Tutta l’arte della carta

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Da oggi a domenica «WopArt» torna a Lugano in una veste inedita

Tutta l’arte della carta
Uno scatto dell’edizione 2019. ©WopArt

Tutta l’arte della carta

Uno scatto dell’edizione 2019. ©WopArt

È una tre giorni completamente dedicata alle opere d’arte su carta e al loro mercato quella che prende il via oggi, 19 novembre, a Lugano. Già, perché fino a domenica 21 il Centro Esposizioni accoglie WopArt - Work on Paper Fair.

Una formula sperimentale
Dopo l’edizione interamente virtuale del 2020, WopArt si presenta in una veste inedita. «Abbiamo intitolato l’appuntamento “Extra Time Exhibition” in quanto esso anticipa la fiera vera e propria che si terrà nel mese di settembre del 2022» spiega Paolo Manazza, artista ed esperto d’arte ideatore di WopArt. «Volevamo infatti evitare di trascorrere due anni senza marcare il territorio». Dietro alla scelta della formula ci sono degli intenti precisi. «Vogliamo sperimentare il ritorno alla presenza creando dibattiti e facendo incontrare le persone», continua Manazza. «Prima di noi, molte fiere hanno provato a riproporsi nel loro formato pre-pandemico, ma non sono riuscite a ripetere gli stessi numeri perché, da un lato, si deve far abituare di nuovo il pubblico a partecipare a tali manifestazioni e, dall’altro, ci si deve confrontare con la difficoltà di attirare galleristi internazionali in un periodo storico in cui i viaggi e lo spostamento delle merci sono influenzati in modo negativo dalla COVID-19».

Nonostante il chiaro intento di riportare la gente al Centro Esposizioni, gli organizzatori hanno fatto tesoro pure dell’esperienza digitale del 2020. «È vero. Per questa ragione abbiamo deciso di proporre parte dell’offerta anche online», rivela l’ideatore di WopArt. «Ne risulta una sorta di forma ibrida in cui si concede più spazio alla sperimentazione fisica e si affida all’aspetto digitale il compito di invogliare le persone a recarsi in loco».

© WopArt 2019
© WopArt 2019

Tra grandi mostre e realtà locali
Per spingere il pubblico a vivere l’esperienza WopArt dal vivo sono quindi state allestite due esposizioni dall’importante valenza artistica. «Abbiamo deciso di riunire una trentina di stand tra gallerie e fondazioni legate in prevalenza al territorio intorno a due grandi mostre: quella degli acquerelli dello scrittore svizzero Hermann Hesse e quella di alcuni capolavori provenienti dalla collezione della BNP Paribas Swiss Foundation», spiega l’ideatore di WopArt. «Consiglio a chiunque di visitare l’allestimento dello scrittore svizzero in quanto presenta dei lavori inediti che arrivano da collezioni private. Che dire invece della collezione della BNP Paribas Swiss Foundation? È l’occasione per ammirare dei pezzi che solo in pochi hanno il privilegio di poter vedere dal momento che, di solito, non vengono esposti pubblicamente».

Le sorprese non mancano nemmeno nell’area «Talk». «Esatto, in questo spazio abbiamo messo dei disegni realizzati da Gianni Maimeri», rivela Manazza.

Una fiera dal carattere popolare
Spesso quello dell’arte viene visto come un mondo elitario, WopArt, tuttavia, insiste molto sulla sua natura popolare. In una nota stampa gli organizzatori sottolineano infatti come, al contrario di altre forme d’arte che si caratterizzano per prezzi sovente al di là della portata della maggior parte degli acquirenti, le opere su carta vengono vendute a prezzi decisamente più accessibili. A portare un esempio concreto di ciò è lo stesso Manazza. «Ricordo che quattro anni fa a WopArt c’era gente che ha comprato a 10.000/15.000 franchi pezzi di Banksy che adesso ne valgono anche 100.000».

Il tema della fluidità
«Fluidità»: è il tema scelto per l’Extra Time Exhibition 2021 dal nuovo direttore artistico Robert Phillips. Esso ha il compito di legare con un ideale «fil rouge» tutte le iniziative ospitate dai padiglioni della fiera luganese. Il concetto di «fluido, senza ragione d’appartenenza – racconta Phillips – coglie l’essenza del nostro tempo. Così come non è possibile bagnarsi due volte nella stessa acqua, allo stesso modo l’anima dell’arte vive come sospesa nella vita di mezzo».

A spiegare come il tema della fluidità è declinato all’atto pratico è ancora Manazza. «Vogliamo che il percorso espositivo sia fluido, cioè breve e rilassante. A tale scopo abbiamo creato, alla fine del secondo padiglione, un’area “Media & Relax” di circa settecento metri quadrati che contiene un bar, dei divani, un pianoforte a coda e delle piante. In questo spazio il pubblico può passare dei momenti di svago e leggere, per esempio, il Corriere del Ticino».

Non solo esposizioni
Accanto alle esposizioni, WopArt propone, come ogni anno, anche una serie di conferenze e approfondimenti con artisti, curatori, mercanti e storici dell’arte sulla trasformazione del mercato nell’era post-pandemica. Il programma dettagliato e sempre aggiornato è consultabile sul sito della fiera.

Scoprite di più sulle conferenze proposte da WopArt e sugli altri eventi in programma dal 19 al 25 novembre sfogliando AgendaSette n. 46, in allegato oggi al Corriere del Ticino e sempre a portata di clic con l’app CdT Digital.

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