L’arte travalica ogni limitazione

Cultura

Chiusi per l’emergenza sanitaria, musei e gallerie della Svizzera italiana, e non solo, portano le opere direttamente nelle case dei visitatori grazie a tour virtuali, archivi online, newsletter, app e altre iniziative

L’arte travalica ogni limitazione
Una veduta esterna del Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) di Lugano, chiuso, con in vetrina lo «Spartaco» in gesso di Vincenzo Vela. © CdT/Putzu

L’arte travalica ogni limitazione

Una veduta esterna del Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) di Lugano, chiuso, con in vetrina lo «Spartaco» in gesso di Vincenzo Vela. © CdT/Putzu

«In ottemperanza alle disposizioni cantonali, il museo resterà chiuso fino a nuovo avviso». Suonano più o meno così i messaggi pubblicati sui relativi siti web e canali social dai molteplici enti espositivi della Svizzera italiana. Se le misure di contenimento del contagio da coronavirus hanno costretto musei e gallerie a chiudere «temporaneamente» le proprie porte, ciò non significa che non si possa continuare a godere dell’arte. Il decreto cantonale impedisce infatti di visitare gli spazi espositivi fisicamente, non virtualmente, cosa che l’odierna tecnologia permette di fare con una dovizia di particolari forse addirittura superiore rispetto alla visita tradizionale, restando comodamente seduti sul divano di casa.

L’arte travalica ogni limitazione

Ci sono enti – come il Museo cantonale di storia naturale a Lugano, il Museo della pesca di Caslano, la Pinacoteca Rusca e la Fondazione Ghisla di Locarno – che offrono un tour virtuale della sede o delle mostre; altri che permettono di consultare online una parte se non tutte le opere delle collezioni e degli allestimenti ospitati nei propri spazi. Tra questi, Villa dei Cedri a Bellinzona, Pinacoteca Züst di Rancate, Casa Museo Luigi Rossi di Tesserete, Museo Sergio Maina di Caslano, Museo dei fossili del Monte San Giorgio a Meride e i Musei di Ascona.
Chiuso fino al 26 aprile per riallestimento, anche il Museo d’Arte di Mendrisio offre la possibilità di ammirare online una selezione dei dipinti, delle sculture e di altre opere che custodisce; così come alcuni musei etnografici ticinesi, la cui apertura stagionale è prevista solitamente tra marzo e maggio (sul portale www.museums.ch la lista degli spazi espositivi e degli Archivi presenti in Ticino con indicati i relativi siti web).

Uno scorcio della gipsoteca del Museo Vincenzo Vela di Ligornetto. © CdT/Archivio
Uno scorcio della gipsoteca del Museo Vincenzo Vela di Ligornetto. © CdT/Archivio

Non mancano poi iniziative particolari, come quella promossa dal Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, che invita a festeggiare il bicentenario della nascita dell’illustre scultore «inviando un breve video intitolato “Caro Vincenzo, ti penso” con ricordi e aneddoti dell’artista, ma anche uomo e cittadino impegnato» all’indirizzo vincenzo.vela.scultore@gmail.com. Video che verranno via via pubblicati sul sito web del Museo (attraverso il quale vengono promosse anche altre iniziative) e uniti in un montaggio per essere mostrati durante l’esposizione celebrativa una volta che verrà riaperta la sede. Il Museo di Valmaggia a Cevio, invece, invita i visitatori a partecipare a un quiz online sulle opere facenti parte dell’esposizione permanente, mentre il Museo di Leventina ha attivato in questi giorni un nuovo canale YouTube con lo scopo di offrire proposte culturali, visite guidate virtuali e curiosità legate alla sua collezione. Poi c’è la Five Gallery di Lugano che ha deciso di proporre regolarmente tramite newsletter «un approfondimento sulle opere dei nostri autori e un aggiornamento o una curiosità sul mondo dell’arte». Si affidano ai bollettini elettronici anche Artrust di Melano e Primae Noctis Art Gallery di Lugano, che mantengono il contatto con il pubblico attraverso invii settimanali di contenuti inediti, immagini e video per approfondire alcuni aspetti artistici o per ricordare le mostre.

Un’opera di Miki Tallone illuminerà da venerdì 27 marzo la caratteristica torre del Centro culturale e Museo Elisarion di Minusio. © CdT/Archivio
Un’opera di Miki Tallone illuminerà da venerdì 27 marzo la caratteristica torre del Centro culturale e Museo Elisarion di Minusio. © CdT/Archivio

Dal canto suo l’Elisarion di Minusio fa sapere che, nonostante «la situazione attuale non ci permette di poter aprire fisicamente al pubblico l’esposizione di Miki Tallone intitolata “luogo ≥ codice” e curata da Veronica Provenzale, simbolicamente apriremo comunque, accendendo una luce sulla “torre” del nostro centro culturale, a partire dalle 19.00 di venerdì 27 marzo». Si tratta, di fatto, di un’opera di Tallone: «Un segno che il tempo stia per riprendere il suo corso e con esso la vita e l'arte», commenta in una nota allegata al comunicato Riccardo Lisi del vicino spazio espositivo La Rada di Locarno. «Più avanti – annuncia il curatore del Centro culturale di Minusio – è nostra intenzione proporre di visitare, almeno virtualmente e in parte, questa particolare esposizione che fa da ponte tra “l’Elisarion storico” e quello che vedremo al termine dei lavori di adeguamento previsti».

L’arte travalica ogni limitazione

Tra i diversi enti espositivi che hanno deciso di sfruttare i canali digitali e social per rimanere connessi con i visitatori, il Museo d’arte della Svizzera italiana, Heillandi Gallery, Cortesi Gallery, Dip contemporary art e la Galleria Allegra Ravizza a Lugano, La Rada di Locarno e il Museo Mecrì di Minusio. Così come la 9m2 Gallery di Pregassona e la Buchmann Lugano, le cui mostre – Vibrazioni colorate di Pietro Masotti e rispettivamente Türme des Schweigens - Towers of Silence di Wolfgang Laib – sono state organizzate in maniera tale da essere ben visibili dalle vetrate dei due spazi espositivi. «Siamo riusciti con non pochi sforzi e con grande determinazione ad allestire ugualmente la mostra – viene sottolineato in una nota stampa da Buchmann Lugano – sperando di dare un segnale positivo in questo momento di difficoltà».
«Lo sapevi che l’arte e la cultura possono avere innumerevoli effetti positivi sul benessere individuale e collettivo?», si legge sulla pagina Facebook del MASI, il cui staff, «nonostante la chiusura delle sue sedi, sta lavorando da casa alla creazione di approfondimenti e attività stimolanti da condividere con voi, durante le prossime settimane, per affrontare al meglio questo periodo!». Dal canto suo il m.a.x museo di Chiasso fa sapere che sta pianificando «una serie di brevi video nei quali, attraverso le parole dei co-curatori, potremo fare insieme degli approfondimenti sulle opere esposte nella nuova mostra dedicata ad Alberto Giacometti. Inoltre, in attesa dell’esposizione nell’attiguo Spazio Officina, intitolata “Donazioni II - L’arte al confine fra ricerca e nuove espressioni grafiche”, condivideremo immagini delle opere donate al m.a.x. museo da artisti e filantropi del mondo dell’arte e della cultura».

In questo post pubblicato su Facebook il MUSEC presenta una collotipia di Ogawa Kazumasa del 1890 della Collezione Ceschin Pilone/Fagioli conservata dal Museo delle culture di Lugano.  © Musec e Pro Litteris/Zurich
In questo post pubblicato su Facebook il MUSEC presenta una collotipia di Ogawa Kazumasa del 1890 della Collezione Ceschin Pilone/Fagioli conservata dal Museo delle culture di Lugano.  © Musec e Pro Litteris/Zurich

Anche il Museo delle culture di Lugano ha deciso di intensificare durante questo periodo la comunicazione su Facebook e Instagram, «per tenervi aggiornati e per darvi interessanti informazioni sulle opere delle collezioni del MUSEC», oltre a mettere a disposizione online un catalogo dinamico. Il Museo in Erba di Lugano, invece, invita i più giovani «a sbirciare sulla pagina Facebook “L’expo idéale avec Hervé Tullet / The ideal exhibition with Hervé Tullet”, dove troverete fantastiche istruzioni» per realizzare anche a casa un’esposizione ideale. Mentre i portali LanostraStoria.ch e Museodellamemoria.ch consentono di sfogliare immagini, testi, audio, video, invitando a partecipare attivamente nella costruzione della memoria collettiva del territorio.
Attraversando, virtualmente, il San Gottardo è possibile intraprendere tour online e ammirare le collezioni di altri enti espositivi rossocrociati, a partire dal Museo nazionale svizzero (info: www.museums-online.ch).

I corridoi del Museo del Prado di Madrid. © AP Photo/Bernat Armangue
I corridoi del Museo del Prado di Madrid. © AP Photo/Bernat Armangue

Dal divano al Moma di New York
Se è vero che l’arte non ha confini, è altrettanto vero che con le nuove tecnologie basta un clic per raggiungere (quasi) ogni angolo del mondo. La lista delle collezioni dei musei europei e internazionali che si possono ammirare online è davvero lunga. Dai Musei Vaticani di Roma al Museo archeologico di Atene, dal Prado di Madrid al Louvre di Parigi, dal British Museum di Londra alla National Gallery of Art di Washington. La Galleria degli Uffizi di Firenze, così come il Museum of Modern Art di New York, il Museo dell’Hermitage a San Pietroburgo e il Palazzo Reale di Amsterdam possono inoltre essere visitati – sempre restando comodamente seduti sul divano di casa – grazie ad applicazioni come Google Arts & Culture.
Tra le iniziative rivolte ai più giovani, spicca quella promossa dalla New York Academy of Medicine dal titolo #colorourcollections e che dà la possibilità di scaricare album da colorare, messi a disposizione da biblioteche, archivi, istituzioni culturali e 113 musei internazionali (info: library.nyam.org/colorourcollections).
Segnaliamo infine che, dopo la cancellazione di Art Basel Hong Kong, è stata lanciata la piattaforma digitale «ART Power HK», che permette a gallerie, musei e case d’asta di esporre in Rete. Consentendo così a tutti di avere accesso all’arte.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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