Spike Lee e le sue giurate

74. Festival di Cannes

Il regista newyorkese guida il consesso che attribuirà le Palme e che per la prima volta è a maggioranza femminile

Spike Lee e le sue giurate
L’immagine di Spike Lee domina tutte le prospettive della Croisette AP/VADIM GHIRDA

Spike Lee e le sue giurate

L’immagine di Spike Lee domina tutte le prospettive della Croisette AP/VADIM GHIRDA

Spike Lee e le sue giurate

Spike Lee e le sue giurate

«Too big to take place», così si potrebbe riassumere il motivo che non ha permesso al Festival di Cannes 2020 di svolgersi, diversamente da altre manifestazioni cinematografiche di rango che - tra l’estate 2020 e l’inverno 2021, da Locarno a Venezia a Berlino - hanno individuato una formula ibrida, online o «ridotta» per avere comunque luogo. Solo pensando ai 26 mesi di assoluto digiuno che si sono vissuti sulla Croisette, si può capire la febbrile attesa che ha caratterizzato la vigilia della 74. edizione, inauguratasi ieri sera con la proiezione di gala in prima mondiale di Annette, il nuovo film del regista francese Leos Carax, girato negli Stati Uniti e interpretato da Marion Cotillard e Adam Driver. La «febbre» di Cannes 2021 la si respira ovunque e si percepisce in particolare con la voglia di tornare a far sentire la propria voce (e che voce!) nel novero delle manifestazioni che contano di più al mondo in questo ambito.

Una febbre che tocca tutti

È inevitabile che questa agitazione abbia coinvolto anche la giuria ufficiale, quella che sarà chiamata, la sera del 17 luglio, ad annunciare il titolo della Palma d’oro e degli altri riconoscimenti che possono cambiare il destino di un film, di un regista, di un attore o di un’attrice. E il caso ha voluto che a capo di questo gruppo di persone in una circostanza così delicata, non ci sia un Mister Nobody qualsiasi, ma uno dei cineasti più impegnati politicamente e (anche per questo) più controversi degli ultimi 30 anni: Mr. Spike Lee, che del resto aveva accettato questo incarico già nel 2020. Una presenza tanto significativa e tanto emblematica da finire addirittura sul manifesto ufficiale del festival che, solitamente, è riservato al cinema del passato. Quest’immagine presa dal basso, che evidenzia lo sguardo curioso e sornione del regista di Brooklyn, dietro il cui immancabile cappellino da baseball spuntano quattro esili palme, potrebbe sembrare una sorta di santificazione da vivo, ma nel corso del consueto incontro della giuria con la stampa che ha aperto il festival ieri pomeriggio, l’autore di Fa’ la cosa giusta non è apparso per nulla «beatificato» ma ben conscio dell’importanza del compito che toccherà a lui, ai suoi colleghi e soprattutto alle sue colleghe. Sì, perché uno dei segnali di novità che caratterizza Cannes 2021, oltre alla svolta ambientale che ha visto sparire quasi tutta la documentazione cartacea, è proprio la maggior importanza che è stata data alla rappresentanza femminile.

La Palma delle donne

Per la prima volta nella storia (piuttosto maschilista) di Cannes, la giuria principale sarà a maggioranza femminile: sotto la guida del già citato presidente (carica da intendersi «alla francese» e quindi con ampi poteri) ci saranno così la regista e attrice Mati Diop, la cantante e compositrice Mylène Farmer, l’attrice Maggi Gyllenhaal, la regista Jessica Hausner e l’attrice Mélanie Laurent. Cinque donne e soli altri tre uomini: il regista e produttore brasiliano Kleber Mendonça Filho, l’attore francese Tahar Rahim et il suo collega sudcoreano Song Kang-ho. Un gruppo che già ieri ha dimostrato di essere sodale reagendo in modo univoco al racconto di una giornalista georgiana che ha evidenziato le discriminazioni a cui sottostà la comunità LGBT nel suo Paese. Una storia di prevaricazione e di negazione dei diritti fondamentali che ha spinto Kleber Mendonça Filho a ricordare come nel suo Paese, per ordine del governo Bolsonaro, la Cineteca nazionale sia chiusa da più di un anno e i suoi impiegati siano stati licenziati, mettendo così in pericolo un inestimabile patrimonio culturale. «Sono tutti gangster, - ha commentato amaramente Spike Lee - chi agisce in questo modo non ha morale né scrupoli e ciò vale in ogni parte del mondo». Il 17 luglio potrebbe essere annunciato un palmarès davvero interessante.

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