Le battaglie di Milesbo tra libertà e nuova laicità

Storia

La personalità indomita, il pensiero filosofico e le campagne ideologiche e intellettuali di Emilio Bossi a cento anni dalla morte e centocinquanta dalla nascita di un pugnace e sanguigno protagonista delle vicende civili, politiche e istituzionali ticinesi a cavallo tra Otto e Novecento

 Le battaglie di Milesbo tra libertà e nuova laicità
Il monumento che celebra Emilio Bossi nella «sua» Bruzella. Foto Cdt/Chiara Zocchetti

Le battaglie di Milesbo tra libertà e nuova laicità

Il monumento che celebra Emilio Bossi nella «sua» Bruzella. Foto Cdt/Chiara Zocchetti

Emilio Bossi, chi era costui? Oggi questa domanda possiamo porcela finalmente con più serenità, indipendenza di giudizio e obiettività storica. E non è cosa da poco, in un Paese dove fino a non troppi anni fa sopravviveva ancora, magari nelle valli, qualche anziana timorata di Dio che al solo udire la parola «Milesbo» (lo pseudonimo spauracchio dell’avvocato di Bruzella) si faceva il segno della croce per neutralizzare il titolo blasfemissimo della sua opera più celebre o, all’estremo opposto, non mancava chi girava per villaggi e contrade con in tasca proprio una copia originale di quel Gesù Cristo non è mai esistito, quasi fosse una coccarda di purezza laica e radicale da esibire orgogliosamente al primo battibecco politico da osteria. Ma ora che il tempo ha trasformato inesorabilmente il...

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