Ray Bradbury, il visionario

Letteratura

A un secolo dalla nascita ricordiamo il grande scrittore americano, maestro della fantascienza,
che con il suo inconfondibile stile poetico, immaginifico e struggente continua a stregare milioni di lettori in tutto il mondo
I suoi capolavori, da «Cronache marziane» a «Fahrenheit 451», hanno cambiato il nostro modo di concepire il futuro

 Ray Bradbury, il visionario
Ray Bradbury (1920-2012)

Ray Bradbury, il visionario

Ray Bradbury (1920-2012)

La definizione più bella la diede, qualche anno fa, il compianto Giuseppe Lippi indimenticato cultore di questi argomenti, ricordando che Ray Bradbury, di cui si celebra oggi il centenario della nascita, diceva che «chi è appassionato di fantascienza nutre un sentimento diverso da tutti gli altri: la nostalgia del futuro». Ed è proprio in questo apparente paradosso che si nasconde il segreto di questo gigante della letteratura (non solo fantascientifica, per carità) del Novecento. Raymond Douglas Bradbury (Waukegan, Illinois, 22 agosto 1920-Los Angeles, California, 5 giugno 2012) con settant’anni continuativi di scrittura, più di quattrocento racconti e oltre cinquanta libri, è stato non solo uno degli scrittori più prolifici e tradotti del Novecento (aveva all’attivo opere di fiction, sceneggiature...

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