La reunion di Harry Potter è un incantesimo di nostalgia

CINEMA

Abbiamo guardato l’episodio speciale organizzato da HBO Max e se siete cresciuti insieme a Harry, Ron e Hermione non potete perdervelo – Oggi, anche loro adulti, gli attori rivivono l’esperienza più importante della loro vita insieme a chi ne ha fatto parte e non mancano le chicche

La reunion di Harry Potter è un incantesimo di nostalgia
© HBO Max

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© HBO Max

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La reunion di Harry Potter è un incantesimo di nostalgia

Accio nostalgia. Sono trascorsi vent’anni, ma con Harry Potter 20th anniversary: return to Hogwarts è come se non fosse passato un giorno. Vedere la reunion organizzata per celebrare i vent’anni dall’uscita del primo film di una delle saghe cinematografiche più amate regala davvero tante emozioni ai fan. Fa tornare bambini, rivivere ricordi. Soprattutto a chi con i libri di J.K. Rowling e/o con i film è cresciuto, di pari passo con Harry, Hermione e Ron. Le cose sono state fatte in grande e nello speciale organizzato da HBO Max - in onda alla mezzanotte di Capodanno - i protagonisti si sono ritrovati immersi in quella atmosfera magica e romantica che ha cambiato loro la vita.

L’invito. I protagonisti hanno ricevuto l’iconica lettera da Hogwarts. Alzi la mano chi da bambino non ha sognato di scoprirsi da un giorno all’altro mago o strega e ha atteso alla finestra l’arrivo di un gufo. Quando hanno diffuso il trailer dello speciale, immediatamente la magia è tornata a impossessarsi del mondo dei babbani. E il confine con la realtà si è fatto più sottile. Anche per gli attori.

Le location. La sala grande del castello di Hogwarts appare gigante e maestosa, proprio come quando eravamo bambini. La color correction dei film l’ha resa ancora più speciale, ma a rivederla a distanza di vent’anni fa ancora la sua bella figura. C’è anche la sgangherata casa della famiglia Weasley che anche oltre lo schermo profuma di famiglia. E non solo per Ron. La tana di Hagrid, poi, è un incantesimo di nostalgia. Il luogo in cui quei bambini si sono sentiti più a loro agio, trasmettendo agli spettatori un’idea di vera amicizia. Un posto del cuore, dove trovare dialogo e comprensione. Che ancora oggi, vent’anni dopo, fa scendere qualche lacrima a quel gigante di Robbie Coltrane (Hagrid). Un omone che sa che il suo personaggio resterà nella storia, attraverso le generazioni. Anche quando lui non ci sarà più.

© HBO Max
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Attori e registi. I personaggi che erano bambini ora sono adulti. «Non siamo invecchiati così male», dice Daniel Radcliffe (Harry). Ricordano i libri, i provini, la vita sul set. Quando per loro era un gioco, quando hanno capito che le cose stavano cambiando e quando i personaggi si sono impossessati della loro personalità. O forse è sempre stato un po’ il contrario. «Io sono sempre stata Hermione», confessa Emma Watson. Mentre Ruper Grint si comporta proprio come Ron, anche quando è il regista a chiedergli qualcosa. Emergono ricordi, sensazioni. Si parla di cotte, di amori (niente spoiler, ma il ritrovo di un vecchio bigliettino è qualcosa di davvero romantico), di ormoni che sprizzano com’è giusto che sia a quell’età. E le rivelazioni non mancano. Vengono svelati anche sentimenti che loro, famosi in tutto il mondo ma coetanei dei loro fan e con gli stessi problemi di quell’età, da adolescenti non si sono confessati e che invece oggi scoprono di avere avuto in comune. Sentire parlare i registi, poi, è un vero regalo. Dall’entusiasta Chris Columbus, passando da David Yates, Mike Newell (che racconta un incidentello sul set che l’ha visto protagonista), fino al grande Alfonso Cuarón.

Le dolorose assenze. In vent’anni, purtroppo, di lutti ce ne sono stati. E qualcuno, alla reunion, non c’era più. I realizzatori avrebbero potuto «marciarci sopra» e farci piangere ancora di più, ma hanno affrontato l’argomento con moltissima delicatezza. Qui ricordiamo solo un dettaglio dall’enorme significato. Come raccontato da Daniel Radcliffe (Harry) a Gary Oldman (Sirius Black), tutti hanno avuto a che fare con le «stranezze» messe in scena da Alan Rickman, indimenticabile volto di Severus Piton deceduto nel 2016. L’attore era infatti l’unico a conoscere con anni di anticipo il futuro del suo alter ego e, di conseguenza, alcuni suoi atteggiamenti erano incomprensibili ai registi - a cui non poteva dare spiegazioni -, ma propedeutici a quel colpo di scena leggendario che poi c’è nel film. «All’inizio ha confessato a Jo (la Rowling, ndr) ‘‘penso di dover sapere’’ e non ha detto niente a nessuno. Non ha mai detto qualcosa a Chris Columbus, non ne ha parlato con nessuno. Chris gli diceva letteralmente ‘‘perché stai interpretando questa scena in quel modo?’’. Lui rispondeva ‘‘te lo dirò più avanti’’».

© Facebook
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La chicca. Nello speciale di HBO c’è un errore. Che, ovviamente, non è sfuggito ai fan. Quando si parla del rapporto che i tre protagonisti, ancora bambini, avevano con i libri della Rowling, viene mostrata la foto di una tenera bimba ritratta a tavola, mentre fa colazione, con un cerchietto tra i capelli con le orecchie di Minnie. Dovrebbe essere Emma Watson, ma ricorda qualcun altro. Un’altra Emma. È infatti Emma Roberts (American Horror Story). «Fan attentissimi di Harry Potter! – hanno quindi scritto i produttori dopo che l’argomento era diventato trending topic su Twitter -. Avete portato alla nostra attenzione un errore relativo ad una fotografia etichettata in maniera errata. Arriverà una nuova versione a breve».

© Instagram
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Detto, fatto. HBO Max ha quindi rilasciato una nuova versione corretta. E già che c’era ha rimediato all’altro errore, questa volta notato da Oliver Phelps, volto di George Weasley nella saga. In uno dei sottopancia dell’episodio speciale vengono infatti invertiti i nomi degli attori (gemelli) e dei loro personaggi. «Immagino che dopo tutti quegli scherzi nel corso degli anni qualcuno abbia deciso di vendicarsi», ha scritto su Instagram. Tom Felton, che ha interpretato Draco Malfoy, ha scherzosamente risposto «è stata opera mia», aggiungendo l’emoji del serpente e del leone per simboleggiare la rivalità tra Serpeverde e Grifondoro. Si è quindi aggiunto Matthew Lewis (Neville Paciock): «Questa cosa fa veramente ridere, ma che cavolo è successo?».

Insomma, Se Return to Hogwarts era accompagnato da grandissima attesa e aspettative, non ha per niente deluso. Anzi. L’unico rimpianto è di non aver potuto godersi il «documentario» al cinema. I fan avrebbero apprezzato. Come finire? Natale sarà pure passato, ma tra due giorni è festa. Una bella maratona di Harry Potter sul divano non ce la toglie nessuno.

Harry Potter 20th anniversary: return to Hogwarts è attualmente disponibile su HBO Max, Sky e Now TV.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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