«Investire nell’arte è la più alta forma di speranza»

L’intervista

Come è cambiata durante la pandemia la nostra percezione della cultura? Ne abbiamo parlato con Hans Ulrich Obrist, direttore delle Serpentine Galleries di Londra

«Investire nell’arte è la più alta forma di speranza»
La Serpentine Gallerie di West London immortalata nel giugno 2019 con davanti l’installazione del designer giapponese Junya Ishigami. © Shutterstock

«Investire nell’arte è la più alta forma di speranza»

La Serpentine Gallerie di West London immortalata nel giugno 2019 con davanti l’installazione del designer giapponese Junya Ishigami. © Shutterstock

L’emergenza coronavirus ha cambiato la nostra quotidianità, in molti aspetti, anche quello culturale. E dato che l’arte da sempre legge e anticipa i cambiamenti della società, è indicativo vedere come musei e gallerie si comporteranno nel prossimo futuro. Ne abbiamo parlato con Hans Ulrich Obrist (nella foto qui sotto), direttore delle Serpentine Galleries di Londra e tra i massimi esperti di arte contemporanea.

Per vari mesi musei e centri culturali sono rimasti chiusi a seguito dell’emergenza coronavirus. E, anche adesso che le attività culturali sono ricominciate, riumangono molte limitazioni. L’arte è in grado di trasformare queste limitazioni in opportunità?

«Ogni situazione crea opportunità. E in questo caso abbiamo la possibilità di ripensare al rapporto che abbiamo con la globalizzazione....

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