Settimane musicali ascona

Martha Argerich illumina la serata

Ieri sera nella Chiesa di San Francesco a Locarno è partita la prestigiosa tournée dell'Orchestra della Svizzera italiana con il direttore Charles Dutoit

Martha Argerich illumina la serata
Fotogonnella

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Lunedì sera nella Chiesa San Francesco a Locarno, nell'ambito delle Settimane Musicali di Ascona, è partita la prestigiosa tournée dell'Orchestra della Svizzera italiana con la pianista Martha Argerich e il direttore Charles Dutoit.

Ma Mère l'Oye, cinque pezzi infantili per orchestra (originale per pianoforte a quattro mani), ha aperto la serata. Sono pagine ispirate al mondo fiabesco. Un piccolo capolavoro, un delizioso quadretto intriso di commovente grazia ed eleganza. E' imperniato sulla massima semplicità di mezzi ed espressione, sulla linearità costruttiva e sulla trasparenza della strumentazione, ridotta all'essenziale. Impeccabile la direzione di Charles Dutoit, che ha ottenuto strabilianti sonorità, tenui e delicate, rendendo pieno merito a questa composizione. L'OSI si è disimpegnata a dovere.

Brillante l'esito sonoro del Concerto n. 1 in do maggiore, op. 15 per pianoforte e orchestra di Beethoven, che risente dello stile mozartiano. Beethoveniano tuttavia, per la lirica cantabilità, è l'amabile Largo. Il Rondò conclusivo è pervaso da una trascinante carica ritmica. Ammirevole l'eleganza dello strumentale e la scorrevolezza della tecnica pianistica, che danno vita a un discorso fluido e scorrevole. Eccezionale l'interpretazione di Martha Argerich sia per la bravura tecnica sia per le qualità espressive, molto inventiva nella timbrica e nella dinamica. Un'esecuzione che resterà indimenticabile, che segna ulteriormente la maturità artistica conseguita da Martha, oggi la pianista per eccellenza. Ogni suo concerto è un'autentica scoperta e rivelazione. Magnifica la simbiosi fra la solista e il direttore. Numerosissimi gli applausi e i richiami in scena dopo la sua performance, che l'hanno convinta a offrire un delizioso “encore”: Traumes Wirren dai Phantasiestücke op. 12 di Schumann.

In conclusione la Sinfonia n. 104 in re maggiore (“London” o “Salomon”) di Haydn, che costituisce la vetta creativa del maestro di Rohrau. Impeccabile la visione di Dutoit: perfezione conseguita non solo nella specifica eleganza melodica di ogni tema, ma anche nell'elaborazione e nello sviluppo armonico e dinamico. Magnifica anche l'OSI, che sta vivendo un momento artistico decisamente felice. In conclusione di serata un “bis”: l'Ouverture da Le Nozze di Figaro di Mozart.

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