Narrativa

Elia Contini indaga sulla Greina

Nel nuovo giallo di ambientazione ticinese scritto da Andrea Fazioli

Elia Contini indaga sulla Greina
Andrea Fazioli è nato a Bellinzona nel 1978. (fotogonnella)

Elia Contini indaga sulla Greina

Andrea Fazioli è nato a Bellinzona nel 1978. (fotogonnella)

Lo scrittore Andrea Fazioli, nato a Bellinzona nel 1978, è uno dei più apprezzati autori del genere poliziesco, e già vincitore di alcuni Premi di narrativa. Nel suo ultimo romanzo, Gli svizzeri muoiono felici ( Guanda, 2018), egli cavalca una tecnica di scrittura consolidata, e torna a eleggere Elia Contini, un piccolo detective privato, metodico e geniale, che abita a Corvesco, fittizio paesino del nostro Cantone, e che nutre la passione per il jazz e i cantautori francesi. Già lo abbiamo visto fare luce su casi intricati, e la sua prima apparizione risale al 2005 nel romanzo Chi muore si rivede. L'indagine, delicata e complessa, ne Gli svizzeri muoiono felici (titolo larvatamente ironico), si risolve piuttosto nell'esplorazione dell'animo umano, e pone una questione esistenziale davvero cruciale: che cos'è la felicità? In quale modo si può raggiungere?

Nella vita accadono talora eventi, contrassegnati da una tragica fatalità o da impulsi ingovernabili, che scandiscono in taluni soggetti una drammatica cesura, per cui nulla potrà tornare a essere come prima. Così c’è chi si trascina sino alla tomba un segreto, inconfessato persino a se stesso, e convive con il peso di una tremenda verità gelosamente custodita nel proprio intimo; e chi nutre un atavico desiderio di rivalsa, e attende solo il momento propizio per attuarlo. È questo il destino, ne Gli svizzeri muoiono felici, di certe creature, vittime e insieme carnefici, che si muovono in uno scenario quasi surreale, sospese fra le ombre del passato e i timori del presente. Il romanzo è un noir raffinato, dalle tinte malinconiche, contraddistinto da un’analisi introspettiva dei caratteri, e da una immancabile dose di suspence, destinata ad accrescersi nell’epilogo.

Due cari amici di vecchia data camminano sull'altopiano della Greina fra le montagne svizzere, ripercorrendo un itinerario a loro noto sin dalla più tenera età. Il romanzo si apre con uno squarcio naturalistico, in cui pare proprio di respirare a pieni polmoni l’aria sopraffina delle Alpi: «La nebbia nascondeva le montagne, mentre la pioggia sottile, insidiosa, aumentava la forza dei torrenti. Due uomini marciavano in silenzio, battendo i piedi sul terreno fradicio. Risalirono il canyon, si fermarono a cercare il sentiero. [...] Ci sono luoghi in cui la purezza e la maestà della natura cancellano il mondo. [...] Nella marcia si abbandona ogni rimpianto, ogni dissidio, ogni tristezza». Chi sono i due amici che intraprendono il faticoso cammino sull’altopiano? L’uno si chiama Eugenio Torres, stimato medico, benefattore e spirito libero, nel cui cuore alberga l'amore per l'Africa, per le sconfinate distese e le riarse dune del Sahara; l’altro è un avvocato affermato, Carlo Farinelli, il quale rivela un segreto inaccettabile, destinato a sconvolgere l'esistenza sua e dell’amico. Il romanzo parte da qui, da una rivelazione inaspettata, foriera di una spirale di eventi tragici e sorprendenti.

Elia Contini indaga sulla Greina

I due figli del Torres, Enea e Annika, intendono fare luce sulle circostanze misteriose della scomparsa del loro genitore, assecondando un’urgenza dell'anima, un bisogno primordiale, che, se a lungo repressi, possono emergere con maggiore forza e intensità. Infatti, di fronte a un lutto, per quanto doloroso possa essere, l’animo umano, rassegnandosi, trova la forza di acquietarsi; non altrettanto avviene in presenza di una sparizione imprevista o di un abbandono immotivato. In tal caso, si vaga costantemente alla ricerca della verità, finché non la si abbia trovata. Così, i due fratelli assoldano il detective Elia Contini, che, vinte le iniziali riluttanze, accetta di condurre l’indagine, mosso da un sentimento di immedesimazione nella vicenda. Quella dei due fratelli è una decisione tardiva, quasi inspiegabile, che giunge solo dopo venti lunghi anni, all'indomani della morte della loro madre, Sara, personaggio ambiguo su cui gravano inconfessate zone d’ombra. Ma dum vita est, spes est, tutto è ancora possibile; e forse il Torres sarebbe vivo e vegeto in qualche angolo del pianeta. Del resto, neppure manca qualche esempio ad alimentare questa speranza: non erano trascorsi forse proprio venti anni da quando Wakefield, il pacato signore londinese, protagonista del romanzo di Nathaniel Hawthorne, sparendo dalla circolazione, fece ritorno a casa, poco prima di morire?

Elia Contini indaga sulla Greina

L’indagine assume nuovi risvolti, allorché vi subentra un giovane migrante del popolo dei tuareg, Moussa ag Ibrahim, recante le prove che il medico è ancora in vita e necessita di aiuto (secondo alcune testimonianze, il Torres sarebbe fuggito nel Sahara con qualche suo protetto). Dalla collaborazione piuttosto casuale dei due investigatori (il Contini e l’uomo del deserto), si origina il tema dell’altro, del diverso, che da sempre affascina e sconvolge il nostro immaginario. Sono posti a confronto due mondi, e non solo geografici: lo scrittore assume il punto di vista di Ibrahim, l’africano di tradizione musulmana, che tenta di comprendere la Svizzera e la cultura occidentale, per addivenire a una recondita affinità con le sue origini: «Moussa pensò che in un certo senso la Svizzera assomigliava al Sahara. Era una nazione piccola, rispetto al Niger, ma tutte quelle montagne, quei ghiacciai, quelle rocce erano come un deserto accartocciato e ripiegato su se stesso». Dall’indagine congiunta di Contini e di Ibrahim ecco originarsi la matassa delle testimonianze, degli accadimenti, degli indizi rivelatori; ci si imbatte in lunghi sospiri e silenzi, in angosciose attese e reticenze, in ancestrali desideri di fuga, di morte, di vendetta. E poi rinveniamo una lettera crittografata, un’incisione scavata nella roccia, un messaggio in codice nell’arcaico idioma delle tribù berbere: tutti elementi che rinviano a un’ipotesi, e che additano una pista da seguire.

Il romanzo intende far emergere la necessità di sondare la misteriosa cortina dell’ignoto e di rischiarare il buio conoscitivo che avvolgono troppo spesso la realtà e le nostre coscienze.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Cultura e Spettacoli
  • 1