Marco Solari: «Eravamo al limite»

Ticino

Il presidente del Festival del film di Locarno commenta la decisione del Consiglio di Stato di aumentare il credito per la kermesse - «Ora il Parlamento dica che Festival vuole»

Marco Solari: «Eravamo al limite»
© CdT/Chiara Zocchetti

Marco Solari: «Eravamo al limite»

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La decisione del Consiglio di Stato di aumentare il contributo destinato al Locarno Film Festival da 2,8 a 3,4 milioni è un’iniezione che non può che far piacere al presidente del Festival Marco Solari che ci confida come «eravamo al limite. Ecco perché, per poter restare al livello attuale, necessitavamo di un sostegno in più. Sono molto grato al Consiglio di Stato di aver preso questa decisione. Auspico che gli argomenti che hanno portato il Governo ad accogliere quanto da noi proposto possano essere condivisi anche dal Gran Consiglio”. In particolare, come ci spiega Solari, nei prossimi anni il Festival intende investire sempre di più sui giovani e “rivolgersi alle nuove generazioni cresciute con la digitalizzazione portando altresì ad avere una presenza internazionale sempre più marcata”. In tal senso, Solari ha voluto ricordare come il Festival del film di Locarno non solo “è riconosciuto a livello mondiale”, ma rappresenta altresì “una manifestazione utile al Cantone: culturalmente, politicamente ed economicamente. Oggi il Festival è tutto questo. Adesso tocca al Parlamento dire quale Festival vuole”. Arrivati al limite, significa che per crescere si deve guardare ai privati? “Margine di manovra ce n’è sempre – commenta Solari – basta pensare che nel 2000 contavamo solo una decina di sostenitori privati mentre oggi siamo a più di 180. Insomma, c’è sempre la possibilità di aumentare. Bisogna però considerare che il Festival di Locarno ha un budget di 13 milioni mentre la concorrenza diretta, ovvero festival come quelli di Cannes, Berlino o Venezia, partono da oltre il doppio”. Sollecitato sui malumori emersi in passato, Solari rileva come “le voci critiche si sono sollevate in casi particolari. È chiaro che un Festival fa sempre discutere, soprattutto se la direzione artistica è interamente libera”. Infine, riconoscendo come “ogni Festival è un campo di mine, soprattutto, per il presidente”, Solari precisa come l’auspicio sia quello di restare alla testa della kermesse fino alla 75.esima edizione: “Diciamolo così: mi piacerebbe esserci”.

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