Venditti, poeta della musica e della vita

Concerto da antologia del cantautore romano ieri sera al Palacongressi tutto esaurito - Questa sera il bis sempre a Lugano con gli ultimi biglietti disponibili - FOTO E VIDEO

Venditti, poeta della musica e della vita

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Venditti, poeta della musica e della vita

Venditti, poeta della musica e della vita

LUGANO - Due ore e un quarto tra canzoni e racconti di momenti del suo incredibile percorso artistico. Antonello Venditti a 69 anni ha riconfermato ieri sera al Palacongressi di Lugano, gremito come non spesso accade, di essere una delle certezze e delle eccellenze della musica d'autore, italiana ma non solo, un monumento vivente che niente e nessuno riesce a scalfire.

Si trattava di ricordare i 40 anni di "Sotto il segno dei pesci" che ha rappresentato la sua svolta musicale e poetica. Probabilmente il suo disco più importante tanto che la prestigiosa rivista Rolling Stone lo inserisce tra i 100 migliori album italiani di sempre. Per l'inizio di un concerto che senza timore si può definire meraviglioso non poteva che scegliere il pezzo che dà il nome al lavoro di cui si festeggiava l'anniversario della pubblicazione. A cui ha voluto aggiungere "Bomba o non bomba" e la tenera "Sara" ("che non si è mai sposata ma ha avuto tre figli"). Donne sempre protagoniste con "Marta", "Giulia" e la straziante "Lilly", in una versione da pelle d'oca eseguita da lui solo al pianoforte, in quanto la droga è uno dei temi che ha trattato nei suoi lavori e di cui ha parlato anche ieri sera rivelando che ai tempi il problema era drammatico, coinvolgendo anche alcuni componenti della sua band di allora.

Ma poi è tornato l'amore, quello che non c'è più con "Dimmelo tu cos'è" che parla della fine del suo matrimonio in seguito ad un suo tradimento non perdonato e allora chiede se in sala ci sia una donna che vive ancora con colui che l'ha tradita. Si alza una signora e lui la invita a salire sul palco e dopo un caloroso abbraccio canta con lei vicina. Non nasconde il suo orgoglio per aver scritto "una canzone che è rimasta"; "Che fantastica storia è la vita", dove in anticipo sui tempi tocca anche il dramma degli immigrati, sempre declinato al femminile, parlando di una ragazza che si chiama Aicha ("come una canzone, sono la quarta di tremila persone, su questo scoglio di buona speranza, scelgo la vita, l'unica salva"). Apoteosi finale con tutti in piedi a cantare "In questo mondo di ladri" e suggello ad una serata indimenticabile con "Ricordati di me". Ma uno come Antonello Venditti nessuno lo dimenticherà mai in quanto rende poesia la musica e la vita.

Ricordiamo che questa sera alle 21, sempre al Palacongressi, Venditti farà una seconda data del suo concerto "unplugged". 

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