuna a risollevare la media ci hanno pensato Rula Jebreal e Gessica Notaro. Voto: 4.

Il cast artistico

Ottimo, composito e con molti elementi di qualità. La musica italiana quest’anno a Sanremo era davvero tutta rappresentata. Anche e soprattutto tra i Giovani, tutti di assoluta eccellenza e dei quali sentiremo parlare in futuro. Voto: 6

La superstar

Achille Lauro: le sue provocazioni, i raffinati omaggi al fil-rouge del festival (la donna), il suo gusto scenico, le sue mise hanno messo in ombra ogni altra cosa. Anche il fatto che a cantare non è un fenomeno (ma certe plateali stonature, a mio avviso, erano più un omaggio al punk che incapacità). Voto 6.

Il vero divo è Achille Lauro: il pagellone finale di Sanremo

Il peggiore

Elettra Lamborghini, le cui doti artistiche non credo bastino, da sole, a garantirle neppure un posto al karaoke del Temus di Agno. Però era a Sanremo.... Potenza dei cavalli vapore!!!! Siamo convinti che ogni volta che apre la bocca, un soprano, in qualche parte del mondo, viene colto da sincope. Voto: 1.

Gli ospiti

Quello fisso (Tiziano Ferro) non ha convinto dimostrando che lo status del crooner, cui anela, è ancora lontano. Sembrava a tratti il Baglioni cantante un po’ saccente dello scorso anno, ma senza le sue canzoni e la sua storia. (Voto: 3). Degli altri, pochi hanno lasciato una traccia all’Ariston: forse i soli Massimo Ranieri e Zucchero. Diversa la situazione nelle piazze di Sanremo dove Mika, Ghali, Emma, D’Alessio ecc. hanno regalato ottimi show. Ma per pochi.

Voto: 3,5.

Il vero divo è Achille Lauro: il pagellone finale di Sanremo

I comici

Fiorello a parte (che però non è un comico ma un brillante intrattenitore) l’unico rappresentante della categoria è stato Roberto Benigni. Che però non ha fatto il comico e il cui intervento legato al Cantico dei Cantici ancorché lodevole nelle intenzioni didattiche, si è rivelato lento, ripetitivo e un po’ loffio. Voto: 3.

La regia tv

Non ci è proprio piaciuta. Le immagini scorrevano a una velocità vertiginosa con troppe zoomate, cambi di inquadratura cui gli stessi cantanti faticavano a star dietro. Da mal di testa. Voto: 2.

Le serate

Ben strutturate ma troppo, troppo lunghe. Nessuna infatti è finita prima delle due di notte. La sintesi, insomma, non è una dote di Amadeus. Ma d’altronde, non dimentichiamolo è un diggei e i diggei (lo dico con esperienza) tendono alla logorrea.... Voto: 3,5.

I media

Anche quest’anno i media italici hanno dato una copertura al festival immensa, a tratti addirittura esagerata. Ma d’altronde lo ha ripetuto anche Amadeus: senza il massiccio sostegno della stampa Sanremo non sarebbe Sanremo. Peccato però che troppi giornali parlino solo di gossip e poco di musica. E peccato che ogni tanto non si limitino a far cronaca ma cerchino, in modo non sempre chiaro, di condizionare la competizione. Cosa che, ahinoi, ci è capitato di constatare in prima persona. Voto: 3.

Sicurezza

Durante i giorni del festival Sanremo sembrava Fort Knox, con controlli dappertutto, metal detector per accedere a ogni zona, forze dell’ordine di tutti i tipi a presidiare ogni angolo e una pomposa severità che non abbiamo riscontrato né ai G20 e neppure al WEF di Davos. D’altronde volete mettere l’importanza di Gigi D’Alessio (una cui passeggiata nel centro, mercoledì ha bloccato l’intera città per 40 minuti) rispetto a Trump o alla Merkel? Voto 2 (per l’esagerazione).

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