«Un cinema non è un bar, non basta il “pronti, via“»

Riapertura

Al momento mancano film nuovi, bisognerà aspettare che l’industria cinematografica si rimetta in piedi e molto dipende dall’Italia, ci racconta Luca Morandini della Morandini Film Distribution - Intanto ci si prepara alle proiezioni estive all’aperto

«Un cinema non è un bar, non basta il “pronti, via“»
© CdT/Archivio

«Un cinema non è un bar, non basta il “pronti, via“»

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«È una buona notizia! Pian piano si va verso la riapertura». Dopo la comunicazione odierna del Consiglio federale riguardo alla riapertura dei cinema a partire da lunedì 19 aprile, la prima reazione di Luca Morandini, gestore delle sale di Mendrisio e distributore della Morandini Film Distribution, è di soddisfazione. Ora però c’è ancora tanto lavoro da fare, «un cinema non è come un bar che pronti, via: si può riaprire». «Per riprendere con ritmi normali serve la riorganizzazione del settore a livello internazionale», spiega Morandini. «Bisognerà capire come reagirà l’industria, cosa uscirà e quando saranno pronti i film. Inoltre noi in Ticino siamo anche legati alle riaperture in Italia: è la nazione della cultura di riferimento anche per noi sia per la produzione sia per il doppiaggio e dobbiamo quindi capire quando ripartirà oltre frontiera per avere maggiori informazioni sui prodotti che saranno disponibili». Se non ci saranno nuove ondate e chiusure, insomma, la filiera potrà riprendere a pieno ritmo solo a partire da settembre, precisa ancora il distributore ticinese.

Fino ad allora si navigherà a vista e bisognerà capire passo per passo come muoversi, «ma di certo non ci saranno due film in uscita alla settimana». Quello che si sa è però che «da giugno sicuramente ripartiranno i cinema open air nei vari comuni ticinesi, una proposta che è sempre piaciuta tantissimo e che già ora permette di organizzare eventi con 100 persone. E chissà, per allora magari se ne potranno far entrare anche 300 come la scorsa estate», conclude Morandini.

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