Torna Davide Van De Sfroos e si aggrappa alle sue radici folk

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Da venerdì arriva nei negozi «Maader Folk», la nuova raccolta del cantautore comasco originariamente prevista per lo scorso anno ma rinviata a causa della pandemia – Un disco di 15 canzoni che nel frattempo si è arricchito di nuove suggestioni e collaborazioni tra cui quelle con Zucchero e Mauro Corona

Torna Davide Van De Sfroos e si aggrappa alle sue radici folk
Il cantautore comasco Davide Van De Sfroos (vero nome Davide Bernasconi), 56 anni. «Maader Folk» è il suo ottavo album solista registrato in studio.  (Foto di Fabrizio Cestari)

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Il cantautore comasco Davide Van De Sfroos (vero nome Davide Bernasconi), 56 anni. «Maader Folk» è il suo ottavo album solista registrato in studio.  (Foto di Fabrizio Cestari)

«È strano che un disco resti a lievitare così a lungo come è successo a questo. Naturalmente quando lo abbiamo completato nessuno immaginava quello che sarebbe successo, anche se rileggendo alcuni testi con il senno di poi vengono quasi i brividi per quelle che sembrano premonizioni involontarie. Si era pronti al consueto giro di concerti, a tutto ciò che normalmente accompagna la pubblicazione di un album e invece...». E invece è trascorso un anno e mezzo, che si aggiunge al periodo di registrazione così che Maader folk, l’attesissimo nuovo lavoro di Davide Van De Sfroos, arriva addirittura a sette anni da Goga e Magoga, ultima opera inedita del cantautore comasco.

Torna Davide Van De Sfroos e si aggrappa alle sue radici folk

L’artista ha presentato questa raccolta di quindici nuove canzoni (che dovevano essere quattordici, poi vedremo cosa è successo) che uscirà venerdì negli store fisici e digitali per BMG / MyNina. Iniziamo dal titolo. «Non riuscivamo a trovarne uno che convincesse tutti», racconta Davide. «Si era pensato a Spaesati, come la canzone che è stata il primo singolo, ma poteva essere fuorviante. Piaceva “La menta e l’ortica”, che è una frase dell’ultimo brano, La vall, come sempre dedicato al vento, ma nessuno mi convinceva davvero». Poi è subentrata la COVID: «L’abbiamo presa tutti in famiglia: io, mia moglie e i miei figli. Cinque malati, per fortuna non gravi. Io stavo abbastanza bene, ma la sera mi saliva la febbre e mi sembrava di delirare. Guardavo il Festival di Sanremo e ho visto un cantante ricoperto di piume e ho pensato “Ecco, sono arrivato: ho le allucinazioni”, ma poi mi hanno spiegato che si trattava semplicemente di Achille Lauro, mi sono tranquillizzato, me ne sono andato a letto e, in sogno mi è apparsa lei, la mamma folk, Maader folk».

Salta subito all’orecchio, infatti, ascoltando questi nuovi brani, realizzati grazie anche alla collaborazione con il produttore Taketo Gohara, una forte impronta folk nel senso lato del termine. «Mi è apparsa questa donna - dice - che mi ha tranquillizzato. Mi ha detto “Non preoccuparti, comunque vadano le cose, resti sempre aggrappato al tuo folk. Hai sempre fatto questo e qualsiasi cosa tu faccia rimane folk, perché tu sei così e io lo so: sono la Madre folk”. Quando mi sono svegliato avevo capito: Maader folk».

LA TRACKLIST DI «MAADER FOLK» (ed. BMG/MyNina)<br />1. Fiaada <br />2. Nel nomm<br />3. Goccia di onda <br />4. L’isola <br />5. Gli spaesati<br />6. El vagabund <br />7. Guanto bianco <br />8. Agata<br />9. Il mitico Thor<br />10. Stella bugiarda<br />11. Hemm imparaa <br />12. Oh Lord, vaarda gio (feat. Zucchero Sugar Fornaciari) <br />13. Reverse <br />14. Tramonto a Sud <br />15. La vall (Il vento e i fiammiferi).
LA TRACKLIST DI «MAADER FOLK» (ed. BMG/MyNina)
1. Fiaada
2. Nel nomm
3. Goccia di onda
4. L’isola
5. Gli spaesati
6. El vagabund
7. Guanto bianco
8. Agata
9. Il mitico Thor
10. Stella bugiarda
11. Hemm imparaa
12. Oh Lord, vaarda gio (feat. Zucchero Sugar Fornaciari)
13. Reverse
14. Tramonto a Sud
15. La vall (Il vento e i fiammiferi).
Il video di «Oh Lord varda gio» interpretato dallo scrittore Mauro Corona

C’è un brano in più, rispetto a quelli previsti se l’album fosse stato pubblicato, come ipotizzato, nella primavera dello scorso anno. «Bloccato, con la voglia di fare ascoltare queste canzoni e l’impossibilità di farlo, ho continuato a lavorarci sopra», spiega Van De Sfroos. «Nel frattempo un mio amico, Lorenzo Vanini, mi ha chiesto se avevo qualcosa da dargli perché potesse giocarci attorno con le sue tastiere e mi sono ricordato di una canzone a cui lavoravo da almeno dieci anni. L’ho riscoperta grazie a lui e ho pensato, grazie a qualche frase in un inglese maccheronico per quella che voleva essere una preghiera laica, ho pensato, anzi, ho sognato di farla ascoltare a Zucchero, che avevo conosciuto dieci anni fa e con il quale sono sempre rimasto in amichevole contatto». Ai tempi di Yanez, infatti, Irene Fornaciari, la figlia di «Sugar», aveva accompagnato Davide nell’avventura sanremese del 2011. «Lui era in giro addirittura con Sting e mi ha chiesto se potevo aspettarlo – ricorda divertito – e gli ho risposto “Secondo te ho altro da fare?”. Non ho osato suggerirgli di cantare nel suo dialetto, ma... lo ha fatto da solo: è stato un regalo bellissimo».

E “Oh Lord varda gio” è il secondo singolo, accompagnato da un videoclip diretto da Dario Tognocchi che vede come interprete Mauro Corona: «È stato un grandissimo regalo anche da parte sua. Non è facile che lui si convinca a partecipare a imprese come questa, ma la canzone, mi ha detto, lo ha emozionato ed era felicissimo». E i concerti? A giudicare dal pienone in piazza Riforma a Lugano per il live di Davide e i De Sfroos ce n’è una gran voglia. «Anche noi abbiamo voglia di portare questi brani sul palco, perché vanno anche rivisti per poterli suonare dal vivo. Bisogna aspettare di capire come saranno i prossimi mesi per un tour teatrale, ma state sicuri che appena sarà possibile la Maader folk abbraccerà tutti».

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La videopresentazione del disco.
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