Spike Lee, il Vietnam e le lotte dei neri

Cinema

Dal 12 giugno su Netflix «Da 5 Bloods» il nuovo film del regista statunitense

Spike Lee, il Vietnam e le lotte dei neri

Spike Lee, il Vietnam e le lotte dei neri

Quattro veterani afro-americani tornano in Vietnam a cercare i resti del loro capo plotone caduto in guerra e un baule pieno d’oro oro che avevano nascosto nella giungla. Questo il soggetto di Da 5 Bloods, il nuovo film di Spike Lee che uscirà direttamente su Netflix il prossimo 12 giugno. Il trailer, online da questa settimana, promette un affresco a tutto campo su un’epoca segnata da una ferita storica ancora aperta: mescola la sensibilità di Lee con filmati di archivio sulla guerra, le proteste alla Kent State University represse nel sangue, le dimissioni di Nixon per il Watergate, Angela Davis e Malcolm X. Di sfondo anche un riesame delle politiche razziali in America alla fine degli anni ‘60 quando i soldati di colore si chiedevano perché combattere per un Paese che ha sempre oppresso gente come loro. Un interrogativo valido ancora oggi: «È il 2020 e i neri sono ancora uccisi come animali», ha detto al «New York Times» il regista alludendo ai recentissimi fatti di Minneapolis.

Il regista Spike Lee (63 anni) e gli attori del film sul set.
Il regista Spike Lee (63 anni) e gli attori del film sul set.

Nel film, che rende omaggio a classici come Tesoro della Sierra Madre, Il Ponte sul fiume Kwai e Apocalypse Now, Delroy Lindo, Clarke Peters, Isiah Whitlock Jr. e Norm Lewis – tutti attori sui 50 anni – hanno flashback che li riportano a quando erano giovani. Per realizzare i quali Lee non ha usato le tecnologie digitali usate da Martin Scorsese in The Irishman per ringiovanire i suoi protagonisti. Secondo note della produzione, ciò è servito a illustrare come «dilemmi attuali colorano i ricordi delle nostre vite precedenti», ma Lee ha offerto una spiegazione più prosaica: «Non mi hanno dato i soldi necessari». Da 5 Bloods è stato realizzato partendo da una sceneggiatura originale di Danny Bilson e Paul De Meo, nella quale i protagonisti erano quattro bianchi. Copione che Lee ha preso in mano e rivisitato dopo che nel 2017 Oliver Stone, si era tirato indietro creando, nel reduce Paul interpretato da Lindo, un acceso sostenitore del presidente Trump.

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