Tom Hanks, il vicino di casa che tutti vorrebbero avere

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In «Un amico straordinario» spicca l’interpretazione del grande attore USA

 Tom Hanks, il vicino di casa che tutti vorrebbero avere
Il conduttore tv e il giornalista, © SONY PICTURES

Tom Hanks, il vicino di casa che tutti vorrebbero avere

Il conduttore tv e il giornalista, © SONY PICTURES

 Tom Hanks, il vicino di casa che tutti vorrebbero avere

Tom Hanks, il vicino di casa che tutti vorrebbero avere

C’era una volta la tv dei ragazzi, una televisione che affrontava argomenti importanti nella vita di ogni essere umano in maniera semplice, chiara e intelligente. Perché i più piccoli non sono stupidi e i loro problemi non sono per nulla dissimili da quelli degli adulti. Una trasmissione in onda sulle reti americane fin dal 1968, Mister Rogers’ Neighborhood, e il suo ideatore e conduttore, il pastore protestante Fred Rogers, scomparso nel 2003 all’età di 75 anni, sono al centro di Un amico straordinario, un film a dir poco raro nell’attuale produzione statunitense perché punta a mettere in evidenza l’importanza dei rapporti umani al di là di ogni pregiudizio.

Tratto da una storia vera

La storia narrata con i giusti toni dalla regista Marielle Heller non è però ambientata mezzo secolo fa o giù di lì, bensì nel 1998 – all’alba dell’era digitale – e prende spunto da un fatto reale che coinvolse Rogers e Tom Junod, giornalista della prestigiosa rivista «Esquire» incaricato di redigere un breve ritratto del popolarissimo conduttore televisivo per un numero speciale dedicato agli «eroi nazionali». Il ritratto diverrà un lungo articolo pluripremiato intitolato «Can You Say... Hero?» nel quale Junod racconta il rapporto sorprendentemente intimo e sincero venutosi a creare con Rogers durante le interviste e gli incontri che, da appuntamenti puramente professionali, si sono trasformati poco a poco in momenti di vera amicizia e di scambio reciproco.

Conflitti ed equilibrio

In Un amico straordinario, Fred Rogers è un Tom Hanks eccezionale (come sempre quando si trova a incarnare l’americano medio), mentre il personaggio del giornalista è stato ribattezzato Lloyd Vogel (interpretato da un convincente Matthew Rhys), sposato con un figlio neonato, che vive un rapporto estremamente conflittuale con il padre (un commovente Chris Cooper) reo di aver abbandonato lui e la sorella ancora piccoli mentre la madre stava soccombendo a una grave malattia. Lloyd, per giunta, sul lavoro si porta appresso una reputazione un po’ troppo sulfurea per aver «demolito» l’immagine di molti personaggi famosi. Il giornalista non ama Rogers e, anzi, sospetta che dietro il suo rapporto con i suoi piccoli fan si celi una sorta di oscura perversione. Le sue prime impressioni sul set della trasmissione televisiva sembrano confermare i suoi sospetti, ma il suo primo incontro con Rogers lo spiazza completamente: si trova di fronte una persona gentile, pervasa da quelli che un tempo si chiamavano «buoni sentimenti», ma anche diretta, acuta e capace di mettere a nudo i punti deboli dei suoi interlocutori. Grazie all’influsso benefico di questo «amico straordinario», Lloyd rivive i traumi dell’infanzia e riconsidera molti aspetti della sua esistenza di adulto, come il rapporto con la moglie e l’impegno all’interno del nucleo familiare, riuscendo a sanare anche il dissidio con il padre e raggiungendo un nuovo equilibrio.

Romanzo di formazione

Sorprendentemente quindi il film si trasforma in un romanzo di formazione immerso però in un’atmosfera a metà strada tra realtà e fiaba, come il quartiere immaginario dove Mister Rogers mette in scena le sue trasmissioni e fa giostrare i suoi personaggi, tra canzoncine e vecchie marionette. Il maggior pregio di Un amico straordinario si rivela quindi quello di riuscire a non scivolare in una sorta di poco credibile buonismo. Né Rogers né Lloyd sono perfetti ed entrambi continuano a portare dentro di sé un’ombra, una dimensione fatta di rabbia e di frustrazione che è inscindibile dalle loro storie personali. Un aspetto che Marielle Heller, grazie anche all’ottimo lavoro degli sceneggiatori Noah Harpster e Micah Fitzerman-Blue, non dimentica mai e che dà al film una dimensione a tratti cupa che gli permette di non scadere mai nel melodramma. E in questi casi, avere a disposizione un attore della sottigliezza e della versatilità di un Tom Hanks non può che aiutare: con il suo cardigan rosso, la sua cravatta e le sue pantofole Hanks-Rogers è il vicino di casa (e il conduttore televisivo della defunta tv dei ragazzi) che tutti sognerebbero di avere al proprio fianco.

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