L’atteso ritorno al cinema

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In Ticino riaprono le sale con limitazioni ma anche con vantaggi

L’atteso ritorno al cinema
Il limite dei 50 spettatori a proiezione, attualmente in vigore, rende impossibile i passati affollamenti delle sale dove si potrà godere di un’atmosfera più... intima. © Shutterstock

L’atteso ritorno al cinema

Il limite dei 50 spettatori a proiezione, attualmente in vigore, rende impossibile i passati affollamenti delle sale dove si potrà godere di un’atmosfera più... intima. © Shutterstock

«I have a dream», diceva qualcuno. Invece io un sogno l’ho fatto. Davvero. Tornavo al cinema, quello vero, in sala, con il pubblico. Ricordate? Quei luoghi dove gli appassionati si ritrovavano «in presenza», tutti insieme, senza distanziamento sociale, a condividere un’esperienza unica. C’erano più sale cinematografiche nello stesso edificio (per questo li chiamavamo «multisale») oppure sale singole, ma comunque più grandi di qualunque «home cinema» che si possa mai avere in casa. Gli schermi erano enormi e si stava vicini gli uni agli altri, anche senza conoscersi (e senza neppure avere il passaporto vaccinale...). Si mangiava anche. Cose che fanno male, come bibite dolci e gassate, oppure popcorn e patatine unte e piccanti. Come se si peccasse due volte. E non vedevi mai nessuno lavarsi le mani, né prima né durante né dopo. Non c’erano neppure i dispenser con i gel igienizzanti all’ingresso. Quando iniziava lo spettacolo, se eri educato spegnevi il telefonino. Le luci si abbassavano e davanti a te scorrevano le vite di qualcun altro, oppure si aprivano i mondi del passato o i sogni del futuro. E ci entravi dentro, magari scoprendo qualcosa di te stesso. Qualcosa che a casa non capita mai, perché quando guardi un film sulle piattaforme ti arriva la chiamata di un amico o il vicino suona alla porta. Alla fine della proiezione, se incontravi qualcuno che conoscevi, scambiavi pure una stretta di mano (o un paio di baci sulle guance) e magari andavi a bere qualcosa insieme. E parlavi ancora del film che avevi appena visto, perché quelle immagini entravano nella tua vita...

Il bello del post-pandemia
Ecco, quel sogno ora si è avverato. I cinema riaprono. Anche in Ticino. Per gli appassionati, le nuove regole rappresentano addirittura un vantaggio. Il limite dei 50 posti farà sì che non ci saranno problemi di posteggio al Cinestar... E poi, volete mettere il privilegio di essere quasi soli in sale enormi? «Tra uno spettatore e l’altro dev’essere mantenuta la distanza di 1,5 metri o lasciato libero un sedile», recitano le misure della Confederazione: meglio ancora, non si lotterà per appoggiare il gomito sul bracciolo! E davanti non si siederà nessun giocatore di basket con i capelli ricci! «Sconsigliati gli intervalli durante gli spettacoli», aggiungono Berset & Co.: evviva, così non si interromperà quel meraviglioso momento di «sospensione dell’incredulità» che fa parte della magia del cinema e che ti obbliga, alla ripresa, a compiere uno sforzo per «rientrare» nell’atmosfera, nella storia, nella seconda vita che ti regala lo schermo. Infine, anche se questo spiacerà ai bambini (e agli esercenti, che dalle consumazioni guadagnano più che dalle proiezioni), con le regole attuali è vietato mangiare e bere in sala. Per fortuna, così non si sentirà più odore di fritto e rumoroso masticare di popcorn.

Le misure che fanno la differenza
Dopo mesi di film consumati sulle piattaforme, gran parte del pubblico, quello più giovane, si sarà abituato alla visione casalinga. Ma per capire la differenza tra questa e quella in sala basta tornare al cinema a (ri)vedere Mank, 10 nomination e 2 Oscar, stupendo bianco e nero che racconta la vita dello sceneggiatore di Quarto potere e del suo rapporto con Hollywood. Oppure The Midnight Sky, con i panorami polari, le odissee stellari e le sequenze d’azione sul grande schermo. Oppure, ancora i cartoni animati (come Raya e l’ultimo drago, con la nuova eroina Disney), per scoprire l’entusiasmo genuino dei più piccoli per la prima volta al cinema.

Tra le pellicole in programmazione nelle sale ticinesi c’è anche «Nomadland» che ha trionfato alla recente cerimonia degli Oscar. © The Walt Disney Company Svizzera
Tra le pellicole in programmazione nelle sale ticinesi c’è anche «Nomadland» che ha trionfato alla recente cerimonia degli Oscar. © The Walt Disney Company Svizzera

Film da Oscar
Alzi la mano chi sapeva quali erano i film in corsa agli Oscar. La rivista Variety, la bibbia del cinema, li ha definiti «dimenticati»: senza la ritualità delle uscite in sala e la contemporaneità delle critiche, si sono persi tra mille rivoli sulle piattaforme. Ora abbiamo la possibilità di vederli nelle migliori condizioni: in sala. Sin da ora, sono nei cinema ticinesi il trionfatore Nomadland, già Leone d’oro a Venezia e vincitore dei tre Oscar principali (film, regia, attrice), il danese Un altro giro (miglior film non di lingua inglese), Una donna promettente (miglior sceneggiatura, con Carey Mulligan da urlo). Per i cinefili, c’è l’ultimo film di Woody Allen, il 50°, Rifkin’s Festival, storia di un prof universitario che accompagna la moglie, addetta stampa, al festival cinematografico di San Sebastian. Come al solito, zeppo di battute agrodolci sul matrimonio, la vita, il sesso e tutto quanto, però ambientato nel mondo cinematografico, tra registi, attori, conferenze stampa: quale storia migliore per tornare al cinema?

Una scena di «Un altro giro», pellicola vincitrice di un Oscar come miglior film non di lingua inglese. © Pathé Films
Una scena di «Un altro giro», pellicola vincitrice di un Oscar come miglior film non di lingua inglese. © Pathé Films

Non solo Hollywood
Al di là dell’industria cinematografica hollywoodiana, c’è tutto un altro mondo. E questo, in attesa dello sbarco autunnale dei grossi blockbuster (i filmoni stelle-e-strisce), è il periodo migliore per apprezzare il cinema «non mercantile», che ritrova meritatamente la luce dei riflettori. La rassegna dei cineclub Cinema dal mondo propone film premiati a Venezia (il sudanese You Will Die at 20), Berlino (l’Orso d’oro There is no Evil) e Cannes (il guatemalteco Nuestras Madres, vincitore della Caméra d’Or per la migliore opera prima), oltre a chicche come il georgiano And then we danced, 15 minuti di applausi al termine della presentazione alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 2019.

Nelle sale ci sono anche Sweat (selezionato a Cannes 2020, storia di una influencer polacca), Undine - Un amore per sempre (premio della critica e migliore attrice alla Berlinale), gli italiani provenienti dall’ultima Mostra del cinema di Venezia, Lacci (dal romanzo di Starnone) e Padrenostro (premiato Pierfrancesco Favino). Il cinema ritrova anche la sua dimensione sociale con gli incontri con il pubblico: nelle prossime settimane il regista Michele Pennetta presenterà Il mio corpo (incontro di due adolescenti, uno siciliano, l’altro nigeriano, nel cuore arido della Sicilia), mentre Aldo Gugolz sarà alle anteprime del suo Anche stanotte le mucche danzeranno sul tetto, girato in Ticino. Intanto, al cinema Otello di Ascona si studiano già nuove formule per riportare il pubblico in sala. E, chissà, anche il cinema svizzero oltre confine.

Su AgendaSette n. 18 trovate una panoramica generale delle proposte in cartellone dal 7 al 13 maggio. In allegato al Corriere del Ticino di venerdì 7 maggio e sempre disponibile sull’app CdT Digital.

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