Tra top e flop, tutte le pagelle della prima serata

Sanremo

Canzone per canzone, tutte le note del nostro inviato al Festival Mauro Rossi

Tra top e flop, tutte le pagelle della prima serata
Keystone.

Tra top e flop, tutte le pagelle della prima serata

Keystone.

SANREMO - Ė stata baciata dal successo di pubblico la prima serata del Festival di Sanremo 2019: sono dati i fai 10 milioni e 860 mila i telespettatori che hanno seguito l’interminabile evento, con uno share del 49,5%. Dati leggermente inferiori rispetto alla stessa serata dell’anno scorso ma che hanno lasciato estremamente soddisfatti gli organizzatori. Anche le canzoni in gara hanno sostanzialmente fatto registrare buoni apprezzamenti. Questi i nostri giudizi in merito, legati ovviamente all’interpretazione di martedì (che per parecchi cantanti non è stata esente da vari problemi) e dunque oggetto di una possibile variazione di giudizio.

ARISA - Mi sento bene
Personaggio simpatico, con una gran voce e che irradia simpatia. La canzone però è davvero brutta. Voto: 2.

LOREDANA BERTÈ - Che cosa vuoi da me
Canzone bella, energica, aggressiva che ci restituisce una delle regine del pop-rock italiano. Bentornata ! Voto 4 1/2.

BOOMDABASH - Per un milione
Dal Salento una ventata di allegria in salsa reggae. Una canzoncina senza pretese ma che farà il botto in radio... Voto: 4.

FEDERICA CARTA & SHADE - Senza farlo apposta
Rappettino che non sa né di carne né di pesce. E interpretazione che non esce dall’anonimato. Voto: 2 1/2.

SIMONE CRISTICCHI - Abbi cura di me
Una ballata intensa a metà strada tra canzone e reading, con un testo profondo e piena di speranza. Un brano che conferma Cristicchi tra i migliori esponenti della canzone d'autore contemporanea. Se non merita la vittoria lui.... Voto: 6.

NINO D’ANGELO E LIVIO CORI - Un’altra luce
D'Angelo ha una gran voce ma stona di brutto; Cori canta bene ma sui toni bassi dimostra parecchi limiti. Il tutto su una canzone non indimenticabile. Voto: 3.

EINAR - Parole nuove
Discreto esempio di quel pop che piace tanto alle radio. A me - onestamente - un po' meno, ma sarà un successo. Voto: 3 1/3.

EX-OTAGO - Solo una canzone
Si definiscono "indie" ma quello che hanno presentato è un normalissimo e modesto pop che strizza l'occhio all'airplay radiofonico. Altro brano non indimenticabile. Voto: 3.

GHEMON - Rose viola
Lodevole esempio fusione tra hip hop e nu-soul, per di più cantando in italiano e con un retro orchestrale. Il risultato, forse è un po' inferiore alle attese, ma è comunque intrigante. Voto: 4.

IL VOLO - Musica che resta
Canzone che probabilmente resterà a lungo nelle chart internazionali a suffragio dell’immagine stereotipata di un’Italia tutta melodramma, romanticismo pizza e mandolini. Io li definisco "ll vecchio che avanza". Un vecchio che però, a giudicare dall'ovazione tributata dall'Ariston, ai tre tenorini, piace anche in patria. A me però no. Voto 2 1/2.

IRAMA - La ragazza con il cuore di latta
Irama è uno degli ultimi fortunati prodotti dai talent. Fortuna destinata ad aumentare con questa sua presenza sanremese. La sua canzone è un pop di buona fattura interpretato e arrangiato con una piacevole sfumatura soul accentuata dalla presenza sul palco di un coro gospel. Sul fronte più pop uno dei più seri candidati alla vittoria. Voto: 5.

ACHILLE LAURO - Rolls Royce
Gran bella canzone, a metà strada tra l’ironia surreale di Rino Gaetano e il Blasco della "Vita Spericolata". Lui però è un disastro a cantare, nonostante ci sia l'autotune a cercare di sorreggerlo. Meglio che si limiti al rap, almeno finché non studia un po' canto. Voto: 2.

MAHMOOD - Soldi
Debuttare a Sanremo esibendosi per ultimo all'una di notte non è facile. Mahmood ha superato il tutto con una grinta davvero invidiabile, una gran voce, una presenza scenica da veterano e un bel brano, che farà strada. Tra i rapper quello che ha convinto di più. Voto: 5.

MOTTA - Dove è l’Italia
Il palco è il medesimo ma passare dal Club Tenco (da lui vinto per due anni di fila) al Festival è uno step davvero impegnativo. Che Francesco Motta compie ottimamente. "Dov'è l'Italia" non è una delle sue canzoni più belle, ma è comunque nella fascia alta. Voto: 4 1/2.

NEGRITA - I ragazzi stanno bene
I Negrita sono una delle ultime grandi rock band italiane. E Pau è uno dei pochi rock singer italici davvero di livello. Bello dunque vederli a Sanremo. Per di più con una canzone interessante. Voto: 4 1/2.

NEK - Mi far trovare pronto
Prodotto pop di livello internazionale con suoni attuali ed un ritornello accattivante. Nek poi, a parte qualche incertezza iniziale, lo canta bene. Si è insomma fatto trovare pronto... Voto: 4.

ENRICO NIGIOTTI - Nonno Hollywood
Un personaggio che, a livello di immagine ricorda tanto Gianluca Grignani, ma con una voce più ruvida. La sua canzone, è toccante e intima, con uno dei testi più belli dell’intera rassegna. Voto 4 1/2.

PATTY PRAVO & BRIGA - Un po’ come la vita
Bella canzone ma affidata ad una coppia decisamente improbabile e che non convince. A penalizzarla anche una panne tecnica che ha ritardato l’esecuzione e alla quale i due hanno reagito da grandi professionisti. Una reazione che tuttavia non basta a garantirgli la sufficienza. Voto: 3.

FRANCESCO RENGA - Aspetto che torni
L’averlo ascoltato per primo penalizza il giudizio. Personalmente la giudico una canzone melodica nella norma, senza infamia e senza lode, ancorché ben interpretata. Da risentire e probabilmente da rigiudicare. 3 1/2.

DANIELE SILVESTRI - Argento vivo
Un piccolo capolavoro in bilico tra d'autore e rap interpretato magistralmente dall’artista romano in coppia con Rancore, uno dei migliori rapper della scena italiana. Almeno da podio. Voto 6.

ANNA TATANGELO - Le nostre anime di notte
Brano archetipo della categoria "canzoni inutili". Ossia magari ben scritte, ben arrangiate e ben cantate ma che se non lasciano nulla e che esistessero non se ne accorgerebbe nessuno. Voto: 2

PAOLA TURCI - L’ultimo ostacolo
Interpretazione viziata da qualche problema di voce (raucedine) e comunque canzone non indimenticabile. Voto: 3.

ULTIMO - I tuoi particolari
Lo scorso anno aveva entusiasmato mettendo in mostra un potenziale grande talento compositivo e interpretativo . Che la canzone con cui si è ripresentato all'Ariston conferma, pur non essendo tra le più belle del suo repertorio. Il pop d'autore, insomma, è vivo! Voto: 5.

ZEN CIRCUS - L’amore è una dittatura
Bella canzone, intensa, anche se l'arrangiamento orchestrale e la poca abitudine del cantante ad un contesto quale quello sanremese, la penalizza un po'. Simpatica ed efficace la coreografia con tamburini e sbandieratori. Voto: 4 1/2.

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