Se un anniversario «sbilenco» diventa un grande affare

Cultura

La scadenza della protezione del copyright sugli scritti di George Orwell sta favorendo una ripubblicazione massiccia della sua opera – Per l’editore Gabriele Capelli «un’operazione salutare per l’industria editoriale e per la cultura»

 Se un anniversario «sbilenco» diventa un grande affare

Se un anniversario «sbilenco» diventa un grande affare

In questi giorni il mondo dell’editoria ricorda un anniversario particolare: i 71 anni della morte dello scrittore britannico George Orwell. Una ricorrenza a prima vista strana, visto che gli anniversari solitamente si celebrano a scadenze ben precise (quinto, decimo, ventesimo, cinquantesimo, ecc...). Ma allora perché tutto questo fervore? Per un dato fondamentale dal punto di vista commerciale. Secondo le normative attualmente in vigore in Europa, infatti, scaduto il settantesimo anno dalla morte di un autore, le sue opere possono essere pubblicate senza pagare i diritti agli eredi. E nel caso di una figura del calibro di George Orwell (nato a Motihari, in India, il 25 giugno 1903, scomparso Londra il 21 gennaio 1950 e il cui vero nome era Eric Arthur Blair) si tratta di una liberatoria non...

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