«Voi non mi conoscete, ma avete scelto di amarmi»

Zurigo

Sharon Stone ha conquistato tutto e tutti al Film Festival, dove ha ricevuto il Golden Icon Award

«Voi non mi conoscete, ma avete scelto di amarmi»
© KEYSTONE/Ennio Leanza

«Voi non mi conoscete, ma avete scelto di amarmi»

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«Voi non mi conoscete, ma avete scelto di amarmi»

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«Voi non mi conoscete, ma avete scelto di amarmi»

«Voi non mi conoscete, ma avete scelto di amarmi»

«Voi non mi conoscete, ma avete scelto di amarmi». Sharon Stone ha incantato la platea in occasione del Film Festival di Zurigo (ZFF), dove è stata insignita del Golden Icon Award.

La frase è stata preceduta da un discorso più lungo e articolato, in cui l’attrice e attivista statunitense ha collegato il suo lavoro sul set con il suo impegno umanitario. «Basta amarsi, poi tutto funziona meglio» ha aggiunto. L’attrice, che è diventata la quinta donna di fila a ricevere il Golden Icon Award, si è goduta il bagno di folla prima di entrare in sala e un lungo, lunghissimo applauso una volta entrata al Corso. La Stone si è presa tutto il tempo necessario, rivolgendosi direttamente ad alcuni fan e, parallelamente, guardando negli occhi la stampa durante la conferenza.

Un giornalista le ha chiesto quale consiglio darebbe alle giovani generazioni. «Non possiamo avere successo senza fallire», ha risposto la star, ribadendo che sì, nonostante la fama e una carriera invidiabile ci sono stati (anche) grandi fallimenti. Ed è proprio da essi che, appunto, sono poi nati meravigliosi successi. Dei suoi ruoli, beh, ancora oggi è molto orgogliosa. In Basic Instinct la Stone ha interpretato una scrittrice senza scrupoli, nella commedia The Muse una figlia di Zeus e in Antz ha prestato la sua voce a un personaggio.

Allo ZFF è stato proiettato in suo onore Casino, pellicola del 1995 che la Stone ha detto di non aver mai visto dalla sua uscita. Nel dramma criminale di Martin Scorsese interpreta la moglie di Sam «Ace» Rothstein (Robert De Niro) in una Las Vegas dominata dalla mafia.

Diritti uguali per tutti
La Stone ha dato l’impressione di essere rilassata. Anche quando ha parlato del significato di Casino davanti alla stampa riunita. E di come, con questo film, il suo più grande sogno («Sedersi un giorno a un tavolo con Robert De Niro e riuscire a stargli dietro») si sia realizzato. Ma anche di come da questa esperienza siano nate amicizie durature - con il regista Scorsese, per esempio. O anche con il collega attore James Woods, che stima molto come persona «mentre odio le sue idee politiche».

L’attrice, d’altra parte, è diventata molto seria quando si è trattato di argomenti riguardanti il suo lavoro di attivista: femminismo, razzismo e discriminazione basata sull’orientamento sessuale. «È scandaloso che non tutte le persone abbiano gli stessi diritti», ha ripetuto più volte la Stone.

L’ictus, vent’anni fa
Le sue esperienze come attrice, il suo attivismo e il suo impegno nella lotta contro l’AIDS fanno parte della vita movimentata che la Stone ha ricordato durante la sua sortita zurighese. Ma c’è stato spazio anche per il suo ictus vent’anni fa, che le è quasi costato la vita. Un’esperienza toccante che l’ha spinta a scrivere le sue memorie (The Beauty of Living Twice). «La mia lezione? Scoprire il miracolo in ogni singolo giorno», ha continuato. L’ictus fu anche il momento, ha detto, in cui si rese conto che non avrebbe più tollerato cose che prima aveva tollerato contro la sua volontà.

Poco prima che il libro fosse pubblicato all’inizio dell’anno, alcune persone si sono separate da lei. La sua agenzia, per esempio («Credo che non volessero sentire quello che avevo da dire»). «Ma ho notato che con un agente non ricevevo nessuna offerta e senza un agente ne ho ricevute improvvisamente da sei a dieci alla settimana».

Una donna forte, anche nell’elaborare il lutto. A fine agosto, l’attrice aveva annunciato sui social la morte del suo nipotino River. Aveva lasciato in fretta e furia Venezia per stare vicino al fratello e a sua moglie, nella speranza di un miracolo.

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