Lazzaro, un ragazzo più buono degli altri

È il poetico protagonista del nuovo film di Alice Rohrwacher

Lazzaro, un ragazzo più buono degli altri
Adriano Tardiolo (Lazzaro) nel film.

Lazzaro, un ragazzo più buono degli altri

Adriano Tardiolo (Lazzaro) nel film.

All'ultimo Festival di Cannes, dove si è aggiudicato il premio per la miglior sceneggiatura, ha dedicato il film al grande «mastro del cinema» Ermanno Olmi, rammaricandosi di non averglielo potuto mostrare. Ma con Lazzaro felice, la regista italiana Alice Rohrwacher, oltre a proporsi come continuatrice dell'opera del cineasta scomparso proprio nel maggio scorso, rafforza ulteriormente la propria cifra poetica mettendola in relazione con la realtà di oggi e salvaguardando in pieno la propria libertà artistica.

L'ambientazione della prima parte di questa coproduzione ticinese (con Amka Films e RSI) non può infatti non far pensare a quella della più popolare opera di Olmi (L'albero degli zoccoli, Palma d'oro nel 1978): un cascinale lontana da tutto dove, in un tempo piuttosto lontano ma non troppo, vivono una cinquantina di persone tra adulti, bambini e anziani sottoposti al regime di mezzadria dalla perfida marchesa De Luna (un'inattesa Nicoletta Braschi), magnate del tabacco che passa tutte le estati nella villa adiacente. Tra questi «reperti» di un eterno medioevo c'è anche Lazzaro (il 19.enne debuttante Adriano Tardiolo), un buono per antonomasia, di cui tutti approfittano un po'. Proprio per questo s'interessa a lui il marchesino Tancredi (un altro debuttante: Luca Chikovani) che in campagna si annoia a morte e non vede l'ora di inventarsi qualcosa di nuovo (il suo finto rapimento) con la complicità dell'innocente Lazzaro. Ma basta che la polizia sia informata, per errore, della situazione per far crollare tutto: non solo lo scherzo ma anche l'ignobile truffa della marchesa. Lazzaro, in preda a un'improvvisa febbre da cavallo, perde allora conoscenza e si ritrova, senza essere invecchiato di un giorno, qualche decennio più tardi, nella seconda parte del film che la regista definisce «un medioevo umano e non più storico», ovvero un tempo vicinissimo al nostro presente. In una baracca ai margini di una grande città, Lazzaro ritrova Antonia (Alba Rohrwacher) e alcuni suoi compagni della cascina che vivono di espedienti in una società dove per loro non c'è più posto. Per caso, però, Lazzaro ritroverà Tancredi adulto e cercherà di aiutarlo ancora una volta a realizzare i suoi assurdi sogni di grandezza.

Per l'occasione abbiamo intervistato i due giovani protagonisiti: Adriano Tardiolo e Luca Chikovani.

Il trailer del film
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