Sviluppare videogiochi e amicizie: la Global Game Jam torna in Ticino

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Tra venerdì 29 e domenica 31 gennaio, in tutto il mondo e anche da noi, migliaia di programmatori, grafici e musicisti lavoreranno a gruppi (online, a causa della pandemia) per creare i propri videogiochi su un tema che verrà svelato sul momento - Ne abbiamo parlato con Stefano Maccarinelli, fondatore della compagnia ticinese Stelex Software e organizzatore dell’evento nel nostro cantone

Sviluppare videogiochi e amicizie: la Global Game Jam torna in Ticino
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Sviluppare videogiochi e amicizie: la Global Game Jam torna in Ticino

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La Global Game Jam torna in Ticino per la sua quinta edizione, e lo farà in un formato «anti-COVID». Tra le 17.00 di venerdì 29 e le 17.00 di domenica 31 gennaio, sull’arco totale di 48 ore, sviluppatori di tutto il mondo si riuniranno (quest’anno, eccezionalmente, solo online) per dare vita ad una serie di videogiochi basati sul tema proposto dagli organizzatori. La partecipazione del Ticino all’evento mondiale è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra il Dipartimento tecnologie innovative (DTI) della SUPSI, la Swiss Game Developers Association (SGDA) e inGAME (Ated – ICT Ticino) con il supporto della Banca Raiffeisen.

Con Stefano Maccarinelli, membro del consiglio d’amministrazione della SGDA, fondatore della compagnia ticinese Stelex Software e coordinatore della manifestazione nel nostro cantone, abbiamo parlato di come si svolgerà la Global Game Jam.

«L’obiettivo principale? Conoscersi»

«Global Game Jam è un evento rivolto a tutti gli appassionati del mondo dei videogiochi», comincia Maccarinelli. «Non sono necessari dei titoli specifici, ma chiaramente bisogna avere alcune competenze. In genere i partecipanti sono per la maggior parte programmatori, ma c’è bisogno anche di grafici e musicisti. Solitamente chi si iscrive lo fa in modo individuale e i gruppi di lavoro si formano sul posto: l’obiettivo principale della manifestazione è proprio quello di collegare i partecipanti, fare nuove conoscenze che potranno essere mantenute anche dopo la Jam». «In Ticino», sottolinea Maccarinelli, «ci sono diversi appassionati che hanno l’hobby di creare videogiochi. Capita, grazie a queste giornate, che alcuni di loro si riuniscano e decidano di lavorare insieme a nuovi progetti».

Sedi in tutto il mondo, una «maratona creativa» di 48 ore

«L’evento si svolgerà contemporaneamente in tutto il mondo», continua il coordinatore. «In genere, ogni nazione che partecipa alla Global Game Jam ha a disposizione diverse sedi nelle quali riunire gli appassionati. Da noi, in Svizzera, abbiamo sempre cercato di averne almeno una per ogni regione linguistica e la nostra era solitamente a Manno, presso il DTI della SUPSI. Un grande partner per noi, la Scuola universitaria professionale, dal quale provengono tra l’altro anche diversi iscritti all’evento. Quest’anno, in rispetto delle norme anti-COVID, la manifestazione si terrà però online».

«I partecipanti lavoreranno giorno e notte per 48 ore, sarà una sorta di maratona creativa», continua Maccarinelli. «Alle 17 di venerdì 29 l’evento sarà introdotto agli sviluppatori e sarà loro svelato il tema di quest’anno, il fil rouge che collegherà i videogiochi creati dai gruppi. Benché la tematica di partenza, come detto, sia la stessa per tutti, è incredibile notare come ogni creazione sia in realtà diversa dall’altra: ogni nazione riesce a dare la propria interpretazione, un tocco tutto suo. Alla fine delle 48 ore, le produzioni vengono pubblicate sul sito della Global Game Jam e tutti i videogiochi sono utilizzabili gratuitamente».

Ma alla fine di tutto, chi è il vincitore? Maccarinelli ha risposto: «L’evento non prevede in sé una un vincitore o una premiazione: la condivisione, come detto, è il vero obiettivo. In Ticino si è scelto tuttavia di dare un premio in più alla creatività grazie allo sponsor di Banca Raiffeisen, che ha davvero apprezzato l’idea dietro la Global Game Jam. Da noi, quindi, una giuria esterna si occuperà di scegliere il gioco migliore».

L’assenza del contatto umano la principale problematica della versione online

Stefano Maccarinelli ci ha poi spiegato quali saranno i cambiamenti e le difficoltà da affrontare per questa edizione 2021 tutta a distanza: «Sotto certi punti di vista lavorare in remoto non sarà una sfida così impossibile: tutti, ovviamente, se ne intendono di computer e non avranno dunque difficoltà nel gestire le comunicazioni, non penso ci saranno problemi sotto questo punto di vista. Ciò che mancherà, però, sarà sicuramente l’elemento umano, il contatto che per noi organizzatori era veramente un aspetto centrale. La speranza è che, anche a distanza, la Global Game Jam sappia creare amicizie e collaborazioni future come fatto nelle scorse edizioni. Sarà una sfida interessante».

Passione ed anni di esperienza nel settore

Non è per caso che Stefano Maccarinelli si è trovato a promuovere l’organizzazione della Game Jam alle nostre latitudini: da anni fa parte dell’«ambiente», prima come appassionato di videogiochi, poi come sviluppatore amatoriale ed infine come professionista. Sua e di sua moglie, infatti, la compagnia ticinese Stelex Software. «La nostra è una piccolissima azienda: a lavorarci siamo praticamente solo io e mia moglie, e lo facciamo da casa, a Bellinzona. Stelex Software si occupa principalmente della creazione di videogiochi o di contenuti multimediali per terze parti. Il primo progetto risale al 2004, ma parliamo veramente di qualcosa di amatoriale: la società è stata fondata solo qualche anno dopo. Mia moglie ed io siamo sempre stati dei giocatori appassionati, ma ci è sempre piaciuto anche l’aspetto creativo che sta dietro la realizzazione di videogiochi: mischia tecnica e arti in un modo unico. Abbiamo dunque voluto passare dall’altro lato del monitor e vedere cosa si prova nel ruolo degli sviluppatori». Un campo che, nel nostro cantone, deve ancora maturare: «In Ticino c’è tanto talento, ma chi sviluppa videogiochi lo fa quasi sempre come hobby o come attività accessoria, a livello finanziario non è facile».

Interrogato sui videogame attualmente «in cantiere», Maccarinelli ci ha rivelato: «Stiamo lavorando sul nostro ‘‘Monorail Stories’’ un progetto che ha catturato l’attenzione internazionale e con il quale abbiamo anche vinto dei premi: con questa produzione cercheremo di offrire qualcosa di nuovo in un contesto competitivo e saturo come può essere il mercato videoludico. Al momento siamo in discussione con diversi investitori e publisher per sfruttare al massimo il potenziale di questa idea. Con il loro finanziamento speriamo di poter ampliare il team (al momento abbiamo già 3 collaboratori) e di poter creare un prodotto di successo».

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