Televisione

Perché il Trono di Spade va in onda su RTS e non sulla RSI

Diritti tv e territori linguistici, questioni complicate più di quelle fra Stark e Lannister

Perché il Trono di Spade va in onda su RTS e non sulla RSI
Il Trono di Spade. (Foto Keystone/Ap/HBO)

Perché il Trono di Spade va in onda su RTS e non sulla RSI

Il Trono di Spade. (Foto Keystone/Ap/HBO)

Ma perché noi no? La domanda se la fanno a ogni stagione tutti gli appassionati di Trono di Spade (e siamo in tanti) che anche in Ticino vorrebbero sapere immediatamente che diavolo succederà agli amati personaggi. La serie tanto attesa va in onda in chiaro sulla televisione romanda. L’ottava, conclusiva, stagione, debutterà su RTS, in inglese sottotitolata in francese, praticamente in contemporanea con gli USA, attorno alle tre del mattino di lunedì 15 aprile. La versione doppiata in francese sarà trasmessa sempre il 15 aprile alle 22.10, orario in cui, per sei lunedì, andranno in onda gli episodi tradotti. Allora perché, lecito chiedersi, questo non succede anche in Ticino, sulla RSI, con la versione italiana? Semplici scelte d’antenna? In realtà la questione è parecchio complessa. Con l’aiuto di Gea Montorfani, responsabile degli acquisti fiction RSI, cerchiamo di fare luce sul «mistero».

«Dal punto di vista della scelta - esordisce Montorfani - anche se ai tempi avessimo potuto comprare questa serie, dubito che l’avremmo selezionata perché al di là del successo enorme che ora ha, è comunque un prodotto particolare, anche un po’ eccessivo sotto certi aspetti rispetto a quello che normalmente noi mostriamo. La questione però è stata un’altra ed essenzialmente riguarda i diritti televisivi: le serie HBO non erano disponibili per il nostro territorio, quello della Svizzera di lingua italiana. Anni fa i diritti per questi prodotti erano venduti in Italia in esclusiva per il mercato italofono. In pratica chi all’epoca comprava i diritti per i prodotti HBO, si comprava i diritti per tutti i territori di lingua italiana, compresa la Svizzera italiana». Il problema della lingua era appunto una questione cruciale. La versione in lingua italiana era realizzata dal canale che acquistava la serie che oggi viene trasmessa in prima tv da Sky Atlantic, e quindi la versione italiana avrebbe dovuto essere acquistata da loro. Così per vedere Il Trono, in italiano, in prima visione e in chiaro da noi, all’epoca sarebbe stato necessario che HBO escludesse il territorio della Svizzera di lingua italiana dai suoi contratti con Sky e poi riacquistasse da loro la versione italiana per poter poi infine licenziare il programma nel nostro territorio. «Noi - continua Montorfani - non abbiamo budget né per creare né per pagare l’accesso ai doppiaggi, acquistiamo esclusivamente programmi che sono disponibili in versione italiana senza costi supplementari. Paghiamo solo per i diritti di diffusione, il materiale che riceviamo è già in italiano. Dunque, o il distributore ha creato direttamente le versioni o ha acquistato le colonne italiane dal canale che le ha create. Il problema è che a volte il costo d’accesso alle colonne è maggiore di quanto noi offriamo per i diritti perciò per il distributore non è conveniente». La situazione, già complessa di suo, è oltretutto in continuo mutamento e quello che ieri non era possibile oggi lo sarebbe. «Oggi sarebbe possibile anche per noi acquistare da HBO Il Trono di spade - conferma Montorfani -. HBO ha recuperato il doppiaggio da Sky (probabilmente per i cofanetti DVD) e ce l’ha offerto. Questo però non era disponibile quando la serie era nuova e per il momento non è ovviamente nemmeno disponibile l’ultima stagione. A questo punto per noi non è interessante». Anche perché, aggiungiamo noi, RAI 4, ha già recentemente trasmesso tutte le stagioni passate di Trono di Spade in italiano, chiaramente esclusa l’ottava che deve ancora fare il suo ciclo e che sarà disponibile solo più tardi. Va bene. Ma ancora non capiamo come mai tutto questo non si sia verificato anche in Romandia. Se la versione italiana in prima tv viene trasmessa da Sky Atlantic, canale a pagamento, lo stesso succede con quella francese che va in onda su sulle piattaforme e i canali legati a OCS, a pagamento anch’essi. Ma la RTS trasmette comunque Game of Thrones in prima tv e in chiaro. Dove sta la differenza? « Da un lato - ci spiega ancora Gea Montorfani - loro non hanno e non hanno mai avuto il problema delle versioni, perché il mercato francofono è molto più ampio e quasi tutti i distributori statunitensi doppiano in francese perché guardano al mercato canadese. Dunque le versioni francesi vengono fatte quasi subito per coprire il Canada, poi Francia, Svizzera eccetera. Queste versioni sono in generale gestite dal distributore e non dal canale che acquista. Ma anche se, per esempio, in Francia la versione francese viene realizzata da Canal +, HBO ha comunque fin da subito interesse a recuperarla, ossia a comprarla da loro, perché dispone di un mercato più ampio a cui rivenderla: come detto il Canada, piuttosto che i Paesi francofoni dell’Africa e noi. A noi all’epoca i prodotti HBO non venivano offerti perché non erano disponibili per il nostro territorio contrariamente a quanto succedeva con RTS. Benché sia RSI che RTS facciano parte della stessa azienda - conclude Montorfani - ognuno gestisce per sé, perché dipendiamo da territori linguistici diversi. Loro hanno sempre comprato i prodotti HBO e quindi per loro è più facile continuare ad averli. Negli anni inoltre hanno anche migliorato i loro contratti con HBO».

Lingue, diritti di diffusione, doppiaggi, mercati grandi o piccoli: e noi che pensavamo che le faccende delle casate Stark, Lannister e Targaryen fossero complicate...

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