La lezione di vita di Irvine Welsh illumina Babel

Letteratura

La 14. edizione del festival bellinzonese era dedicata alle lingue fantastiche e quelle inventate

 La lezione di vita di Irvine Welsh illumina Babel
Lo scrittore scozzese Irvine Welsh. (Foto Zocchetti)

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Lo scrittore scozzese Irvine Welsh. (Foto Zocchetti)

 La lezione di vita di Irvine Welsh illumina Babel

La lezione di vita di Irvine Welsh illumina Babel

Dopo aver esplorato l’Aldilà e il Brasile, il Festival di letteratura e traduzione Babel si è spinto quest’anno ai confini delle lingue naturali uscendo ancora una volta dagli schemi tradizionali e riuscendo con la fantasia e l’inventiva a creare un programma suggestivo e quanto mai attuale. La sua 14. edizione che si è conclusa ieri a Bellinzona, dal titolo Non parlerai la mia lingua, ha permesso al pubblico, che ha risposto con grande partecipazione, di esplorare lingue immaginate che hanno dato vita e ci hanno permesso di accedere ad altri mondi «in un momento in cui – ha spiegato il suo direttore artistico Vanni Bianconi - polarità radicali spezzano in parti non comunicanti un numero drammatico di Stati-nazione devastati dai populismi di chi incita all’odio oppure ammutolisce per il politically...

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