Un malinconico e divertente addio

Lucky, l'ultima interpretazione di un grande Harry Dean Stanton

Un malinconico e divertente addio
Harry Dean Stanton

Un malinconico e divertente addio

Harry Dean Stanton

Lucky per molti è il vincitore morale dell'ultimo Festival del film di Locarno. È piaciuto alla critica, è piaciuto al pubblico. E il palmarès principale lo ha clamorosamente ignorato. Solo la Giuria ecumenica ha avuto la sensibilità di assegnargli il suo riconoscimento. Diretto dallo statunitense John Carroll Lynch, attore caratterista di lungo corso qui al riuscito debutto alla regia – è stato il killer di Zodiac e l'inquietante clown di American Horror Story – Freakshow – è un piccolo film, divertente e commovente. Ma è incentrato sul volto scavato di un grandissimo Harry Dean Stanton, scomparso nelle scorse settimane, che interpreta un personaggio che è stato scritto proprio pensando a lui. Poche parole, tempi dilatati, personaggi surreali. Non inventa nulla Lucky, queste cose le abbiamo già viste in tantissimi film indipendenti. Ma qui, a differenza di troppe altre volte, hanno un senso. Lucky è un novantenne che vive in un paesino del sud ovest degli Stati Uniti. Un'ambientazione alla Paris Texas tanto per citare uno dei film più noti di Stanton. È attaccato alla sua routine, ai suoi rituali. Gli esercizi mattutini, i cruciverba e i giochi a premi in tv, le mille sigarette che fuma, le lunghe passeggiate. Un solitario spigoloso, con una visione del mondo tutta sua, che in realtà è amato da tutta la stramba comunità, un gruppo di amici che con lui si ritrova al Diner's o in un locale notturno della cittadina. Nel cast ci sono amici reali di Stanton, come David Lynch e Tom Skerritt,. E una galleria di personaggi come il fidanzato della padrona del night con la sua parola-mantra che tutto riassume: «'ngaz». Lucky si confronta con la grande verità, la sua vita sta finendo. Il film evoca sì la morte, ma è tutt'altro che triste, anzi è divertente. E segue il suo splendido protagonista con affetto e tenerezza palpabile, fino a un finale autenticamente poetico.

Il trailer originale
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