Concerti

Un maestoso ed emozionante inno alla musica

L’esecuzione della «Nona» di Beethoven da parte dell’OSI affiancata da ben 200 coristi provenienti dai principali cori della Svizzera italiana ha chiuso domenica sera in modo trionfale il «Ludwig van Festival»

Un maestoso ed emozionante inno alla musica
Servizio fotografico e video immagini di Gabriele Putzu.

Un maestoso ed emozionante inno alla musica

Servizio fotografico e video immagini di Gabriele Putzu.

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Alcune immagini della serata di domenica al LAC.

È finito con una standing ovation e oltre sette minuti di scroscianti ed entusiasti applausi il «Ludwig van Festival», la tre-giorni che l’Orchestra della Svizzera italiana ha dedicato a Beethoven e alle sue cinque sinfonie contrassegnate da numerazione dispari: la «Prima» che nel 1800 segnò l’approccio del compositore a questo tipo di composizione e la «Terza» (detta anche «Eroica») eseguite venerdì sera; la celebre «Quinta» e la poco conosciuta ma affascinante «Settima» proposte sabato e la maestosa «Nona» che domenica sera l’OSI ha interpretato in una cornice degna dell’importante partitura. Ovvero con un organico rinforzato e un impianto scenografico di grande effetto con l’orchestra in buca e il palco interamente dedicato ai duecento coristi provenienti da una dozzina di corali ticinesi (Coro delle Rocce, Coro Luganese, Coro operistico di Mendrisio, Coro Benedetto Marcello, Coro S. Teresa Viganello, Coro S. Stefano Tesserete, Coro Tersicore, USI Voices, Cora Val Genhzana Massagno, Ensemble Thalia, Gruppo Cantemus, Coro Lauretano e Vus da Canöbia) che, assieme a quattro solisti, hanno animato il quarto movimento comprendente il celebre Inno alla gioia.

Il Coro dei cori che domenica sera ha accompagnato l’OSI.
Il Coro dei cori che domenica sera ha accompagnato l’OSI.

Ed è stato proprio questo il momento più toccante dell’intera serata, gestito in modo magistrale da un Markus Poschner particolarmente ispirato e a proprio agio in questo faraonico ma affascinante consesso a conferma del suo grande feeling con le partiture del compositore di Bonn.
Un grande successo, insomma, che avrebbe potuto essere ancora più ampio se, come nelle originali intenzioni degli organizzatori, l’esecuzione della «Nona» fosse avvenuta non nella sala del LAC ma nell’antistante piazza Luini. «Sono sicura che sarebbero arrivate parecchie migliaia di persone trasformando il concerto in uno degli open air più suggestivi dell’intera stagione ticinese», ci ha confidato la responsabile dell’OSI Denise Fedeli. Il maltempo però ha deciso altrimenti costringendo l’orchestra ad una ritirata strategica entro le mura del centro. «Però abbiamo cercato di rimediare allestendo un grande schermo nella hall del LAC così da permettere al maggior numero di appassionati di assistere all’evento», ha continuato Fedeli.

Centinaia di persone che non hanno trovato posto in sala hanno potuto seguire la «Nona» su grande schermo nella hall del LAC.
Centinaia di persone che non hanno trovato posto in sala hanno potuto seguire la «Nona» su grande schermo nella hall del LAC.

Maltempo a parte, che ha rovinato il previsto «open air», per Denise Fedeli la rassegna è stata un successo straordinario. «Speravo che il pubblico rispondesse bene, ma tre serate sold out e l’entusiasmo mostrato durante tutte le esecuzioni sono stati ben oltre le aspettative. È un premio sia alla bontà del progetto ma anche agli sforzi compiuti dall’Orchestra. L’esibizione con i duecento coristi è stata poi una delle cose più belle cui ho assistito negli ultimi anni: una grande operazione sinergica, gestita magistralmente da Poschner e assolutamente da ripetere».

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