Settimane musicali di Ascona

Programma affascinante con la direzione di un astro nascente

Protagonista a Locarno la Rotterdam Philharmonic Orchestra diretta da Lahav Shani

 Programma affascinante con la direzione di un astro nascente
Il direttore d’orchestra israeliano Lahav Shani. (Foto Wikipedia)

Programma affascinante con la direzione di un astro nascente

Il direttore d’orchestra israeliano Lahav Shani. (Foto Wikipedia)

Mercoledì, nella chiesa di San Francesco a Locarno, si è aperta nel migliore dei modi la 74.edizione delle Settimane Musicali di Ascona. Protagonista la Rotterdam Philharmonic Orchestra, diretta dall'astro nascente Lahav Shani, che si è esibita in un programma affascinante: il Concerto n. 27 in si bemolle maggiore K. 595 per pianoforte e orchestra di Mozart e la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore di Bruckner.

Nella composizione mozartiana sono in evidenza i modi intimistici e profondamente espressivi, che pure in precedenza si erano sovente affacciati nei concerti del musicista salisburghese. Coerentemente anche i due movimenti estremi sono in prevalenza cantabili e affettuosi, astenendosi da qualsiasi esibizione virtuosistica. Dall'eccezionale ricchezza tematica del primo tempo si passa alla semplicità, quasi enigmatica, del Larghetto, con un tema pensoso e apparentemente chiuso in se stesso. Tutte caratteristiche sottolineate dalla pregevole interpretazione di Lahav Shani nel duplice ruolo di direttore e pianista. Il suo pianismo è parso terso e pulito, con un tocco trasparente e iridescente quale si addice a Mozart. Elegante il fraseggio. Il solista ha disegnato la pagina nella più classica compostezza, segno della maturità interpretativa conseguita. Convincente la sua esecuzione anche dal punto di vista direttoriale. La Filarmonica di Rotterdam gli ha risposto con intelligenza e slancio.

La Quinta è l'unica delle Sinfonie di Bruckner che inizi con un'introduzione lenta. In alcune elaborazioni tematiche, benché sia evidente la peculiarità artistica bruckneriana, sembra emergere qualche influsso del sinfonismo brahmsiano e sembra essere quasi wagneriana per il taglio dell'orchestrazione. Impeccabile l'interpretazione di Lahav Shani che, pur appartenendo alla nuova generazione, si conferma direttore di razza. La sua lettura non è mai stata superficiale, ma ha saputo penetrare nei meandri più reconditi della partitura. Ha dimostrato la sua versatilità e capacità di entrare in sintonia con i diversi momenti musicali. Ha aderito alle dinamiche e alle agogiche con meticoloso puntiglio. La sua è stata una direzione acuta, analitica e penetrante. Ha portato l'orchestra a calibrate dimensioni timbriche. La Rotterdam Philharmonic Orchestra gli ha risposto a dovere.

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