«Pss Pss», è qui la festa

Teatro

La compagnia Baccalà di Locarno spegne 15 candeline e celebra al contempo il decimo anniversario della sua prima produzione, che ripropone il 5 febbraio al Sociale di Bellinzona

«Pss Pss», è qui la festa
La compagnia Baccalà è nata nel 2005 dall’incontro degli artisti Simone Fassari e Camilla Pessi.

«Pss Pss», è qui la festa

La compagnia Baccalà è nata nel 2005 dall’incontro degli artisti Simone Fassari e Camilla Pessi.

La loro è «un’intesa perfetta», «combinano abilità che avrebbero sbalordito il grande Chaplin» e portano in scena «poesia pura». Sono solo alcuni degli elogi espressi dalla stampa internazionale nei confronti dei Baccalà, la compagnia di Locarno nata dall’unione della ticinese Camilla Pessi e del siciliano Simone Fassari che si appresta a tagliare il traguardo dei 15 anni sul palco. Tre lustri contraddistinti da altrettanti riconoscimenti, tra cui quello del Cirque du Soleil e il Premio svizzero della scena. Riconoscimenti conquistati in gran parte con la loro prima produzione intitolata Pss Pss, di cui ricorre quest’anno il decimo anniversario. Per la compagnia Baccalà, dunque, il motivo per festeggiare è doppio e lo farà al Teatro Sociale di Bellinzona, mercoledì 5 febbraio dalle 20.45, riproponendo proprio Pss Pss.

«Pss Pss», è qui la festa

Lo spettacolo è frutto dell’unione dei numeri presentati separatamente dai due clown nei circhi e nei cabaret negli anni precedenti la fondazione della compagnia. Dopo aver frequentato la Scuola Teatro Dimitri, infatti, Fassari e Pessi hanno intrapreso percorsi diversi, che si sono intrecciati «per caso» in occasione di una sostituzione durante una stagione, poi sfociata in una lunga collaborazione.
Sviluppato con l’assistenza artistica di Valerio Fassari per la regia di Louis Spagna, Pss Pss offre al pubblico «un’ora di vera magia teatrale», per dirla con la critica, senza parole e fuori dal tempo che tra acrobazie, mimica e clownerie ha incantato migliaia di spettatori nei cinque continenti. «È affascinante e al contempo emozionante: ovunque andiamo il linguaggio universale del corpo è compreso da tutti» commenta Camilla Pessi. «Anche se – aggiunge – a dipendenza delle diverse culture, le situazioni e le reazioni cambiano». Per esempio, «in Giappone – racconta l’artista – le persone sono molto timide e prima di permettersi di ridere davanti a qualcuno ci mettono metà spettacolo». Un inconsueto silenzio com’è successo al Cairo. «Quando a un certo punto della rappresentazione io tiro uno schiaffo a Simone, normalmente gli spettatori scoppiano a ridere» premette Pessi, ricordando che in Egitto, invece, è calato il gelo. «Finché una donna con il velo in fondo alla platea si è alzata in piedi e ha gridato: ‘Do it again, do it again’. È stata forte come reazione». E alla fine dello spettacolo, «le donne sono venute tutte ad abbracciarci e a ringraziarci. Attraverso la teatralità e i personaggi siamo riusciti a rompere una barriera». E questo, tiene a precisare la nostra interlocutrice, succede praticamente ogni volta che Pss Pss viene rappresentato fuori Europa.

© Pierre Colletti
© Pierre Colletti

In dieci anni la struttura dello spettacolo «non è cambiata, lo spirito è sempre lo stesso, ma si sono create delle nuove situazioni comiche, alcune capitate fortuitamente, altre dovute a un errore oppure a delle reazioni del pubblico». Lo spettacolo, insomma, si è evoluto e «rispetto agli inizi ha una ricchezza più profonda». «Vive – sottolinea l’artista – attraverso le vibrazioni degli spettatori, con cui abbiamo un rapporto molto forte e a dipendenza dei quali lo spettacolo può cambiare. Ogni volta è diverso e anche dopo dieci anni abbiamo sempre l’emozione e l’adrenalina di salire sul palco». Così com’è stato particolarmente emozionante vincere il Premio svizzero della scena nel 2016. «Per noi è stato molto importante, abbiamo sempre lavorato tanto oltre confine e ricevere un riconoscimento a casa è stata una bella sorpresa». Nel motivare l’attribuzione del premio, la giuria federale di teatro ha sottolineato che «la compagnia Baccalà spazia dagli abissi più profondi alle vette più alte della natura umana rinnovando la figura del clown e rilanciando la tradizione svizzera di questo genere. Con sguardo cinematografico ‘Pss Pss’ combina la grandiosità dell’acrobazia circense alla precisione del gesto più intimo. Ed è a grandi figure del cinema che la critica paragona la Compagnia Baccalà: Buster Keaton, Charlie Chaplin, Jacques Tati, Federico Fellini o Tim Burton. A ragione, perché come loro Simone Fassari e Camilla Pessi sono due artisti eccezionali e completi. Uniti in un tenero abbraccio riconciliatore e in una promettente carriera».
«Il lavoro di tutto lo spettacolo è nelle mani dei personaggi – evidenzia la nostra interlocutrice – che sono molto forti e molto toccanti per il pubblico, penso che sia questo il motivo di tanto successo». Personaggi che ritroviamo anche in Oh Oh, prodotto dal Teatro Sociale di Bellinzona, che tra il 2016 e il 2017 è stato residenza artistica dei Baccalà. Anche in questo caso lo spettacolo è stato sviluppato insieme a Valerio Fassari, il terzo componente della compagnia, che ne ha firmato la regia insieme a Louis Spagna. «Anche se Valerio non è fisicamente visibile dal pubblico – tiene a precisare Pessi –, la sua presenza, sia umana che artistica, per noi è importante». Con lui i due attori, mimi, performer hanno approfondito la dimensione del clown teatrale e del gioco, sviluppando le loro abilità. «Abbiamo in mente di creare un terzo spettacolo, per concludere la trilogia, però al momento siamo impegnati con delle tournée troppo intense per poterci dedicare a una nuova creazione». E, tra una tappa in Italia e una in Francia, si festeggia a Bellinzona, dove non mancheranno i regali. «Per ringraziare il pubblico e il Teatro Sociale, dopo il nostro spettacolo, ci sarà un concerto della Brigata sinfonica diretta da Antonio Catalfamo, autore dei brani di ‘Oh Oh’», annunciano i due artisti. Brigata sinfonica il cui repertorio spazia dalla musica colta a quella folcloristica, con pagine inedite e citazioni classiche. «Siamo felici ed emozionati di poter festeggiare a casa – conclude Pessi –; per noi questa è una bellissima cosa».

La lettera
Oltre che dalla Brigata sinfonica, il doppio anniversario dei Baccalà sarà festeggiato anche dall’artista Paolo Nani, che giovedì 6 febbraio alle 20.45 torna al Teatro Sociale di Bellinzona per omaggiare la compagnia ticinese con La lettera. Definito dalla critica «il miglior solo-comico d’Europa», lo spettacolo si basa su una struttura molto semplice, ma geniale: un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta, mette il francobollo e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro, controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. La storia si ripete 15 volte in altrettante varianti come: all’indietro, con sorprese, senza mani, horror, cinema muto, circo. Con una incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico. Creato nel 1992 e rappresentato in tutto il mondo, per la regia di Nullo Facchini, lo spettacolo La lettera sarà replicato venerdì 7 febbraio, sempre con inizio alle 20.45.

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