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Esperienze a tutto campo con il LongLake 2019

Dal 28 giugno al 4 agosto torna la manifestazione che anima il centro cittadino - Chiapparino: «C’è chi decide di spostare le proprie vacanze, perché in luglio a Lugano c’è poco da annoiarsi»

 Esperienze a tutto campo con il LongLake 2019
(Fotogonnella)

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 Esperienze a tutto campo con il LongLake 2019
(Foto Maffi)

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 Esperienze a tutto campo con il LongLake 2019

Esperienze a tutto campo con il LongLake 2019

«Se c’è qualità, le proposte non sono mai “troppe”», così Roberto Badaracco, capo Dicastero cultura, sport ed eventi della Città sgombra il campo dalle eventuali polemiche sulla massa di proposte della 9. edizione del LongLake Festival che dal 28 giugno al 4 agosto animeranno il centro cittadino ma non solo. Come spiega Claudio Chiapparino, direttore Disione eventi e congressi e anima del LongLake, quest’anno sarà inutile cercare un’opera d’arti che connoti la manifestazione: il «segno» sul territorio sarà la struttura di Lugano Marittima, nella zona della Foce, che per tre mesi punta a diventare un punto d’incontro aperto a tutti. Per il resto, la calda estate luganese si articolerà, come gli anni scorsi, attorno a cinque festival tematici che occupano i cinque weekend estivi, mentre le attività a lungo termine, che si protraggono per tutto il periodo, sono classificate sotto l’etichetta di «Experience». Esperienze che spaziano dalla danza al cinema, dalla musica (classica, folk e world) alle attività per famiglie, dall’Urban Art allo sport. Dopo la partenza col botto con il concerto in piazza della Riforma di Francesco De Gregori & Orchestra organizzata insieme a LuganoInScena (28.6), il weekend successivo sarà dedicato alla 41. edizione di Estival Jazz (4-6.7), spazio alle parole e ai mondi che esse veicolano dal 5 al 14 luglio con il Wor(l)d Festival, mentre dal 17 al 21 torna quello che è un po’ l’evento-simbolo del LongLake: il Lugano Buskers Festival che punta a instaurare un contatto diretto tra pubblico e artisti di strada. Più «appartato» ma estremamente interessante il Roam Festival, dedicato alla musica alternativa e indie pop che dal 25 al 27 luglio punta su nomi come Metronomy, Apparat, White Lies, Giorgio Poi ed Alex Neri.Il finale ruota come sempre attorno all’appuntamento con la Festa nazionale, inglobando anche il tradizionale spettacolo pirotecnico del 1. agosto. Ma chi più ne ha più ne metta: il programma completo del LongLake Festival 2019 si può consultare su www.longlake.ch.

Esperienze a tutto campo con il LongLake 2019
L'intervista a Claudio Chiapparino

«C’è chi decide di spostare le proprie vacanze, perché in luglio a Lugano c’è poco da annoiarsi»

Partiamo dalla novità di quest’anno: Lugano Marittima, un luogo pensato anche per ospitare eventi imprevisti?
«Sì, perché puntiamo a far vivere anche una “vita di piazza”, nonostante si dica che da tempo le piazze non esistano più. Proviamo a trasformare dei non luoghi in luoghi dove qualcosa può succedere. La location di Lugano Marittima già di per sé merita, ma è un po’ come tutto il lungolago: una vetrina davanti alla quale la gente passeggia ma non è detto che si fermi. Questo luogo per noi quindi è una sfida enorme ma pensiamo possa funzionare proprio perché l’arredo che abbiamo scelto è molto semplice, familiare e e spingerà la gente a fermarsi, ad usarlo. Se non dovesse funzionare, saremmo molto preoccupati per Lugano, senza dimenticare che questo progetto fa parte della nostra voglia di ampliare il centro cittadino, da una parte alla Foce, dall’altra al Belvedere, un ampliamento che con nostra sorpresa pare funzionare».

Sfruttare le tante location mai davvero sfruttate di Lugano fa parte da sempre della filosofia del LongLake?
«In termini un po’ astratti si potrebbe dire che ci interessa vedere l’impatto che la cultura può avere sul sociale, inteso in senso ampio. Ci possono essere bellissimi eventi con artisti al top, e quelli a Lugano ci sono durante tutto l’anno, quello che noi possiamo fare di complementare è offrire proposte comunque di buon livello che permettano alla gente anche di creare quei legami sociali che oggi purtroppo sono sempre più rari. Se riusciamo in questo intento, potremmo dire di aver raggiunto uno dei nostri massimi obiettivi, senza ripetere ciò che fanno già altri ma senza nemmeno fare solo animazione. L’altra nostra grande forza è mettere in risalto ciò che fanno già benissimo gli organizzatori privati nello stesso periodo del LongLake».

Sull’arco di nove anni, il comportamento del pubblico del LongLake è cambiato?
«All’inizio c’è stata subito sorpresa, perché di botto siamo passati da un’animazione del lungolago molto soft nel weekend a un mese intero di appuntamenti declinati in vari festival, ispirandoci al modello di Edimburgo. Il nostro sogno è che anche a Lugano tutti gli organizzatori, pubblici e privati, si mettano insieme per creare un tale impatto a livello cittadino che permetta a ciascuno di arricchire le offerte dell’altro, senza “mangiarsi” il pubblico a vicenda. Non è facile capire un festival organizzato in questo modo e per qualche anno c’è stata un po’ di confusione, ma ci pare che oggi anche questa piccola crisi sia superata e che lo spirito del LongLake sia più chiaro, perché c’è sempre più gente che vuole collaborare con noi, non vedendoci più come “nemici”, come settore pubblico che danneggerebbe il privato volendo fare troppo. Oggi c’è chi sposta le vacanze ad agosto per seguire il LongLake perché in luglio a Lugano c’è poco da annoiarsi».

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