L’Eurovision Song debuttava a Lugano 64 anni fa, oggi

Musica

La prima edizione si tenne al teatro Kursaal e fu vinta dalla svizzera Lys Assia - La cronaca dell’epoca

 L’Eurovision Song debuttava a Lugano 64 anni fa, oggi
Lys Assia a Lugano. ©EUROVISION

L’Eurovision Song debuttava a Lugano 64 anni fa, oggi

Lys Assia a Lugano. ©EUROVISION

Oggi, 64 anni fa, faceva il suo debutto l’Eurovision Song Contest, e lo faceva a Lugano, al teatro Kursaal (dove oggi ha sede il casinò). Come ogni prima volta, ci fu qualche impiccio (ad esempio ogni nazione partecipante poteva inviare due giurati, ma il Lussemburgo non ci riuscì: i suoi voti furono ceduta alla delegazione svizzera), ma malgrado ciò furono gettate le basi per un appuntamento divenuto vieppiù popolare in tutta Europa e fermato negli anni solo dall’epidemia da Coronavirus (l’edizione 2020 è slittata al 2021, sempre a Rotterdam, in Olanda).

Alla prima edizione parteciparono sette nazioni con 14 canzoni (due a testa). A imporsi fu la cantante svizzzera Lys Assia con «Refrain» (accompagnata dal quintetto vocale Radiosa di Lugano) , davanti all’italiana Franca Raimondi con «Aprite le finestre». Assia portò anche una canzone in tedesco, con meno fortuna: «Das alte Karussell».

Di seguito ecco cosa scrisse il Corriere del Ticino di quella prima edizione: «“La graziosa artista ha ricevuto un ricco omaggio floreale e , come vuole il costume in tali circostanze, ha eseguito una seconda volta la canzone laureata; appariva commossa, e il suo turbamento è stato tale che dopo le prime battute ha avuto un’incertezza, tanto che ha ripreso da capo, portando poi felicemente a termine la sua interpretazione, che le ha procurato nuovi, calorosi suffragi della sala. “Refrain”, musica di Géo Voumard e parole di Emile Gardaz, ci sembra avere meritato la distinzione alla quale aspiravano quattordici canzoni provenienti da sette paesi, di cui ciascuna era uscita vincitrice da una severa selezione nazionale. Il ritornello dapprima è “couleur du ciel, parfum de mes vingt ans”, per poi diventare “couleur de pluie, regret de mes vingt ans”, ha diversi requisiti che assicureranno un fortunato cammino attraverso il continente. È sentimentale senza cadere nel dolciastro, è soffuso di malinconia senza degenerare nel patetico, svolge un motivo orecchiabile che denota una garbata e fresca vena creativa nel suo compositore».

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