Sanremo decolla anche senza pubblico

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Il 71. Festival della canzone italiana prende il via e Annalisa guida la prima classifica - LE PAGELLE e LE FOTO

Sanremo decolla anche senza pubblico
Annalisa in testa alla prima classifica. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Annalisa in testa alla prima classifica. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Amadeus e Fiorello. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Amadeus e Fiorello. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Loredana Berte'. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Loredana Berte'. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Ghemon . ©EPA/ETTORE FERRARI

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Ghemon . ©EPA/ETTORE FERRARI

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Coma_Cose. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Coma_Cose. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Matilda De Angelis e Amadeus. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Matilda De Angelis e Amadeus. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Maneskin. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Maneskin. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Max Gazze' e i Trifluoperazina Monstery. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Max Gazze' e i Trifluoperazina Monstery. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Matilda De Angelis e Alessia Bonari con Amadeus. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Matilda De Angelis e Alessia Bonari con Amadeus. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Diodato. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Diodato. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Amadeus circondato dalle ballerine. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Amadeus circondato dalle ballerine. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Zlatan Ibrahimovic. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Zlatan Ibrahimovic. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Gaudiano e Folcast. ©EPA/ETTORE FERRARI

Sanremo decolla anche senza pubblico

Gaudiano e Folcast. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Amadeus e Zlatan Ibrahimovic. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Amadeus e Zlatan Ibrahimovic. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Amadeus e Fiorello. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Amadeus e Fiorello. ©EPA/ETTORE FERRARI

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Folcast. ©EPA/ETTORE FERRARI

Sanremo decolla anche senza pubblico

Folcast. ©EPA/ETTORE FERRARI

Sanremo decolla anche senza pubblico
Elena Faggi. ©EPA/ETTORE FERRARI

Sanremo decolla anche senza pubblico

Elena Faggi. ©EPA/ETTORE FERRARI

Sanremo decolla anche senza pubblico
Avincola. ©EPA/ETTORE FERRARI

Sanremo decolla anche senza pubblico

Avincola. ©EPA/ETTORE FERRARI

Sanremo decolla anche senza pubblico
Un’edizione senza pubblico. ©EPA/ETTORE FERRARI

Sanremo decolla anche senza pubblico

Un’edizione senza pubblico. ©EPA/ETTORE FERRARI

La spigliatezza e l’ironia della coppia Amadeus-Fiorello, la grinta della superospite Loredana Berté e l’esasperata sbruffonaggine di Zlatan Ibrahimovic i dati principali della prima serata del 71. Festival della canzone italiana in cui non sono mancate le contraddizioni

Una scenografia futuristica dominata dal colore blu con il golfo mistico trasportato fin quasi al centro della platea così da ingigantire oltre misura il palcoscenico; applausi pre registrati che accompagnano l’ingresso del presentatore Amadeus e sapienti giochi di luce che concentrano l’attenzione sul centro della scena dove un truccatissimo Fiorello in versione... Achille Lauro con una pesantissima cappa fiorita intona una improbabile versione elettropop di Grazie dei Fiori.

È in questo inedito contesto che si è inaugurata ieri la 71. edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo che, almeno nella sua fase iniziale, non sembra aver risentito né della tanto temuta assenza di pubblico né dei rigidissimi protocolli anti-COVID che ieri hanno già scombussolato la scaletta, togliendo - momentaneamente, speriamo - dalla competizione Irama, sostituito in scaletta da Noemi. Anzi proprio la platea tristemente vuota e le addirittura esagerate norme di comportamento sul palco (tipo il carrello con i fiori da consegnare alle interpreti femminili «che non possono essere toccati da nessuno, neppure dai destinatari», ha ironizzato il co-conduttore) sono state il costante spunto per le frecciate di un Fiorello sempre più mattatore incontrastato ma anche - pur in modo molto più misurato - da un Amadeus eccellente nel districarsi nel doppio ruolo di bravo presentatore e di spalla dell’amico ma anche dell’atteso Zlatan Ibrahimovic che, esasperando il suo fare da sbruffone, accompagnandolo con uno sguardo corrucciato e una cadenza che scimmiottava il Celentano di una ventina d’anni fa, si è cimentato in un non troppo convincente ruolo da duro capo clan.

Decisamente più interessanti, per contro, sia la presenza della esordiente Matilda De Angelis che è sembrata una veterana della conduzione televisiva, sia la performance della superospite Loredana Berté che con quella voce roca e rovinata che l’accompagna ormai da anni ma che dosa con grande perizia ha passato in rapida rassegna alcune delle sue canzoni più celebri (Il mare d’inverno/Dedicato/Non sono una signora/Sei bellissima) prima di presentare il suo nuovo ritmatissimo singolo Figlia di (peraltro la canzone più carina ascoltata in tutta la serata).

Sul fronte della competizione, il martedì sanremese apertosi con la prima sfida ad eliminazione diretta tra le Nuove Proposte che ha premiato Gaudiano e Folcast (davvero bello il soul-pop della sua Scopriti) e con il ritorno del vincitore della passata edizione Diodato con la sua Fai rumore, ha immediatamente messo a nudo i limiti di un «casting» basato più sui «clic» che sul vero valore degli artisti evidenziando la pochezza canora di personaggi come Aiello che scompaiono al cospetto di cantanti veri ancorché presenti con canzoni decisamente modeste (tipo Arisa).

Nel complesso, comunque, una prima serata tutto sommato gradevole non fosse per la sua lunghezza davvero esasperante: per presentare le tredici canzoni dei «Big» sono state necessarie infatti più di tre ore, un tempo in grado di sfiancare anche i fan più accaniti che non siamo in grado di valutare se saranno in grado di resistere per altre quattro serate.

LA CLASSIFICA

Questa la classifica, sulla base del voto della giuria demoscopica chiamata a esprimersi ieri sera, per i 13 Big che si sono esibiti.

1) ANNALISA - Dieci
2) NOEMI - Glicine
3) FASMA - Parlami
4) FRANCESCA MICHIELIN e FEDEZ - Chiamami per nome
5) FRANCESCO RENGA - Quando trovo te
6) ARISA - Potevi fare di più
7) MANESKIN - Zitti e buoni
8) MAX GAZZE' - Il farmacista
9) COLAPESCE DIMARTINO - Musica leggerissima
10) COMA_COSE - Fiamme negli occhi
11) MADAME - Voce
12) GHEMON - Momento perfetto
13) AIELLO - Ora.

Le pagelle

ARISA - Potevi fare di più
Firmata da Gigi D’Alessio la canzone ruota attorno un costante crescendo teso a valorizzare la sua potente timbrica. Ma la sua costruzione è scontata e banale. Gigi poteva, davvero, fare di più. Voto 3 ½.

COLAPESCE E DIMARTINO – Musica leggerissima
Anche qui il titolo non tradisce: una canzone leggera come una soffice brezza di primavera che sembra uscita dal repertorio di Battisti di fine anni Settanta. E che si ascolta piacevolmente. Voto: 5.

AIELLO – Ora
Canzone di una banalità estrema cantata, pardon, urlata in modo sguaiato. Se questo è il futuro della musica italiana ridateci il passato. Voto: 2.

FRANCESCA MICHELIN E FEDEZ – Chiamami per nome
Canzone costruita secondo gli stessi canoni con cui Mahmood ha fabbricato due anni fa il suo successo (ed è infatti lui l’autore): un pop piacevole ben interpretato dalla Michelin, un po’ meno da un Fedez che, solo grazie all’autotune evita imbarazzanti cadute vocali. Canzone comunque gradevole. Voto: 4 ½.

NOEMI – Glicine
Pezzo che non va oltre i più tradizionali e scontati stereotipi sanremesi. Canzone ben fatta ma sostanzialmente inutile. Voto: 3 ½.

MAX GAZZE’ – Il farmacista
Divertente sia il suo travestimento “ vinciano” sia la sua canzoncina non fosse per un elemento: è uguale a quella di due anni fa che è uguale a quella di quattro anni fa.... Voto: 4 (per la simpatia)

MADAME – Voce
Un misto tra trap e pop tradizionale con un esasperato uso dell’autotune che rende quasi fastidioso l’ascolto di un brano che, forse, con un arrangiamento meno forzato risulterebbe anche gradevole. Voto 4.

MANESKIN – Zitti e buoni
Rock allo stato brado proposto con energia, perizia e una presenza scenica che nulla ha da invidiare con le band anglosassoni. Erano anni che il rock italiano non produceva un ensemble simile. Voto: 6.

GHEMON - Momento perfetto
Un pezzo elegante, raffinato nella miglior tradizione del patinato soul-pop britannico anni Ottanta in stile Blow Monkeys. Purtroppo però lo canta Ghemon... Voto: 5 ½ (al brano) / 3 (all’interprete)

COMA_COSE – Fiamme negli occhi
La versione 2.0 dei Jalisse ma peggiorata: doti vocali discutibili, melodia banale e un testo, beh, sorvoliamo... Voto: 2.

ANNALISA - Dieci
Una buona vocalità messa al servizio di una canzonetta gradevole ma che al primo ascolto non colpisce particolarmente. Da riascoltare. Voto: 4.

FRANCESCO RENGA – Quando trovo te
Spesso lo accusavamo di non avere canzoni all’altezza delle sue doti. Quest’anno si è presentato – finalmente! - con una canzone complessa, costruita in modo eccellente che gli permette funambolismi vocali che pochi, in Italia, possono permettersi. Voto: 5


FASMA - Parlami

Altro tentativo- un po’ forzato - di miscelare la trap con la canzone melodica. Poco incisivo. Voto: 3 1/3.

GLI OSPITI

LOREDANA BERTÈ – Medley /Figlia di
La signora del rock italiano incanta con la sua vocalità roca e sporca e un carisma unico che emerge sia nella riproposizione dei suoi storici successi sia nel nuovo singolo “Figlia di”, la cosa più bella ascoltata in serata. Voto: 6.

ACHILLE LAURO – Solo noi
Glam e melodramma, sacro e profano, demonio e santità: un gioco tra gli opposti supportato da un look talmente esagerato ed eccessivo che trasforma il kitch in arte pura. Forse non un grandissimo talento musicale ma un personaggio che non sfigura nel confronto con il Bowie e il Marc Bolan dei tempi d’oro. Voto: 6.

DIODATO
Chiamato ad aprire il festival riproponendo il brano con cui vinse lo scorso anno, riconferma le sue doti con le eccellenti “Fino a farci scomparire” e “Che vite meravigliosa”. Una delle migliori voci del pop italiano contemporaneo. Voto: 5.

MATILDA DE ANGELIS

Forse la miglior debuttante vista sul palco sanremese da parecchi anni a questa parte. Simpatia, bellezza, spigliatezza ed una padronanza della scena da consumata veterana. E che anche in quanto a voce non scherza! Voto: 6.

ZLATAN IBRAHIMOVIC
Il personaggio da duro, da gangster supponente che impersona non convince e finisce per trasformarlo in una forzata macchietta. Voto: 3.

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