Festival di Cannes

Gli orsi di Buzzati prendono vita con Mattotti

Il film d’animazione La famosa invasione degli orsi in Sicilia a Un certain regard

Gli orsi di Buzzati prendono vita con Mattotti
L’illustratore e fumettista Lorenzo Mattotti, terzo da sinistra, e il suo cast. (Foto Keystone)

Gli orsi di Buzzati prendono vita con Mattotti

L’illustratore e fumettista Lorenzo Mattotti, terzo da sinistra, e il suo cast. (Foto Keystone)

CANNES - Per diverse generazioni di giovani lettori il «Corriere dei Piccoli» è stata una miniera di storie e di personaggi che hanno lasciato il segno nella memoria. Proprio sulle pagine del «Corrierino», nel 1945, Dino Buzzati pubblicò a puntate il suo romanzo La famosa invasione degli orsi in Sicilia, da lui stesso illustrato. Nell’Italia appena uscita dai terribili traumi della guerra, lo scrittore e giornalista allora quarantenne propone una metafora della società che coglie nel segno, oggi come al momento dell’uscita. Nel 1945, gli orsi vennero identificati con i fascisti che, partendo da basi idealistiche, portarono il Paese allo sfascio. Oggi le chiave di lettura di questa eccezionale favola per ogni età sono più sfumate e portano a una riflessione su un modo di vivere meno inquinato da corruzione, sprechi, ingiustizie e affarismo. Un materiale drammaturgico sfruttato alla perfezione dal noto illustratore e fumettista italiano (molto noto pure in Francia) Lorenzo Mattotti che debutta nel film d’animazione proprio con il lungometraggio tratto da Buzzati presentato ieri nella sezione Un certain Regard. Una produzione molto impegnativa che non deluderà né il pubblico adulto né quello dei più piccoli, poiché grazie alla maestria coloristica del suo autore, alla forza della trama, alle musiche di René Aubry e alle voci di attori come Toni Servillo o Antonio Albanese, sa veicolare entrambe le fondamentali dimensioni di questa vicenda, capace di farci sognare e di condurci in un mondo intriso di riferimenti alla mitologia antica, ma anche di farci guardare alle vicende di questi commoventi plantigradi come a una perfetta allegoria delle vicende umane. Un film davvero riuscito da non perdere alla sua uscita in sala.

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