Tutte in streaming le nuove serie tv USA

Piccolo schermo

Le reti generaliste, da RSI a RAI, puntano su successi collaudati e sulle produzioni nazionali

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«La guerra dei mondi», produzione BBC in onda a ottobre su Laeffe.

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«La guerra dei mondi», produzione BBC in onda a ottobre su Laeffe.

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«Chernobyl» andrà in onda su La7.

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«Chernobyl» andrà in onda su La7.

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«The Hot Zone» è ispirato a un fatto reale avvenuto negli anni 80.

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«The Hot Zone» è ispirato a un fatto reale avvenuto negli anni 80.

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Kevin Bacon, Ben Affleck e Matt Damon sono i protagonisti di «City on a Hill».

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Kevin Bacon, Ben Affleck e Matt Damon sono i protagonisti di «City on a Hill».

Stagione d’oro per la serialità televisiva a stelle e strisce. La «cenerentola» di Hollywood è diventata indispensabile: al pubblico e alla macchina produttiva, come il cinema nei suoi momenti migliori. Gli investimenti sono multimiliardari (in dollari): mai state così tante produzioni. Si parla di circa 800. Il mercato è come dopato dal moltiplicarsi delle reti in streaming: Netflix, Amazon Prime, HBO, Max, AppleTv, Disney+ e Hulu sono i competitor più importanti, quelli che hanno ribaltato la scena dello showbiz e che lo segneranno nell’immediato.

Chi paga pegno in questo scenario sono i grandi network televisivi in chiaro. Sono in crisi: da una parte i grandi gruppi di cui sono parte si stanno organizzando per creare la propria tv in streaming; dall’altra i canali tradizionali osano poco e niente, vivono sugli allori. Un panorama «in progress» che già solo tra un anno potrebbe essere nuovamente mutato.

RSI a mani vuote da Los Angeles

Tutto ciò, come è ovvio, si ripercuote anche da noi. RSI annuncia di essere tornata a mani vuote dagli screening di Los Angeles, luogo deputato agli acquisti per l’autunno.

«Tra gli inediti non ce n’erano di davvero interessanti. Gli spazi che possiamo dedicare alla serialità sono limitati e già occupati da serie rodate e apprezzate» dice Gea Montorfani, responsabile acquisti fiction di RSI.

Due esempi per tutti. Di Grey’s Anatomy su La1 è appena finita la stagione 15, negli USA la 16 parte dal 26 settembre, la 17 è già stata messa in produzione; Criminal Minds è arrivata a fine corsa ma la stagione che partirà negli Stati Uniti in inverno, seppure di soli 10 episodi, è la 15: su La1 va in onda la 14 di cui questa sera andrà in onda l’episodio 8 su 15: insomma il palinsesto è coperto per un bel po’. «Di contro – prosegue Montorfani - abbiamo avuto l’indicazione di valorizzare (e doppiare) le fiction svizzere di nostra produzione e quelle europee che hanno nel palinsesto uno spazio fisso».

Alla RAI va il Made in Italy

Che la situazione sia di stallo lo confermano anche in RAI: niente acquisti né novità all’orizzonte. Anche in questo caso meglio il Made in Italy, meglio non rischiare e sfruttare al meglio gli evergreen.

La prova del nove per i due gruppi? I bassi ascolti di nuove serie come il reboot di Streghe, che su Rai2 è stato confinato al pomeriggio, e di Whiskey Cavalier che su RSI La1 non ha convinto il pubblico.

Attenti alle serie-evento

Dopo di che, serie-evento ne possono sempre arrivarne all’ultima ora. Vedi il caso di Chernobyl, appassionante ricostruzione del disastro nucleare del 1986, che sarà evento dell’autunno-inverno su La7. O come Les Misérables, per cui c’è molta attesa (in Gran Bretagna è vista in media da 5 milioni e mezzo di spettatori a episodio): chi se lo accaparrerà? Tratto dal romanzo di Victor Hugo, è una produzione BBC, kolossal in costume, dal grande cast (Dominic West, Lily Collins, Olivia Colman, Derek Jacobi): tutte garanzie di buoni ascolti.

Il doppio binario di Mediaset

Un po’ diverso il discorso per Mediaset: il gruppo del Biscione ha contratti in esclusiva che continuano a fornire in automatico nuove produzioni. Inoltre ha il doppio sfruttamento, pay tv e in chiaro, che aiuta ad ammortizzare i costi.

Tra i titoli di punta il teen drama di fantascienza Roswell, New Mexico (Premium Stories), reboot di una serie cult del 1999, e il poliziesco Strike (a dicembre su Premium Crime) dai romanzi che la J.K. Rowling di Harry Potter firmò con lo pseudonimo di Robert Galbraith.

Se l’ispirazione è la realtà

Così alla fine le novità si vedranno su Sky (di cui Premium è ormai parte): teen drama (Euphoria), superuomini (Watchmen), period drama (Caterina la grande). Tendenza di stagione le serie ispirate a fatti reali. Nell’anno di Chernobyl (è già in onda), The Hot Zone (National Geographic, Sky 403), con Julianna Margulies e Liam Cunningham, è la ricostruzione di come un pugno di scienziati contrastò negli anni Ottanta una pandemia di Ebola, mentre in City on a Hill con Kevin Bacon (Sky Atlantic, Sky 110), Ben Affleck e Matt Damon tornano a collaborare come ai tempi dell’Oscar per Will Hunting per una serie noir sul cosiddetto Boston Miracle, ovvero la lotta per ristabilire la legalità nella capitale del Massachusetts, a fine anni Ottanta corrotta città del crimine.

A dicembre è in arrivo The Loudest Voice con Russell Crowe, Naomi Watts, Sienna Miller, su un famoso scandalo per molestie sessuali che nel 2017 travolse vertici e giornalisti di Fox News. E sono solo i primi di una vera e propria ondata: sono attesi nel 2020 American Crime Story: Impeachment sull’affaire Clinton/Lewinsky e il biopic Genius: Aretha Franklin.

Da segnalare anche il «caso» La guerra dei mondi in duplice e diversa versione: su Laeffe (Sky 135) a ottobre: produzione BBC in abiti edoardiani con Robert Carlyle e Rupert Graves; su Fox (Sky 112) e a novembre ad ambientazione contemporanea con Gabriel Byrne e Elizabeth McGovern.

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