La sfida di Fiorello

Televisione

Dopo un martellante battage pubblicitario durato vari mesi, questa sera su Raiuno è andata in onda una delle grandi novità del palinsesto televisivo italiano della corrente stagione

La sfida di Fiorello
Fiorello. ©RaiPlay

La sfida di Fiorello

Fiorello. ©RaiPlay

Dopo un martellante battage pubblicitario durato vari mesi, questa sera su Raiuno è andata in onda una delle grandi novità del palinsesto televisivo italiano della corrente stagione:_il ritorno in video di Rosario Fiorello. Un evento importante non tanto perché segna il riavvicinamento alla tv di uno dei pochi grandi mattatori della scena artistica italiana, tra i pochi in grado raccogliere l’unanimità dei consensi, ma per il «dove» questo ritorno è avvenuto. A parte l’anteprima di oggi, infatti, il suo nuovo minivarietà quotidiano (una striscia di una ventina di minuti in pieno prime time) non verrà diffuso da alcuna delle reti generaliste di Mamma Rai, bensì dalla piattaforma Internet RaiPlay, che proprio in questi giorni il servizio pubblico italiano ha completamente rinnovato ed ampliato con uno sconfinato catalogo di sceneggiati, documentari, fiction, programmi musicali e per bambini, film e produzioni teatrali (c’è anche una produzione della compagnia Finzi Pasca), oltre che con una ragionata selezione di estratti dalle sue preziosissime teche.

Un chiaro e forte tentativo da parte di Viale Mazzini, di riposizionarsi in un panorama televisivo radicalmente cambiato: il duopolio che l’aveva dominato nell’ultimo quindicennio (Rai, Mediaset) raccogliendo quasi l’80% dell’audience e delle risorse, è infatti andato in pezzi sotto i violenti colpi dei grandi gruppi internazionali (Sky e Discovery Channel in primis) e, soprattutto, dei giganti dello streaming (Netflix , Amazon e YouTube sul fronte dell’intrattenimento e DAZN su quello sportivo) che hanno rapidamente spostato il «focus» televisivo dall’etere al ciberspazio. È lì che ormai si gioca il futuro dell’intrattenimento, non più sulla tv classica e la sua programmazione imposta, ma su sconfinati magazzini ricolmi di programmi di ogni tipo cui attingere liberamente per costruirsi il proprio personale palinsesto quotidiano.

Un ambito nel quale la Rai ha capito di poter giocare un ruolo importante. E dove ha deciso di giocare forte schierando, come ariete, uno dei suoi puledri di razza il cui debutto su Internet, ieri sera, è stato accompagnato da una carrellata davvero imponente di personalità che gli hanno fatto da contorno: dall’immancabile e sempiterno Pippo Baudo a Raffaella Carrà, dal vecchio sodale dello showman, Amadeus, ai cantanti Calcutta, Achille Lauro, Biagio Antonacci, Marco Mengoni e Giorgia. Che, ad essere sinceri, non hanno fatto molto (la prima puntata dello show non è stata altro che un lungo e a tratti estenuante «cazzeggio» di Fiorello, spesso senza né capo né coda ) ma che sono serviti a far capire a tutti in che direzione andrà il programma - una via di mezzo tra varietà «old style» e la tradizione di quell’Alto Gradimento che il siciliano ormai perpetua da decenni - e di quanti e quali mezzi potrà avvalersi per andare alla conquista di Internet. Ci riuscirà? Difficile a dirsi visto che la Rete è un universo completamente differente dal tradizionale entertainment. Quello che è certo è che tra i suoi «vecchi» protagonisti, Fiorello è forse l’unico che può sperare di farcela.

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