Quinta edizione

Con Orme Festival
nel segno dell’inclusione

Artisti con e senza disabilità fra teatro e danza dal 30 maggio al 2 giugno a Lugano

Con Orme Festival <br />nel segno dell’inclusione
Happy Island. (Foto Julio Silva Castro)

Con Orme Festival
nel segno dell’inclusione

Happy Island. (Foto Julio Silva Castro)

Con Orme Festival <br />nel segno dell’inclusione
Ma vie sans bal. (Foto Jean Noël Enilorac)

Con Orme Festival
nel segno dell’inclusione

Ma vie sans bal. (Foto Jean Noël Enilorac)

Con Orme Festival <br />nel segno dell’inclusione
In attesa di un buon momento, spettacolo dei Giullari di Gulliver.

Con Orme Festival
nel segno dell’inclusione

In attesa di un buon momento, spettacolo dei Giullari di Gulliver.

LUGANO - L’inclusione non avviene con noi che andiamo verso persone «diverse» e rendiamo loro accessibile il mondo. Per Emanuel Rosenberg e Laura Cantù di TeatroDanzabile, avviene invece avvicinandosi piano piano gli uni agli altri: là, dove ci si trova a metà strada, quello è un mondo inclusivo. Inclusione come percorso che coinvolge tutti, inclusione come parola chiave di Orme, Festival internazionale di arti inclusive, unico nella Svizzera italiana, nel quale si esprimono compagnie professionali di teatro e di danza composte da artisti con o senza disabilità. Una manifestazione che si inserisce nell’ampio discorso culturale dell’incontro delle diversità e che giunge alla sua quinta edizione dal 30 maggio al 2 giugno, a Lugano allo Studio e al Teatro Foce e quest’anno anche al LAC.

Nato nel 2012 dall’impegno di TeatroDanzabile e dell’Associazione Inclusione Andicap Ticino diretta da Marzio Proietti, Orme Festival è dal 2015 parte della rete nazionale Integrart, sostenuta e promossa dal Percento Culturale Migros che comprende oltre alla manifestazione luganese anche i festival BewegGrund di Berna, WildWuchs di Basilea e Outof The Box di Ginevra. Insieme, le rassegne scelgono diversi spettacoli internazionali che vengono proposti in tutti e quattro i festival. Quest’anno la rassegna luganese è stata insignita anche del marchio «Cultura inclusiva», dall’omonimo servizio di ProInfirmis, che promuove l’inclusione durevole delle persone con o senza disabilità.

«Fragilità», «dignità» e «autodeterminazione» sono le parole chiave di questa edizione che si aprirà con Talenti Imprevedivili (30 maggio ore 19 allo Studio Foce), spettacolo di danza con alcuni studenti di danza contemporanea e danzatori diversamente abili. Al Teatro Foce alle 21 sarà la volta di In fondo agli occhi, spettacolo teatrale di Gianfranco Berardi, attore non vedente e Premio UBU nel 2018 come migliore attore/ performer che affronta il tema della cecità, sia quella personale che della società. Meet Fred, spettacolo di teatro di figura - 31 maggio alle 17 al Teatro Foce - dell’inglese Hijinx Theatre, racconta indirizzandosi in particolare alle scuole la lotta quotidiana contro i pregiudizi di un pupazzo di stoffa. Il LAC, sempre il 31 maggio alle 20.30, ospiterà invece Happy Island. Opera della coreografa, regista e performer madrilena La Ribot e della compagnia portoghese Dançando com a Diferença, è una coregorafia per cinque ballerini con disabilità che si fonde con film retroproiettato durante tutto lo spettacolo, a creare uno sfasamento temporeale di immagini all’insegna della visione, dell’utopia e dell’immaginazione.Sempre in ambito di danza al Teatro Foce ecco poi il 1. giugno dalle ore 20 due assoli femminili, diversi ma entrambi potenti. Une bouche della francese Lila Derridj mette al suo centro la fragilità del corpo. Solo for Maria della danzatrice mozambicana Maria Domingos Tembe narra storie di donne tra felicità, società e violenza. Denso il programma della giornata conclusiva del 2 giugno che si apre alle 14 al Teatro Foce con In attesa di un buon momento, dei Giullari di Gulliver, sull’ascolto e sulla necessità di trovare un linguaggio comune. Ma vie sans bal è il titolo della conferenza danzata di Eric Languet - già ballerino classico dell’oera di Parigi ed etoile e coreografo residente del Royal New Zeland Ballet - e Magaly Saby sul significato della danza integrata che con la loro compagnia Danses en l’Ir, praticano sull’Isola della Reunion e nel mondo. Con il TeatroDanzabile la Discobalera Baldanza, momento gioioso e integrativo pensato davvero per tutti, incontrerà Bal Divers dove due coreografie di circa tre minuti - una ad opera di Languet l’altra della ticinese Beat’em up Crew - vengono insegnate ai presenti (Studio Foce ore 16.45, entrata libera). Alle 21.30 allo Studio Foce il documentario Sei registi - Una repubblica, racconta infine dell’esperimento teatrale della blasonata compagnia zurighese Theater Hora, in cui, per la prima volta artisti con «disabilità mentale» sono stati anche registi.

Completano l’offerta di Orme Festival una mostra nel foyer del Focerealizzata con allievi decoratori del CSIA, in cui i giovani immaginano una società inclusiva, due laboratori per le scuole elementari al LAC (Facile a rompersi) e al Foce (Micromacro) e la masterclass dell’insegnante sudafricana di danza inclusiva Nadine McKenzie. Senza dimenticari gli incontri informali che seguiranno a ogni spettacolo. Il programma completo su www.ormefestival.ch. Prevendite su biglietteria.ch e per lo spettacolo Happy Island su ticketcorner.ch.

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