In sette dentro un ascensore con la paura di venir contagiati

Cinema

È la trama di «Corona», il primo thriller ambientato nell’era del virus girato da un regista canadese indipendente

 In sette dentro un ascensore con la paura di venir contagiati
Un momento di »Corona». © GRANDMUSE PICTURES

In sette dentro un ascensore con la paura di venir contagiati

Un momento di »Corona». © GRANDMUSE PICTURES

«L’idea del film mi è venuta mentre ero in ascensore e stavo leggendo le notizie sui turisti cinesi che venivano aggrediti. Mi sono detto che avrei potuto girare un film in un ascensore». Questo quanto dichiarato a «The Hollywood Reporter» dal regista e produttore Mostafa Keshvari, canadese di Vancouver di origine iraniana con alle spalle diversi corti e un lungometraggio presentati in numerosi festival internazionali e caratterizzati da un forte impegno sociale. Quella di Keshvari non è rimasta soltanto un’idea sulla carta: a fine gennaio ha iniziato a scrivere la sceneggiatura, a metà febbraio si è messo alla ricerca di un luogo dove costruire il set (l’ascensore per l’appunto) e ha poi girato per tre giorni, con la cinepresa a mano e in un unico piano-sequenza, in uno studio di registrazione...

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