LETTERATURA

Addio a W. S. Merwin, il poeta premio Pulitzer che esaltava la natura

Considerato uno dei più grandi poeti americani contemporanei è morto ieri all’età di 91 anni

Addio a W. S. Merwin, il poeta premio Pulitzer che esaltava la natura
(Foto Keystone)

Addio a W. S. Merwin, il poeta premio Pulitzer che esaltava la natura

(Foto Keystone)

NEW YORK - Lo scrittore statunitense William Stanley Merwin, considerato uno dei più grandi poeti americani contemporanei, alfiere di una poesia pacifista ed ecologista, autore di versi elegiaci sulla natura, profondamente influenzati dal pensiero buddista, è morto ieri all’età di 91 anni.

L’annuncio della scomparsa, avvenuta nel sonno, nella sua casa alle isole Hawaii, è stato dato dal suo editore Copper Canyon Press e dalla Merwin Conservancy, un’associazione ambientalista fondata dallo stesso poeta. Nel 1970 Merwin, lasciata New York, si trasferì in una ex piantagione di ananas, in cima al vulcano spento Haleakala, sulla costa nord-est dell’isola di Maui (Hawaii), dove si è battuto per la difesa delle foreste pluviali.

Autore di oltre 20 libri di poesia - nei suoi versi ricorrente è la condanna della guerra e la critica all’industrializzazione - Merwin ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui due volte il Premio Pulitzer per la poesia (nel 1971 e nel 2009), il Tanning Prize, riconoscimento conferito dall’Academy of American Poets, e la Golden Wreath della Struga Poetry Evenings. Nel 2010 la Library of Congress di Washington nominò Merwin diciassettesimo ‘Poeta Laureato’ degli Stati Uniti, successore di Kay Ryan.

Nato a New York il 30 settembre 1927, dopo gli studi alla Princeton University Merwin ha trascorso molti anni in Europa, soprattutto in Inghilterra e nella Francia meridionale, dove ha approfondito il suo interesse per il passato, in particolare per la mitologia classica e la tradizione medievale. Il suo primo volume di versi, «A mask for Janus», apparve nel 1952 con una prefazione di W. H. Auden che salutò in lui «il nuovo poeta mitologico» mettendone in luce lo stile gnomico, allusivo e misterioso.

La ricchezza d’immagini e la padronanza delle forme poetiche, già evidenti nella prova d’esordio, trovarono immediata conferma nelle successive raccolte, prossime al formalismo post-eliotiano: «The dancing bears» (1954) e «Green with beasts» (1956), ispirate al profondo interesse di Merwin per gli animali; «The drunk in the furnace» (1960); «The moving target» (1963); «The lice» (1967), che rimanda a un frammento di Eraclito su Omero; «The carrier of ladders» (1970), con il quale si aggiudicò il premio Pulitzer.

Più vicine alla poesia «confessionale» di Robert Lowell e Sylvia Plath le raccolte «Writings to an unfinished accompaniment» (1973) e «The compass flower» (1977), dove Merwin manifesta una tendenza a rendere più quotidiani i riferimenti mitici.

La vicenda della guerra del Vietnam lo ha poi spinto verso problematiche quali l’antimperialismo, il pacifismo, l’ecologismo, che costituiscono il materiale della sua riflessione da «Finding the islands» (1982) a «Opening the hand» (1983), «The rain in the trees» (1988), «Travels» (1993), fino alla raccolta «The vixen» (1996) e alla storia poetica delle Hawaii di «The folding cliffs» (1998). Tra le successive opere poetiche: «The river sound» (1999), dichiarato dal New York Times uno dei più importanti libri dell’anno; «The pupil» (2001); «Migration: new & selected poems» (2005), con cui ha vinto il National Book Award per la poesia.

Traduttore da varie lingue, Merwin è stato anche autore di testi teatrali (»The bait», 1953; «The image maker», 1985) e di numerosi scritti in prosa: «The miner’s pale children» (1970); «Houses and travellers» (1977); «Unframed originals» (1982); «Regions of memory: uncollected prose» 1949-82 (1987); «The lost upland: stories of Southwest France» (1992); «The Mays of Ventadorn» (2002); «The ends of the Earth» (2004).

Nel 2013 è stato il primo vincitore del Premio letterario polacco «Zbigniew Herbert». Tra l’altro ha tradotto il Purgatorio di Dante, i drammi di Euripide e di Federico Garcia Lorca, poesie di Neruda e Mandelstam.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Cultura e Spettacoli
  • 1