La strana ossessione di Mussolini per l’inglese

Storia

Ecco perché la lingua di Shakespeare fu scelta dal Duce per le comunicazioni segrete

 La strana ossessione di Mussolini per l’inglese
Mussolini, qui in una foto del 1922, fu sempre un aspirante poliglotta. Raggiunse discreti risultati con il francese, con il tedesco e con l’inglese.

La strana ossessione di Mussolini per l’inglese

Mussolini, qui in una foto del 1922, fu sempre un aspirante poliglotta. Raggiunse discreti risultati con il francese, con il tedesco e con l’inglese.

Subito dopo essere divenuto primo ministro, alla fine di ottobre del 1922, Benito Mussolini fu dominato da un vero e proprio rovello, quasi un’ossessione: imparare, e al più presto, l’inglese, in modo da poter scrivere direttamente, senza bisogno di intermediari, ai leader politici d’Oltremanica.

I retroscena del rapporto del Duce con la lingua di Shakespeare sono svelati da un personaggio che conobbe molto bene il dittatore, fin dai tempi dello squadrismo.

Si tratta del giornalista bolognese Giorgio Pini, che dalla fine del 1936 al 25 luglio ’43, fu caporedattore del Popolo d’Italia, il quotidiano mussoliniano, e in quanto tale venne a conoscenza anche di aspetti sconosciuti della personalità del capo del fascismo.

Pini, scomparso nel 1987 a 88 anni, scrisse nel 1959, per il settimanale Candido,...

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