Musei, la crisi non è finita ma i più piccoli reagiscono meglio

Cultura e pandemia

In attesa dei dati ufficiali, che il Cantone ha appena iniziato a raccogliere, la situazione delle strutture espositive rimane molto critica - Mancano gli incassi della biglietteria e le sponsorizzazioni - Badaracco: «Evitiamo un dibattito sui costi della cultura, ora servono ancora più aiuti»

Musei, la crisi non è finita ma i più piccoli reagiscono meglio
La pandemia ha sbarrato per mesi le porte dei musei ticinesi, causando un danno enorme. © CdT/Gabriele Putzu

Musei, la crisi non è finita ma i più piccoli reagiscono meglio

La pandemia ha sbarrato per mesi le porte dei musei ticinesi, causando un danno enorme. © CdT/Gabriele Putzu

Una tempesta perfetta. L’uragano che si è abbattuto sulle istituzioni culturali, e sui musei in particolare, in questi due anni di coronavirus, ha squassato abitudini, cambiato (forse per sempre) stili di vita, cancellato la «normalità». Il ritornello della prima ora pandemica, «Nulla sarà come prima», non sarà vero in assoluto. Ma in alcune circostanze sì. Ad esempio, per quanto riguarda la fruizione delle opere d’arte.

Basta pensare ai film. Le piattaforme Tv hanno quasi completamente fagocitato il cinema. Difficile immaginare che, nel dopo-COVID, le sale torneranno a riempirsi. Più semplice, invece, prevedere un consolidamento e un’ulteriore crescita degli abbonamenti «streaming».

Nei giorni scorsi, da Parigi è rimbalzata una notizia clamorosa: il Louvre ha perso, nel 2021, 7 milioni di visitatori....

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