Romanticismo mitteleuropeo al LAC

MUSICA CLASSICA

Domenica sera tappa ticinese del tour europeo dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma diretta da Antonio Pappano che, con il «nostro» Francesco Piemontesi quale solista, spazierà tra pagine di von Weber, Chopin e Schumann

Romanticismo mitteleuropeo al LAC
Antonio Pappano, 60 anni, dal 2005 è il direttore musicale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. ©Musacchio & Ianniello

Romanticismo mitteleuropeo al LAC

Antonio Pappano, 60 anni, dal 2005 è il direttore musicale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. ©Musacchio & Ianniello

È un trio straordinario per popolarità, prestigio e carisma quello che si esibirà domani sera (ore 20.30) al LAC nell’ambito della stagione di LuganoMusica. Un trio costruito sull’insolito asse Roma-Londra-Locarno composto dall’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma (prime storico complesso italiano a dedicarsi esclusivamente al repertorio sinfonico promuovendo – in circa 15.000 concerti – prime esecuzioni di importanti capolavori del Novecento), da sir Antonio Pappano, direttore d’orchestra britannico di origini italiane da quasi quindici anni responsabile musicale dell’orchestra capitolina ma noto mondialmente quale «music director» del Covent Garden di Londra e dal pianista Francesco Piemontesi, una delle massime eccellente musicali ticinesi la cui eccezionale raffinatezza espressiva unita a una consumata abilità tecnica ne fanno uno degli interpreti più apprezzati del continente.

Le radici dell’opera tedesca

Nella loro scaletta, dal taglio prettamente mitteleuropeo e ricco di colori, l’Ouverture dell’Euryanthe composizione di uno dei padri dell’opera nazionale tedesca, Carl Maria von Weber, la cui trilogia teatrale – Der Freischütz, Euryanthe, appunto, e Oberon – ha aperto la strada alle innovazioni del dramma wagneriano. L’Euryanthe, in particolare, è un’opera romantica in tre atti ambientata nella Provenza del XII secolo della quale l’Ouverture rappresenta la pagina più nota. Seguirà – con Francesco Piemontesi quale solista – il celebre Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in mi minore di Chopin, composizione giovanile del grande compositore e pianista polacco definita dalla critica «un fiume inarrestabile di deliziosi passaggi melodici e di colorazioni strumentali che tengono l’ascoltatore sulla corda, con il pianoforte irrorato e innervato da un’orchestrazione energica e vitale e i cui larghi fraseggi melodici e le armonie distese stimolano una serenità immediata».

Concluderà poi la serata la Sinfonia n. 2 in do maggiore, op. 61 di Robert Schumann che, pur composta in un periodo (1845/46), nel quale soffriva di depressioni, insonnia, rumori ossessivi nell’orecchio, evidenzia un particolare stato di grazia creativo del compositore che, soprattutto nel primo e ultimo movimento, tocca punte altissime di poesia «che lasciano spesso trasparire un radioso senso di pace e ottimismo, quasi a voler travalicare le durissime circostanze di vita di quel periodo infelice».

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