Storie contro l’odio

Eventi

Diverse le manifestazioni organizzate in Ticino in occasione della Giornata della memoria: dall’incontro con la superstite Fanny Ben-Ami al concerto di Noa

Storie contro l’odio
Il Teatro Sociale di Bellinzona presenta domenica 26 gennaio la nuova produzione intitolata «Il dolore». © Rocco Schira

Storie contro l’odio

Il Teatro Sociale di Bellinzona presenta domenica 26 gennaio la nuova produzione intitolata «Il dolore». © Rocco Schira

Nel 1933, quando Adolf Hitler sale al potere, si trasferisce con la famiglia dalla Germania in Francia. Pochi giorni prima dello scoppio della seconda guerra mondiale il padre viene rinchiuso in un campo per prigionieri politici, mentre la madre viene inviata a Limoges. Lei e le sorelle vengono collocate dall’organizzazione francese Œuvre de secours aux enfants nel castello di Chaumont-sur-Loire. Il pericolo è però dietro l’angolo e nel 1943, a soli 13 anni, è costretta a fuggire da quel rifugio insieme alle sorelle e ad altri bambini ebrei. Il viaggio verso la salvezza è disseminato di insidie ma, con determinazione e coraggio, riesce a condurre la comitiva attraverso il confine, arrivando in Svizzera nel 1944. Questa è la storia di Fanny Ben-Ami, superstite dell’Olocausto, oggi 89.enne e residente in Israele, che si appresta a tornare in Svizzera in occasione della Giornata internazionale della memoria, quest’anno incentrata sul 75. anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz.

Fanny Ben-Ami incontrerà gli studenti di diverse scuole medie, oltre al pubblico
Fanny Ben-Ami incontrerà gli studenti di diverse scuole medie, oltre al pubblico

Ben-Ami è stata invitata a portare la sua testimonianza anche in Ticino dagli studenti delle quarte classi della Scuola Media di Barbengo, che hanno letto in aula il suo diario, dato alle stampe nel 2011, e visto la trasposizione cinematografica dello stesso – Le voyage de Fanny di Lola Doillon – presentato nel 2016 al festival Castellinaria di Bellinzona, affrontando così un importante capitolo della storia.
Fanny Ben-Ami farà visita non solo agli allievi di Barbengo, ma anche alle Scuole Medie di Chiasso, Morbio Inferiore, Locarno 1 e Bellinzona 1, oltre a prendere parte a due appuntamenti pubblici. Lunedì 27 gennaio, Giornata della memoria, l’89.enne sarà poi protagonista dalle 19.30 di una serata-evento al Palacongressi (Sala B) di Lugano organizzata dai docenti della Scuola media di Barbengo con il sostegno, fra gli altri, del Cantone, del Comune di Lugano e dell’Associazione Svizzera-Israele (ASI) Sezione Ticino. Un evento incentrato sulla sua testimonianza (in francese), accompagnata dalla lettura del diario e intervallata da momenti musicali. Nell’occasione sarà inoltre possibile ammirare i 27 acquerelli dipingendo i quali Ben-Ami ha ricordato alcuni momenti della sua infanzia. Presenta e modera l’evento (posti limitati, iscrizioni: smbarbengo.fanny@edu.ti.ch) il professore e storico Maurizio Binaghi.

Note per la pace

La cantante israeliana Noa è testimone per la pace con un concerto al LAC di Lugano. © Nahum Leder
La cantante israeliana Noa è testimone per la pace con un concerto al LAC di Lugano. © Nahum Leder

Domenica 26 gennaio, invece, Fanny Ben-Ami incontrerà alle 20.00 il pubblico del concerto della cantante Noa al LAC di Lugano. Ferma sostenitrice della pace, l’artista israeliana – capace di mescolare rock, jazz e musica classica – ha portato il suo messaggio sui palcoscenici più prestigiosi del mondo e in occasione della Giornata della memoria presenta a Lugano il progetto musicale Letters to Bach, album in cui affronta temi che spa-ziano dalla sfera personale a una più universale, tesi ad abbattere muri e pregiudizi nonché a ribadire valori quali la pace e l’uguaglianza. Il concerto – che vede la partecipazione del Coro Clairière del Conservatorio della Svizzera italiana – è promosso in collaborazione con ASI Ticino e con il sostegno del Dipartimento delle istituzioni.

Sempre domenica 26 gennaio, alle 16.00, nella chiesa di San Martino a Pura il locale Gruppo culturale propone invece l’evento Musica e Memoria con i Klezmorim Maseltov, interpreti di brani yiddish e klezmer, alternati dalla lettura di poesie e racconti dei sopravvissuti alla Shoah. Musica e testi della cultura ebraica contraddistinguono anche il concerto-spettacolo Oy Gevalt in agenda sabato 25 gennaio allo Spazio Aperto di Bellinzona. In scena alle 20.00 il BOZTrio+, ensemble milanese diretto dal clarinettista Rouben Vitali. Organizzata dall’associazione 753ArteBellezza con il patrocinio della Città di Bellinzona, l’esibizione si sviluppa attraverso canzoni, letture e riflessioni sul senso dell’agire del singolo individuo, antidoto all’indifferenza per un’umanità in bilico tra gli errori del passato e le sfide del futuro.

Il dolore a teatro
L’attesa spasmodica e atroce del ritorno, nel 1945, dai campi di concentramento nazisti dei deportati francesi, inquadrata da Marguerite Duras nel romanzo autobiografico Il dolore, viene rievocata al Teatro Sociale di Bellinzona con una nuova produzione dal titolo omonimo, presentata in prima assoluta domenica 26 gennaio alle 17.00. Margherita Saltamacchia firma adattamento e regia dello spettacolo, facendosi interprete delle parole della scrittrice francese. Insieme a Raissa Avilés (voce) e a Rocco Schira (violino e loopstation) riproduce quindi dal vivo suoni, canti e rumori che compongono la partitura musicale dell’attesa e del dolore.

A Locarno viene proposto lo spettacolo «Maltilde e il tram per San Vittore».
A Locarno viene proposto lo spettacolo «Maltilde e il tram per San Vittore».

Al Teatro di Locarno invece, il 27 gennaio alle 20.30 viene proposta Matilde e il tram per San Vittore di Renato Sarti, pièce che ricorda la deportazione e l’assassinio dei «colpevoli» degli scioperi che tra il 1943 e il 1944 paralizzarono i grandi stabilimenti industriali di Milano. A ridare vita, attraverso la memoria, alle 570 persone sottratte alle loro case e ai loro affetti le attrici Maddalena Crippa, Debora Villa e Rossana Mola. Martedì 28 gennaio, alle 14.30 l’opera teatrale verrà anche presentata agli oltre 450 studenti delle scuole post obbligatorie del Cantone in collaborazione con il Dipartimento delle istituzioni. Seguiranno alle 18.00 un incontro con il pubblico, coordinato dalla giornalista Sabrina Faller e alle 20.30 un’altra replica dello spettacolo.

Proiezioni, letture e riflessioni

La storia di Carl Lutz, vice-console svizzero a Budapest che salvò sessantamila ebrei è rievocata nel docu-fiction «La casa di vetro»
La storia di Carl Lutz, vice-console svizzero a Budapest che salvò sessantamila ebrei è rievocata nel docu-fiction «La casa di vetro»

Nel giorno della memoria a Locarno si ricorda pure la straordinaria impresa di Carl Lutz, vice-console svizzero a Budapest, che a rischio della propria vita, salvò oltre sessantamila ebrei ungheresi. La sua storia viene rievocata con la proiezione alle 13.45 al PalaCinema del docu-fiction RSI La casa di vetro di Enrico Pasotti e Aldo Sofia introdotta da Luigi Pedrazzini.
Infine, nel 75. anniversario della fine dell’Olocausto La Filanda di Mendrisio propone alle 18.30 un percorso di letture e riflessioni sulla Shoah dal titolo Testimonianze di umanità, a cura di Pietro Montorfani, che prende spunto dagli scritti di testimoni oculari quali Primo Levi, Simon Wiesenthal e Federica Spitzer. Non mancheranno inoltre accenni alle vicende che hanno toccato da vicino anche la Svizzera italiana.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Cultura & Società
  • 1
  • 1