Leggere ad alta voce è bello e fa bene

Evento

La condivisione orale di testi scritti viene celebrata nella giornata del 27 maggio con racconti per tutti – L’importanza di questa pratica e i consigli di tre ambasciatori dell’iniziativa

Leggere ad alta voce è bello e fa bene
© Shutterstock

Leggere ad alta voce è bello e fa bene

© Shutterstock

«Perché leggere ad alta voce? Per la meraviglia», rilevava Daniel Pennac nel suo saggio Come un Romanzo. Ma si potrebbe anche rispondere: perché è divertente, stimola la capacità espressiva, lo sviluppo cognitivo e l’apprendimento, oltre ad accrescere la capacità di concentrazione, rafforzare la memoria e favorire le relazioni. Insomma, come dimostrano diversi studi, sono molteplici i benefici della lettura ad alta voce. Un’attività che con l’avvento della tv, prima, e delle nuove tecnologie, poi, viene sempre meno praticata (se non in ambito scolastico), ma che, visti i numerosi aspetti positivi, varrebbe la pena di recuperare e, perché no, trasformare in consuetudine. Da che libro cominciare? Fatevi ispirare dai racconti proposti durante la Giornata della lettura ad alta voce, il prossimo mercoledì 27 maggio. Una giornata che, promossa dal 2018 dall’Istituto svizzero Media e Ragazzi, vuole essere una mobilitazione popolare per proclamare l’importanza e la bellezza di questa attività. Tutti sono invitati a parteciparvi proponendo una lettura in una scuola o in ambito privato, per condividere il piacere di un racconto in famiglia o tra amici. Quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria gli incontri pubblici sono stati annullati, ma la terza edizione della manifestazione avrà luogo comunque: online e in centinaia di case in tutto il Paese. Nel primo caso, personaggi di spicco proporranno in veste di ambasciatori dell’iniziativa delle video-letture (vedi più avanti). E proprio ad alcuni di loro abbiamo chiesto perché è importante leggere ad alta voce.

© Picsea/Unsplash
© Picsea/Unsplash

«La nostra voce vibra e le parole sono conchiglie che possono schiudere mondi, immagini. I suoni delle parole e la musica delle storie sono come un nido», premette Daniele Dell’Agnola, scrittore e docente SUPSI. «Vanno fatte ascoltare – spiega – ai bambini appena nati e ancora prima che vedano la luce, perché rassicurano e curano. I bambini che crescono a contatto con le voci degli adulti che aprono libri e leggono per loro, hanno una buona probabilità di sviluppare un immaginario e una capacità di pensiero oggi indispensabili per diventare cittadini attivi e critici».
Dell’Agnola ha iniziato a praticare quotidianamente la lettura ad alta voce sia in qualità di papà, «che vive le storie come rituale affettivo, educativo, cognitivo; un atto d’amore», sia nei panni di scrittore e autore di brani, «da un lato, per verificare la solidità degli scritti, dall’altro, per capire le dinamiche e la musica del testo», nonché come formatore di futuri insegnanti, «che deve usare la voce per far conoscere la letteratura» e anche in questo caso «credo che ci debba essere senso, amore, passione». A tal proposito ci confida un aneddoto, «che risale a più di vent’anni fa, quando, giovane insegnante, entrai in un’aula convinto di possedere una certa conoscenza... lessi Il Colombre di Dino Buzzati concentrato sui riferimenti, sui richiami, immerso nel testo come chi si guarda l’ombelico e si dice “quanto sono bravo”. Non mi ascoltò nessuno. Fui giustamente “abbandonato” dagli allievi. In fondo non avevo osservato nessuno di loro. E la mia voce era vuota». Da qui la conclusione che «leggere ad alta voce significa mettersi in gioco anche come persone».

Leggere ad alta voce è bello e fa bene

A chi desidera cominciare questa bella esperienza Dell’Agnola consiglia: per i bambini Il mostro peloso di Henriette Bichonnier, Rime chiaro scure di Chiara Carminati e Bruno Tognolini («in particolare la poesia dedicata alla camera come nido di pensieri ma anche come prigione e solitudine»); per i più grandi Il robot selvatico di Peter Brown, Miss strega e Passaggio segreto al binario 13 di Eva Ibbotson. Per una sfida più complessa suggerisce invece La principessa sposa di William Goldman («gradualmente, c’è da vibrare»). «Infine, per citare due attrici con la quali lavoro, vi consiglio l’ascolto, sul sito della RSI, del mio racconto Gli Gnurpa, letto da Sara Giulivi e, sul canale YouTube del Teatro Sociale di Bellinzona, le dodici video puntate di dieci minuti de Il fondo del sacco di Plinio Martini, lette da Margherita Saltamacchia, con le mie musiche. Un lavoro di due mesi, realizzato di notte, e che mi servirà come insegnante e formatore di insegnanti».

© Shutterstock
© Shutterstock

Anche Margherita Saltamacchia è ambasciatrice, fin dalla sua istituzione, della Giornata della lettura ad alta voce. «Ho avuto la fortuna di crescere senza televisione – racconta – e così fin da piccola, al posto di guardare i cartoni animati, io e i miei fratelli ci raccontavamo le storie e ascoltavamo le musicassette. Crescendo ho avuto il desiderio di imitare quella modalità che aveva il potere di farmi viaggiare con la fantasia spaziando per mondi tutti inventati». Nella sua professione la voce è uno degli strumenti principali. «La parola è come una nota musicale, la posso suonare in tanti modi – sottolinea l’attrice –, può essere veicolata dai sentimenti di chi legge. E non è un fatto di recitazione. Leggendo ad alta voce è possibile plasmare le parole scritte attraverso il cuore, le emozioni che si desiderano comunicare in quel momento».

Leggere ad alta voce è bello e fa bene

Al di là dell’ambito professionale, Margherita Saltamacchia tiene viva l’esperienza della condivisione orale di racconti insieme ai suoi figli. «Io leggo per loro e a volte sono loro che mi narrano le storie che devono leggere per scuola. È un buon esercizio, perché le parole rimangono impresse, prendono forma nel momento in cui le pronunci ad alta voce e ciò dà anche consistenza all’immaginazione».

«La lettura ad alta voce è il veicolo della conoscenza, delle tradizioni, della storia, delle culture, dell’arte, e perciò dei valori umani», evidenzia Gerry Mottis. Per l’insegnante di italiano, scrittore e poeta, «leggere, ad esempio, le favole e le fiabe ai più piccoli (e in seguito testi d’autore agli adolescenti e ai nostri giovani) educa al bene, alla comprensione, al rispetto reciproco, ma anche alla bellezza; elementi essenziali di cui abbiamo oggi bisogno come del pane».
Mottis non ricorda con precisione la prima esperienza avuta con la lettura ad alta voce, «credo fosse in tenerissima età, come tutti: i miei genitori mi leggevano favole e fiabe prima di addormentarmi. In seguito – anche perché sono sempre stato un po’ irrequieto – preferivo ascoltare da solo le audiocassette e mi ricordo ancora con grande piacere, ad esempio, la narrazione musicata del Pifferaio magico». Oggi come oggi, «insegnando nelle scuole pubbliche dedico praticamente ogni giorno alla condivisione orale di testi scritti», afferma con soddisfazione. «A volte – precisa –, capita che li legga io in modo esemplare direttamente alle classi, altre volte incarico degli allievi per una lettura condivisa tra pari, aspetto questo pedagogicamente pure importante».

Leggere ad alta voce è bello e fa bene

A questo proposito chiediamo anche a lui quale testo consiglia a chi desidera iniziare questa pratica. «Fumetti, favole, fiabe, brevi narrazioni, filastrocche o poesie si addicono perfettamente allo scopo di condividere un’emozione tramite la narrazione orale, riattivando la magia dei tempi passati, quando tutto il sapere passava attraverso l’ascolto dei racconti dei nostri nonni, portatori di saggezza e di conoscenza», premette, consigliando Favole al telefono di Gianni Rodari e Cion cion blu di Pinin Carpi, Cipì di Mario Lodi e tutte le poesie di Jacques Prévert, tra cui I ragazzi che si amano.
I nostri interlocutori, così come gli altri ambasciatori della Giornata della lettura ad alta voce, hanno in serbo per il 27 maggio, delle storie per tutte le età. In particolare, Saltamacchia racconterà l’avventura di un gruppo di amici animali protagonisti del libro Dalla finestra di Émile Jadoul (dai 2 anni); Mottis, invece, presenterà ai ragazzi (dai 10 anni) la storia narrata in Unbreakable, libro che porta la sua firma; mentre Dell’Agnola proporrà Come si esce da questo libro e soprattutto quando? di Daniel Fehr (dai 4 anni). Tutte le video-letture si potranno scoprire a partire dalle 10.00, e a cadenza di mezz’ora l’una dall’altra, sul sito www.giornatadellalettura.ch, dove è anche possibile annunciarsi per altri racconti ad alta voce, da condividere in famiglia o in una cerchia ristretta di amici.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Cultura & Società
  • 1
  • 1