Il pardo

«Non chiediamo soldi in più, ci affidiamo alla volontà dei politici»

Il presidente del Festival di Locarno, Marco Solari, chiarisce le dichiarazioni sull’auspicato aumento del contributo cantonale: «Tocca al Ticino decidere che rassegna vuole»

«Non chiediamo soldi in più, ci affidiamo alla volontà dei politici»
Operazioni di smontaggio a pieno regime in piazza Grande. (foto CdT)

«Non chiediamo soldi in più, ci affidiamo alla volontà dei politici»

Operazioni di smontaggio a pieno regime in piazza Grande. (foto CdT)

«Non chiediamo soldi in più, ci affidiamo alla volontà dei politici»
(foto CdT)

«Non chiediamo soldi in più, ci affidiamo alla volontà dei politici»

(foto CdT)

LOCARNO - Ha messo i puntini sulle «i» Marco Solari, presidente del Locarno Festival, in entrata alla tradizionale assemblea straordinaria che ogni anno fa calare ufficialmente il sipario sulla rassegna cinematografica. Ha chiarito le cose dopo che, ha affermato, «in questi giorni si sta creando un clima che non mi piace». Un’atmosfera addensatasi attorno alle sue dichiarazioni riguardo l’auspicato aumento del contributo cantonale alla rassegna (ne ha parlato anche nell’intervista finale concessa al Corriere del Ticino). «Mi pareva di essere stato chiaro - ha affermato -. In vista del rinnovo del sostegno pubblico, non è il Festival che chiede più soldi, ma abbiamo semplicemente reso attente le autorità che siamo nuovamente giunti ad un punto di svolta. Un momento nella nostra storia che ci obbliga a decidere che rassegna vogliamo.

Ma sarà la politica a doverlo dire e qualunque saranno le scelte finali, noi ci inchineremo». Parlando della necessità costante di «un bagno di umiltà», Solari ha quindi chiarito che la sua intenzione non era certo quella di mettere sotto pressione qualcuno. «Noi - ha chiosato - siamo al servizio dei locarnesi e dei ticinesi. Abbiamo riunito i nostri argomenti in un documento che è già stato consegnato ai servizi governativi. Sarà poi il Consiglio di Stato a decidere che messaggio presentare al Parlamento e, a sua volta, il Gran Consiglio a dire l’ultima parola. Una parola che noi comprenderemo e rispetteremo». Un verdetto che dovrebbe giungere nei primi mesi dell’anno prossimo, ancora prima dell’edizione numero 73 del Festival. Ad annunciarlo è stato il consigliere di Stato Manuele Bertoli, ospite della riunione. Il quale si è detto fiducioso, ribadendo come vi siano «buone ragioni per rivedere il contributo cantonale al rialzo». La bozza del relativo messaggio (sul quale ha preferito non anticipare cifre) giungerà sul suo tavolo a breve, l’approvazione del Governo è attesa entro fine anno e nella primavera la discussione parlamentare.

L’obiettivo, ha concluso il ministro della cultura, «è quello di avere un Festival all’altezza delle aspettative», facendo poi i complimenti alla neo direttrice Lili Hinstin per l’edizione appena terminata. Complimenti che il presidente Solari ha allargato a tutti i collaboratori della rassegna («ognuno un fondamentale tassello di un prezioso mosaico»), citando poi, in particolare, il direttore operativo Raphaël Brunschwig, Nadia Dresti e il partente Mattia Storni (che sarà sostituito da Simona Gamba).

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