Riscoprendo Luigi Pericle, tra erudizione e spiritualità

Mostre

Nella sede di Palazzo Reali a Lugano, il MASI ospita per la prima volta in Svizzera un’originale retrospettiva che svela l’universo enigmatico e affascinante di un personaggio a lungo dimenticato della scena culturale del Novecento

 Riscoprendo Luigi Pericle, tra erudizione e spiritualità
Luigi Pericle, The Veil of Maya III (Matri Dei d.d.d.), 1963, Tecnica mista su tela, 35 x 44 cm. Foto Marco Beck Peccoz.

Riscoprendo Luigi Pericle, tra erudizione e spiritualità

Luigi Pericle, The Veil of Maya III (Matri Dei d.d.d.), 1963, Tecnica mista su tela, 35 x 44 cm. Foto Marco Beck Peccoz.

Lasciati alle spalle gli aspera di un lungo oblio, non poteva che intitolarsi «Ad astra» la mostra che il MASI, da domani nella sua sede di Palazzo Reali, dedica, e si tratta di una prima retrospettiva completa a livello svizzero, alla complessa ma affascinante figura di Luigi Pericle, un artista nel cui processo di riscoperta (iniziato un po’ per caso alla fine del 2016), i nostri lettori sono stati coinvolti fin dal principio. Una mostra che certo rappresenta un riconoscimento importante, proprio nel Ticino che lo aveva a lungo dimenticato, per un personaggio dal carisma poliedrico e difficilmente sintetizzabile così come per coloro (i coniugi Greta e Andrea Biasca-Caroni) che con passione, competenza ed entusiasmo ne hanno salvaguardato l’eredità materiale e intellettuale.

Ma anche una...

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